Archive for the ‘Hi-tech’ Category

iPhone by Apple: la rivoluzione dei cellulari?

Thursday, March 15th, 2007

Dopo l’Ipod e l’Ipod nano la qualità costruttiva dei prodotti Apple è ben nota ai più. Anche i Machintosh, sobri e dalle forme eleganti, hanno raggiunto il consenso della maggior parte delle persone, acquisendo una popolarità crescente nel tempo.

L’ultimo nato di Apple sembra destinato a rivoluzionare il mercato della telefonia cellulare. Il nome, per chi ancora non lo sapesse è iPhone.
Si tratta di un cellulare di ultimissima generazione, per molti versi addirittura superiore ad un palmare. Lo schermo è multi touch ovvero non solo è touch screen ma è sensibile a più dita contemporaneamente. La dimensione è di 3,5″ e la risoluzione è di 150.000 pixel (480×320 pixel).

La fotocamera è nella media: ha una risoluzione di 2 Megapixel e si trova sul retro dell’apparecchio. Un punto di forza notevole è invece nel sensore che spegne il monitor quando questo viene avvicinato all’orecchio, ne regola la luminosità in base alla luce ambientale e ruota l’immagine in orizzontale e in verticale automaticamente.

Il sistema operativo sarà una versione mobile di MacOs, quindi un sistema operativo di tutto rispetto e pienamente compatibile con Java.

Non è presente una tastiera, oltre allo schermo sensibile al tatto, il controllo è affidato ad un piccolo quanto utilissimo joystick.

La memoria interna è di quelle a basso consumo e senza parti meccaniche fragili in movimento (flash). L’iPhone sarà disponibile in formato da 4 e 8 Gb. La connettività spazia dal blutooth al wifi, ma stranamente non include l’UMTS. E’ prevista la possibilità di navigare su internet usando il browser Safari, nonchè di ricevere e-mail anche in formato grafico o html.

La tastiera è virtuale, ovvero è disegnata sullo schermo, ma il sistema di scrittura predittivo corregge eventuali errori e dovrebbe assicurare una buona velocità di scrittura.

La batteria dovrebbe permettere 16 ore in ascolto musica e 5 di telefonate e internet. Niente male no?
Le dimensioni sono sufficientemente contenute: 115×161x11,6 mm e il peso è di appena 135 grammi.

Il cellulare verrà distribuito entro il 2007 anche in europa a un prezzo che si prevede compreso tra i 400 e 600€.

Super CCD nanotecnologici

Sunday, March 4th, 2007

Nonostante gli immensi progressi fatti negli ultimi anni dalla fotografia i sensori digitali presentano ancora numerosi punti deboli: la sensibilità ISO per esempio, compresa tra 100 a 3200 è decisamente inferiore a quella necessaria per foto notturne senza flash.

Molte foto vengono mosse o rumorose e neppure il costo altissimo degli obiettivi superluminosi e stabilizzati è in grado di superare il problema. Non è un problema relativo ai sensori: i visori notturni funzionano oltre che a infrarossi anche ad intensificazione dell’immagine e sono più sensibili dell’occhio umano. Tuttavia finora non si poteva ottenere foto a colori, prive di rumore e con la risoluzione a cui siamo abituati in condizioni di poca luce.

Un’azienda americana, usando la nanotecnologia e collaborando con IBM, ha prodotto un sensore realmente all’avanguardia chiamato SMPD.

Se da un lato i CCD sono sensibili ma consumano molta corrente e non permettono la riduzione dell’integrato, dall’altro i CMOS consumano poco ma sono meno sensibili e più instabili. Il nuovo sensore garantisce una dimensione minore, un consumo minimo e soprattutto una elevatissima sensibilità che permette di scattare in condizioni di luce scarsa.

Il prototipo ha una risoluzione di 640×480 pixel, e ciascun pixel ha dimensioni pari a 4000 nanometri, la dimensione dell’area su cui deve essere proiettata la luce è di 2.56mm x 1.92mm. Il sensore permette anche di realizzare filmati. E vanta una sensibilità alla luce di 3×10^4 V/lux.s nonchè un consumo di appena 82mW a 30 fps. Per chi si sta già chiedendo come se la cava con il contrasto dinamico (dynamic range) il valore dichiarato è di 120 dB. Per un confronto si pensi che i migliori sensori attualmente disponibili sul mercato raggiungono 2.7 come sensibilità e circa 60 come contrasto dinamico…

Stiamo parlando di un prodotto a dir poco rivoluzionario che potrebbe cambiare il mondo della fotografia digitale. E la cosa più incredibile è che date le dimensioni particolarmente ridotte è facilmente integrabile anche nei cellulari ed elimina i problemi di messa a fuoco, nonchè le aberrazioni introdotte dalle ottiche più scadenti.

Se state pensando che più un sensore è piccolo e peggio è dovete ricredervi: il concetto discendeva dal fatto che i sensori di piccole dimensioni erano meno sensibili e di conseguenza più rumorosi.

http://www.planet82.com/english/product/smpd_01.asp

Display olografici: immagini proiettate nell’aria

Sunday, March 4th, 2007

Un primo passo verso le immagini tridimensionali è stato fatto da un’azienda con un proiettore capace di disegnare su un flusso di aria calda.

L’azienda si chiama Io2Technology e il prodotto, arrivato già alla terza generazione, garantisce una risoluzione soddisfacente (1024×768) e una stabilità dell’immagine accettabile. Sebbene il prezzo lo renda inaccessibile (18000$) ci lascia molto soddisfatti vedere che qualcosa si muove in questo campo.

Rinunciare all’esperienza della tridimensionalità è infatti un limite grandissimo impostoci dalla tecnologia attuale, per quanto possa sembrare poco penalizzante spesso è proprio la visione stereoscopica a fare la differenza. Ad esempio nel caso di vestiti a tinta unita o di fili d’erba, la fotografia, anche ad altissima risoluzione non arriva a rendere pienamente l’idea percettiva che si ha con la visione tridimensionale.

Tessuti e materiali nanotecnologici

Saturday, March 3rd, 2007

Un gruppo di ricerca americano ha messo appunto una nuova tecnica per la costruzione di tessuti speciali: si tratta di una struttura ad anelli microscopici realizzati tramite elettrodepositazione attorno a singoli anelli di rame ancorati assieme uno all’altro.

Il materiale così ottenuto è flessibile e si allunga del 30% circa riducendo il proprio spessore a metà di quello iniziale. Attualmente i ricercatori stanno tentando di realizzare qualcosa di simile con il silicio per produrre celle fotovoltaiche indossabili, in grado di ricaricare cellulari e player mp3.

Studiare il modo in cui avviene l’evoluzione tecnologica…

Friday, February 16th, 2007

La notizia è a metà tra una curiosità alquanto bizzarra e una teoria scientifica particolarmente innovativa. Una teoria apposita studia infatti le soluzioni adoperate per risolvere problemi complessi e nell’inventare strumenti utili.

Si potrebbe definirla teoria della progettazione, ma il nome ufficiale è TRIZ, dal nome del russo che l’ha inventata. Per quanto molti la riterranno assurda, la teoria in questione è presente e studiata da anni e vanta una certa credibilità.

Essa si basa su una serie di osservazioni che tendono a rendere sistematica la fase di progettazione. Sistematica, ovvero analizzabile, schematizzabile, ottimizzabile e automatizzabile.
Tali osservazioni vertono soprattutto sul fatto che una volta schematizzati molti processi sono simili. E questo è confermato anche dalla teoria alla base dei controlli automatici.

La teoria TRIZ è tenuta oggi in grande considerazione e sono stati sviluppati algoritmi sfruttabili per risolvere problemi reali, applicabili alla ricerca e allo sviluppo di prodotti.

Insomma, una tecnologia promettente che insieme alle altre innovazioni (nanotecnologie, intelligenza artificiale) potrebbe in futuro rivoluzionare il mondo in cui viviamo.

Perchè il mio computer è così lento?

Sunday, February 11th, 2007

Processori superscalari che richiedono anni di progettazione da parte di team di centinaia di persone, RAM velocissime appoggiate da cache ancor più veloci, istruzioni a 64 bit, hard disk capaci di trasferire anche 50 MB in un solo secondo e ADSL da 6 Megabit. Ma come possono i computer di oggi andare lenti?

Se pensate che la cosa sia dovuta al carico di lavoro o colli di bottiglia vi sbagliate di grosso: ci sono pochissime applicazioni che richiedono realmente un’elevata potenza di calcolo e sono le seguenti.
- database enormi
- programmi di simulazione scientifica
- software per grafica 3D
- videogame con grafica moooooolto alta

Sapete a cos’è dovuto il rallentamento che percepite? Semplice, alla disottimizzazione più totale a tutti i livelli hardware e soprattutto software interessati dalle applicazioni. Pensate che il software venga “ottimizzato”?
No! L’unica ottimizzazione che il software subisce è quella da parte della CPU che riordina le istruzioni per evitare cicli di stallo, ovvero per non dover aspettare il risultato di un operazione mentre potrebbe eseguirne un’altra invertendo l’ordine nel codice sorgente del programma.

Doom 3 è scritto quasi interamente in DirectX 7.0! Altro che ottimizzazione, qui non abbiamo nemmeno lo sfruttamento delle funzionalità introdotte. Quando mai avete visto programmatori scrivere codice ottimizzato per MMX, SSE ed SSE2? Sono pochissimi le case che scelgono di sacrificare la compatibilità per le prestazioni, ancor meno quelle che scrivono più versioni del programma. Adobe Premiere è uno dei pochissimi software che gira solo su processori con supporto SSE2…

Del resto l’aggiornamento del computer, anche per chi ha le competenze per sostituire i singoli componenti, è tutt’altro che economico. I processori, le schede video, gli hard disk, le ram sono alcuni dei componenti che hanno cambiato connettori negli ultimi 3 anni…
E poi credete che raddoppiare la velocità del processore cambi qualcosa? No, inizierà a fare da collo di bottiglia tutto il resto… e anche cambiando completamente computer otterrete un miglioramento minimo rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare.

Perchè? Semplice… Windows non gestisce NULLA in maniera ottimale. Linux è peggio e anche Machintosh si attesta a livelli simili. Facciamo un esempio. Quando un software entra in un ciclo infinito, assorbe il 100% del processore bloccando tutto windows potrebbe comunque terminarlo in un secondo. Perchè l’hardware di sistema gestisce una cosa chiamata interrupt che restituisce il controllo a windows ogni tot millisecondi. Sempre! Non è possibile che windows non rilevi che il software è bloccato e che l’utente vuole chiuderlo.

Stessa cosa per i cluster danneggiati. Anche se il controllo fosse a DMA un dispositivo permette a windows di riprendere il controllo ogni tot secondi e decidere cosa fare. Ovvio che tutte le scelte potrebbero andar bene tranne quella di bloccarsi…

I mille programmini inutili (servizi, dll, ecc) tra cui windows deve continuamente switchare richiedono continui cambi di contesto. Perchè non chiedere all’utente al momento dell’installazione se vuole autorizzarli o meno? E soprattutto perchè dividere in migliaia di processi se non c’è necessità di parallelismo? La verità è che i compilatori e gli strumenti di sviluppo del software fanno schifo. Sono a livello dell’assembler o poco più evoluti. Come gli italiani sono fissati a volere l’auto con le marce gli sviluppatori vogliono vedere il “codice”. Mentre oramai tutto dovrebbe essere fatto tramite un’avanzatissima interfaccia grafica che permetta di inserire vincoli, il riutilizzo del codice, lo sviluppo collaborativo e al contempo ottimizzi realmente il codice (riunendo più dll, riscrivendo procedure, proponendo altre soluzioni più razionali al programmatore).

Gli editor di sviluppo del software sono così primordiali da essere paragonabili ad un notepad evoluto. Cose come il refactoring del codice fanno quasi sorridere se si pensa che ormai le classi dovrebbero essere qualcosa di simile a plugin altamente configurabili, ottenuti unendo l’interfaccia e le funzionalità di diversi plugin e visualizzabili, editabili e migliorabili unicamente attraverso un’interfaccia grafica evolutissima.

Inoltre eliminare la disottimizzazione dal software richiede una revisione noiosisssssima da parte di programmatori veramente esperti e introduce bug che vanno poi eliminati. Sviluppare software secondo tale schema costerebbe 10 volte tanto il costo attuale. Facciamo un esempio. Se un’operazione comporta 1000 accessi all’hard disk leggendo il codice attentamente potrei rendermi conto che basta leggere 1 volta scrivere 999 volte in ram e 1 sull’hard disk. Il compilatore non può accorgersene (perchè è fatto malissimo)…

E se invece usassi i registri interni o ottimizzassi il tutto per non sforare dalla cache o dalla RAM? Ovvero usare l’hard disk rallenta 1000 volte rispetto a usare la ram e idem per la cache. Gli elementi di un software vengono gestiti spesso ad oggetti (che è incredibilmente inefficente) e le procedure magari vengono scritte in DLL esterne separando in programmi concorrenti operazioni che non hanno questa necessità e viceversa rendendo sequenziali operazioni che potrebbero essere concorrenti su processori hyperthreading o multicore.

E cosa dire dell’hardware? Ci vuole tanto a cambiare connettori degli hard disk, pci, processori, ecc realizzando un unico standard di connettore interno ed esterno tipo usb? E windows? A cosa servirebbe l’NCQ se windows non ciclasse continuamente tra mille operazioni di I/O su hard disk? Avete mai provato a effettuare più di un trasferimento alla volta? Windows switcha tra uno e l’altro ogni pochi KB, anche se questo non serve a nulla se non a rallentare di 5-6 volte entrambi i trasferimenti.

Insomma, la situazione è a dir poco penosa. Si potrebbe diventare miliardari solo mettendo in pratica qualcuna di queste idee. Un computer veloce decine di volte più di quelli attuali… che importanza può avere se il processore è solo a 1000 Mhz se poi il sistema operativo non esegue inutili operazioni di I/O per paging e simili?

Il telefonino del futuro secondo Telecom

Tuesday, February 6th, 2007

La telecom, in collaborazione con la Polymer Vision (specializzata nei display OLED), sta realizzando un nuovo cellulare che comprende tutte le tecnologie tradizionali quali umts, edge, DVBH, blutooth e wireless con comandi touch screen e con batterie di durata elevatissima (10 giorni).

Esiste un sito internet che riconosce una canzone dal motivo

Tuesday, February 6th, 2007

Il sito internet http://www.midomi.com indovina la canzone di cui state fischiettando il motivetto e di cui non riuscite a ricordare il titolo.

Basta un microfono collegato al PC e il sito ci offre una serie di possibili scelte tra cui scelgiere la canzone cercata. E’ anche prevista la possibilità di ascoltare le canzoni per controllare che effettivamente corrispondano a quella cercata.

Midomi è quindi un innovativo motore di ricerca di canzoni che risponde a un bisogno più che reale. E se siete in dubbio sulle sue capacità… vi ricordiamo che provare non costa nulla.

Sul sito potete anche vedere un video che mostra le funzionalità del software oppure accedere alla ricerca per titolo o alla classifica fatta dagli altri utenti del sito.

Intel svela il primo chip basato su nanotecnologie

Sunday, January 28th, 2007

Gli attuali processori sono composti da centinaia di milioni di transistor. Piccoli parti di silicio (materiale presente abbondantemente nelle rocce) dell’ordine di grandezza di un millesimo di millimetro capaci di comportarsi come interruttori elettrici.

Sembra qualcosa di piccolissimo, ma non è così. La moderna tecnologia permette di assemblare praticamente i singoli atomi. La tecnologia alla base della produzione di transistor è invece limitata dalla lunghezza d’onda della luce, che viene utilizzata come una sorta di matrice per la stampa dei transistor. Le grandezze prese in esame dalle nanotecnologie sono misurate in nanometri, ovvero millesimi di micrometri.

La notizia che la Intel abbia quindi iniziato a interessarsi a questo settore non può che farci piacere. Dopo anni di relativamente lentissimo sviluppo tecnologico già l’introduzione delle CPU dual core faceva ben sperare (in software di acquisizione video, editing fotografico, database e rendering i risultati sono già evidentissimi) e le nanotecnologie potrebbero aprire orizzonti inesplorati.

Questi prodotti, dal nome in codice Penryn e Wolfdale, rappresentano i multicore di nuova generazione e dovrebbero essere prodotti con tecnologia a 45 nanometri entro il 2008. La Intel rende noto che sfrutteranno una nuova tecnologia chiamata High-k che utilizzerà metalli per ridurre il consumo di corrente (del 30% circa) e aumentare la velocità di switching del 20%.

Anche AMD e IBM stanno effettuando massicci investimenti in ricerca e sviluppo in questo settore. Vi terremo aggiornati.