Dimagrire in fretta senza fatica
Friday, December 7th, 2007L’obesità ha cause non solo alimentari, ma anche genetiche, ormonali, dagli ultimi esperimenti si evidenzia addirittura una causa virale del grasso.
Oltre alla dieta, oggi hanno fatto la loro comparsa numerosi altri tipi di intervento, compreso quello farmacologico.
Farmaci che agiscono sul senso di sazietà (molti pazienti obesi presentano una riduzione della sensazione di sazietà).
Nel 1930 nacquero i farmaci anoressizanti che derivano il loro nome dalla loro capacità di sopprimere l’appetito. L’uso della dexamfetamina venne subito sospeso perchè si scoprì che svolgeva una marcata azione stimolante a livello del sistema nervoso centrale.
Attualmente, le conoscenze riguardo ai meccanismi che favoriscono l’insorgenza dell’obesità si sono evolute, i farmaci impiegati nella terapia dell’obesità possono essere suddivisi in tre categorie farmacologiche:
FARMACI CHE RIDUCONO L’ ASSUNZIONE DI CIBO, come farmaci anoressizzanti (sostanze “amfetaminosimili”) e combinazione galeniche contenenti ormoni tiroidei, amfetamine ed altri composti ad elevata tossicità il cui uso è poco consigliabile. Agiscono sulla sensazione di fame e sazietà. Attualmente i farmaci anoressizzanti impiegati nel trattamento dell’obesità possono essere suddivisi nelle seguenti categorie farmacologiche:
-Quelli che agiscono sulle vie centrali catecolaminergiche (Amfetamina, Dietilpropione, Fentermina, Mazindolo, Fenilpropanolamina) che normalmente inducono tolleranza e dipendenza.
-Quelli che agiscono sulle vie centrali serotoninergiche (Fenfluramina, Dexfenfluramina, Fluoxetina, Sertralina) che non presentano il rischio di indurre dipendenza ed abuso come i precedenti. Essi stimolano il senso di sazietà più che diminuire la sensazione di fame.
-Quelli che agiscono sulle vie centrali serotoninergiche e noradrenergiche ( Sibutramina ) non ancora commercializzati in Italia, hanno la capacità di ridurre la ricerca di cibo.
-Antagonisti selettivi degli oppioidi quali il naltrexone ed il nalmefene che hanno un potente effetto a breve termine sull’appetito.
-Biguanidi quali la metformina, un ipoglicemizzante orale che determina una diminuzione dell’appetito.
FARMACI AGENTI SULL’ ASSORBIMENTO DEI NUTRIENTI (CONSIGLIATI)
-Inibitori enzimatici:
Inibitori dell’a-glucosidasi, quali l’acarbose e il miglitolo, riducono l’attività di tale enzima a livello dell’intestino tenue con conseguente diminuzione del catabolismo e dell’assorbimento dei carboidrati.
Inibitori delle lipasi gastro-pancreatico-intestinali, quali la tetraidrolipstatina, inducono dimagrimento perché impediscono l’assorbimento dei lipidi che vengono perciò eliminati con le feci.-Resine:
Resine polisaccaridiche, quali il chitosano, non digeribili, hanno un’alta capacità di legare i grassi (acidi grassi liberi, acidi biliari, trigliceridi, colesteroloed altri steroidi dietetici) nel tratto digestivo prossimale, riducendone l’assorbimento enterico ed aumentando l’escrezione lipidica con le feci.
FARMACI CHE AUMENTANO IL CONSUMO ENERGETICO (SCONSIGLIATISSIMI!)
-Ormoni tiroidei con funzione eccitometabolica. Queste molecole sono in grado di determinare dimagrimento agendo sul bilancio energetico, aumentando cioè il dispendio di calorie.
Essi inducono un’accelerazione del metabolismo basale e quindi facilitano la perdita di peso, ma con notevoli incovenienti (turbe del ritmo cardiaco e del sistema nervoso) Inoltre, la riduzione di peso indotta da queste sostanze avviene prevalentemente a scapito della componente proteica dell’organismo, con negativizzazione del bilancio azotato e calcico.
FARMACI TERMOGENETICI (CONSIGLIATI)
Hanno come capostipiti gli ormoni tiroidei e sono in grado di influenzare i meccanismi periferici coinvolti nei meccanismi di accumulo e di dispersione dell’energia ( depositi di tessuto adiposo ascellari, perirenali e cervicaliprofondi, controllati principalmente dalla noradrenalina che induce l’attivazione del metabolismo lipidico con conseguente produzione di calore).
Sempre più frequentemente vengono proposte sulle riviste pillole od altri farmaci dimagranti, sciogli o assorbi grasso.
Tra le ultime novità abbiamo:
L’ORLISTAT o pillola “taglia grassi”: una molecola di nuova concezione, ora in vendita anche in Italia con il nome di Xenical, che fa dimagrire riducendo del 30% l’assorbimento intestinale dei grassi. Essa si lega a livello dello stomaco con i trigliceridi ed impedisce a livello intestinale l’attacco delle lipasi sui grassi. In questo modo i grassi che rimangono interi vengono eliminati con le feci senza essere assorbiti. Grazie a questa modalità di azione così localizzata il farmaco nonha effetti negativi a carico di altri organi come il fegato e il rene.
LA PROTEINA Ucp2: aiuta a eliminare le calorie in eccesso. Questa proteina è presente nei mitocondri ed è molto simile a una’analoga proteina, la Ucpl, che nei neonati e nei piccoli mammiferi consuma calorie per mantenere costante la temperatura del corpo e combattere il freddo. L’Ucpl viene perduta dopo le prime settimane di vita, l’Ucp2, pur presente nei mitocondri cellulari, non è attiva negli adulti. Ricercatori spagnoli e francesi hanno sperimentato la possibilità di accenderla sui lieviti. Ci vorranno almeno cinque anni per trovare e sperimentare il retinoide specifico che la attiva senza effetti nocivi.
LA BROMELINA: un enzima, contenuto nell’ananas, che “brucia” fino a 900 volte il suo peso di grasso. Si conoscevano già i suoi effetti dimagranti, ma, durante i trattamenti a cui veniva sottoposta perdeva la maggior parte dei suioi principi attivi. Ora viene dissociata per essere attiva al 100%. La bromelina distillata va ad agire a livello degli accumuli di grasso. La bromelina brucia letteralmente i grassi che vengono successivamente eliminati attraverso le vie naturali.