Archive for March, 2007

Anche la BBC pubblica i filmati su YouTube

Monday, March 5th, 2007

Molti ancora non sanno nemmeno cosa sia, ma sono sempre di più quelli che non possono farne a meno. YouTube, recentemente acquisito da Google Video, è un servizio online che offre la possibilità di caricare in rete dei filmati e condividerli con gli altri. Sebbene l’utilità possa sembrare minima, c’è chi lo usa per effettuare l’upload di trailer, film, immagini sexy, oltre che di moltissimi filmati di fatto piuttosto interessanti. Ne consegue, anche se in maniera piuttosto discutibile, l’immediato interesse del pubblico…

Comunque si tratta di un servizio interessante che vi consigliamo di provare. I limiti più fastidiosi sono la scarsa qualità delle immagini e la quantità di video catalogati alla meno peggio che dovrebbero essere eliminati o almeno filtrabili attraverso una ricerca mirata.

In Francia arriva l’adsl a 100 Mbps

Monday, March 5th, 2007

Se per molti una simile capacità di banda è praticamente inutile bisogna però anche tener presente che se si divide la connessione tra più utenti e si utilizzano diversi strumenti online la banda non basta praticamente mai. In casa di studenti, con le connessioni wireless si può addirittura arrivare a condividere la banda coi propri vicini e navigare mentre si scaricano file pesanti può diventare un problema. O quantomeno non c’è quell’immediatezza sperata.

Innovativo sensore CCD da Kodak

Monday, March 5th, 2007

Si tratta di un sensore a 5 Megapixel dalle dimensioni e dai consumi molto ridotti che dovrebbe però garantire sensibilità e qualità d’immagine superiore a quella di CCD di dimensioni maggiori.

La diagonale misura 1/2.5″ dimensione tutto sommato già diffusa nelle fotocamere compatte.

Un bel passo avanti se si considera che Kodak è stata una delle aziende più restie ad abbandonare la pellicola e a imbarcarsi nel mondo della fotografia digitale. In effetti per quanto avesse ottime competenze nel settore chimico e ottico, ha dovuto migliorare quelle nel settore elettronico ed informatico.

Miglior masterizzatore DVD: Lite-On LH-20A1S

Sunday, March 4th, 2007

E’ il masterizzatore DVD più veloce attualmente in commercio, capace di scrivere fino a una velocità di 20x con i DVD certificati, per i DVD RW arriva a 8x come pure per i dual layer.

L’interfaccia è di tipo serial ata (quindi niente cavi ide all’interno del case) e il tempo di accesso dichiarato è di 160 ms. Il masterizzatore è prodotto anche in versione esterna e il prezzo è di 50€ per la versione interna e 70 per quest’ultima.

Sulla carta si tratta di un prodotto interessante però visto il numero di DVD illeggibili dopo già pochi mesi dalla loro masterizzazione preferiremmo che i produttori concentrassero altrove i loro sforzi.

Super CCD nanotecnologici

Sunday, March 4th, 2007

Nonostante gli immensi progressi fatti negli ultimi anni dalla fotografia i sensori digitali presentano ancora numerosi punti deboli: la sensibilità ISO per esempio, compresa tra 100 a 3200 è decisamente inferiore a quella necessaria per foto notturne senza flash.

Molte foto vengono mosse o rumorose e neppure il costo altissimo degli obiettivi superluminosi e stabilizzati è in grado di superare il problema. Non è un problema relativo ai sensori: i visori notturni funzionano oltre che a infrarossi anche ad intensificazione dell’immagine e sono più sensibili dell’occhio umano. Tuttavia finora non si poteva ottenere foto a colori, prive di rumore e con la risoluzione a cui siamo abituati in condizioni di poca luce.

Un’azienda americana, usando la nanotecnologia e collaborando con IBM, ha prodotto un sensore realmente all’avanguardia chiamato SMPD.

Se da un lato i CCD sono sensibili ma consumano molta corrente e non permettono la riduzione dell’integrato, dall’altro i CMOS consumano poco ma sono meno sensibili e più instabili. Il nuovo sensore garantisce una dimensione minore, un consumo minimo e soprattutto una elevatissima sensibilità che permette di scattare in condizioni di luce scarsa.

Il prototipo ha una risoluzione di 640×480 pixel, e ciascun pixel ha dimensioni pari a 4000 nanometri, la dimensione dell’area su cui deve essere proiettata la luce è di 2.56mm x 1.92mm. Il sensore permette anche di realizzare filmati. E vanta una sensibilità alla luce di 3×10^4 V/lux.s nonchè un consumo di appena 82mW a 30 fps. Per chi si sta già chiedendo come se la cava con il contrasto dinamico (dynamic range) il valore dichiarato è di 120 dB. Per un confronto si pensi che i migliori sensori attualmente disponibili sul mercato raggiungono 2.7 come sensibilità e circa 60 come contrasto dinamico…

Stiamo parlando di un prodotto a dir poco rivoluzionario che potrebbe cambiare il mondo della fotografia digitale. E la cosa più incredibile è che date le dimensioni particolarmente ridotte è facilmente integrabile anche nei cellulari ed elimina i problemi di messa a fuoco, nonchè le aberrazioni introdotte dalle ottiche più scadenti.

Se state pensando che più un sensore è piccolo e peggio è dovete ricredervi: il concetto discendeva dal fatto che i sensori di piccole dimensioni erano meno sensibili e di conseguenza più rumorosi.

http://www.planet82.com/english/product/smpd_01.asp

Hard Disk ibridi, allo stato solido e pennette usb velocizzano Windows Vista

Sunday, March 4th, 2007

Il nuovo sistema operativo della microsoft implementa una tecnologia chiama ReadyBoost che permette di sfruttare la presenza di una memoria non volatile più veloce degli hard disk per velocizzare alcune operazioni tra cui l’avvio del sistema operativo.

Samsung, uno dei principali produttori al mondo di memorie flash (sono le più comuni e diffuse memorie riscrivibili e non volatili) ha già realizzato un primo prototipo di hard disk interamente basato su memoria Flash oltre che alcuni hard disk ibridi.

I vantaggi di questa tecnologia sono davvero illimitati: l’hard disk messo a punto da samsung permette infatti di gestire circa 5000 richieste di accesso al disco fisso contro le 100 tipiche degli hard disk tradizionali…

NGI con il progetto EOLO porta la banda larga ovunque grazie ad una nuova tecnologia

Sunday, March 4th, 2007

Il progetto EOLO, promosso da NGI, sfrutta una tecnologia chiamata Hyperlan/2. In pratica si sfruttano delle antenne direzionali, molto simili alle comuni antenne paraboliche, orientate però verso una cellula che si occupa di trasmettere il segnale.

Il limite in questo caso è dato dalla necessità di portata ottica tra l’antenna domestica e quella che fa da trasmettitore: alberi, case o altri vincoli frapposti tra le due impedirebbero il diffondersi del segnale. Per questo NGI ha intenzione di effettuare una copertura ridondante del territorio in modo tale che si possa sempre scegliere tra due antenne per prendere il segnale.

L’offerta di NGI prevede velocità di download che vanno da 2 a 6 Mbps e upload da 256 kbps a 4 Mbps. Chiaramente molto più interessanti della copertura satellitare, anche di quella bidirezionale tra l’altro costosissima. E direttamente competitiva con l’adsl terrestre.

L’offerta base ha un costo di 30€/mese del tutto in linea con quella dell’adsl tradizionale.

Insomma, non avete davvero più scuse per non abbonarvi :)

Nel frattempo comunque va anche tenuto presente che la Telecom, anche grazie ad alcune migliorie tecniche, ha iniziato ad impegnarsi seriamente per la copertura del territorio nazionale e che il WiMax è più vicino di quanto sembri. Forse prima di essere raggiunti dall’offerta di NGI potreste essere raggiunti dalla comune adsl via cavo…

Display olografici: immagini proiettate nell’aria

Sunday, March 4th, 2007

Un primo passo verso le immagini tridimensionali è stato fatto da un’azienda con un proiettore capace di disegnare su un flusso di aria calda.

L’azienda si chiama Io2Technology e il prodotto, arrivato già alla terza generazione, garantisce una risoluzione soddisfacente (1024×768) e una stabilità dell’immagine accettabile. Sebbene il prezzo lo renda inaccessibile (18000$) ci lascia molto soddisfatti vedere che qualcosa si muove in questo campo.

Rinunciare all’esperienza della tridimensionalità è infatti un limite grandissimo impostoci dalla tecnologia attuale, per quanto possa sembrare poco penalizzante spesso è proprio la visione stereoscopica a fare la differenza. Ad esempio nel caso di vestiti a tinta unita o di fili d’erba, la fotografia, anche ad altissima risoluzione non arriva a rendere pienamente l’idea percettiva che si ha con la visione tridimensionale.

Dishi fissi del futuro: SSD ovvero Solid State Disk

Saturday, March 3rd, 2007

I dischi fissi attuali mantengono continuamente in rotazione dei “piatti” magnetici. Tali piatti girano a velocità che vanno dai 4.200 ai 20.000 giri al minuto. Sebbene gli hard disk attuali raggiungano una discreta velocità nel trasferimento di file di grandi dimensioni (da 14 MB/s fino a 80 MB/s e oltre), sono lentissimi nell’accedere a migliaia di file in rapida successione. Se provate ad utilizzare il software della Sisynternals Filemon scoprirete che il semplice avvio di Internet Explorer genera qualche centinaio se non migliaio di accessi all’hard disk. Ogni accesso prevede il posizionamento su un settore specifico che richiede il movimento della testina e la rotazione dei piatti. Insomma una decina di millisecondi circa. Che sebbene possano sembrare un tempo irrisorio sommandosi determinano l’infinita lentezza dei computer moderni. Perchè windows peggiora sempre più man mano che si installano i vari software? Semplice, se un software decide di fare una singola operazione gli accessi al disco sono centinaia… moltiplicate per tutti i software installati e potete avere un idea di cosa succede.

Gli hard disk montati sui portatili sono più lenti: vanno da 4200 a 5400 giri al minuto, mentre quelli montati sui computer fissi (IDE o Parallel ATA) sono da 7200 rpm. Solo una marca produce due modelli che raggiungono i 10.000 giri (Western Digital Raptor) su interfaccia Serial ATA, gli altri sono tutti a 7200 giri. Infine gli SCSI vanno da 10.000 a 15.000 rpm e qualche esemplare arriva persino a 20.000.

Sebbene la differenza tra una velocità di rotazione e l’altra si senta tantissimo, si tratta solo di piccole differenze e l’utilizzo del RAID non serve a nulla (non riduce i tempi di accesso).

Il futuro sono i dischi a stato solido o se preferite solid state disk. Il principale produttore, Samsung, ne ha da poco rilasciato uno da 32 GB. Indubbiamente si tratta di una tecnologia sul nascere, ma presenta alcuni vantaggi realmente tangibili nel consumo ridottissimo di corrente, nella resistenza meccanica e soprattutto nella incredibile velocità di accesso ai dati.

La tecnologia è la stessa delle cosiddette memorie flash presenti nelle schede compact flash e simili e promette realmente di rivoluzionare il settore.

Il prototipo prodotto da Samsung permette una velocità di trasferimento dati di circa 50 MB/s (bassina se paragonata a quella di hard disk di ultima generazione, ma per aumentarla basta unire più hard disk in raid). Il tempo di accesso ai dati è però stabiliante: solo 0,3-0,4 millisecondi contro gli 8 - 10 ms tipici di un hard disk a 7200 giri. Stiamo parlando di qualcosa circa 27 volte più veloce degli hard disk standard con una banda simile.

La mancanza di parti meccaniche in movimento riduce l’usura, la possibilità di rottura e velocizza immensamente l’accesso al disco.

L’unico difetto per adesso è il prezzo davvero altino: 900$ pari a circa 700€. Tantino per un hard disk da 32 GB.

Vantaggi:
Avvio più veloce
Tempo di lettura più veloce
Bassissima latenza (50 o 100 volte più bassa che negli hard disk)
Alta velocità di boot e nell’avvio delle applicazioni
Bassi consumi (non usa parti meccaniche in movimento)
Poca produzione di calore (non usa parti meccaniche in movimento)
Nessun rumore
Maggiore affidabilità meccanica (contro cadute, vibrazioni, ecc)
Sicurezza, cancellabilità dei dati velocissima
Prestazioni non dipendenti dalla frammentazione
Peso minore

Svantaggi:
Prezzo (25$ per GB, contro 0,25$ ovvero 100 volte più costoso)
Lifetime dei dati più bassa, ma in miglioramento
Lentezza nella scrittura (18 MB/s contro 50 MB/s)
Numero di accessi ad una posizione limitato rispetto agli hard disk (centinaia di migliaia di letture o scritture nella stessa zona possono danneggiarla)
Difficoltà di recupero dati
Sensibilità a campi magnetici

Intel: processore con 80 core

Saturday, March 3rd, 2007

Come sapete dopo la corsa ai megahertz si è aperta la corsa al numero di core. Attualmente i principali costruttori di processori (AMD e Intel) sono passati da CPU a nucleo singolo a CPU dual core. E al momento si vedono già in commercio i primi esemplari quad core.

Ebbene su software ottimizzati (e si spera presto anche su videogame) le prestazioni aumentano in maniera nettissima. Non c’è quindi da stupirsi dell’entusiasmo con cui è stata accolta la notizia rilasciata dall’Intel, di aver prodotto un esemplare con ben 80 core, per una potenza complessiva di 1 teraflop. La CPU è basata sull’attuale tecnologia costruttiva a 65 nanometri, ma al momento della produzione in massa (forse nel 2015) è più probabile l’utilizzo di tecnologie costruttive superiori.

In ogni caso, sebbene la Intel faccia notare che si tratta semplicemente di un prototipo, già il fatto di poter produrre qualcosa di simile lascia sperare in una rapida evoluzione dei processori. Peccato che al momento il collo di bottiglia sia rappresentato dagli hard disk.