Le comuni terapie farmacologiche potranno in futuro essere affiancate da una nuova e promettente scoperta fatta all’interno di un laboratorio americano grazie anche al contributo di alcuni scienziati italiani.
La molecola, di cui i ricercatori hanno scoperto il funzionamento, si chiama IL-7 e impedisce la distruzione del sistema immunitario nei pazienti colpiti da HIV.
Sappiamo infatti che il virus distrugge un particolare tipo di linfociti, ma non sappiamo bene come ciò avvenga. Sappiamo però che questo meccanismo si basa sull’apoptosi, un meccanismo presente anche nei pazienti non affetti da HIV, ma che diventa esagerato in quelli affetti da questa malattia. La nuova molecola blocca questo meccanismo, impedendo all’AIDS di distruggere le cellule sane.
Secondo i ricercatori tuttavia occorrono alcuni anni prima di sapere se la terapia potrà o meno essere utilizzabile. Negli ultimi anni comunque i progressi tecnologici fatti dalle case farmaceutiche sono stati realmente significativi e oggi giorno, grazie ai numerosi farmaci disponibili, capaci di attaccare il virus sotto siversi profili, l’AIDS è controllabile se si continua ad assumere farmaci costantemente. Se si smette di assumere tali farmaci tuttavia il virus ridiventa pericoloso nel giro di pochi giorni.
In ogni caso bisogna anche tener presente che i dati forniti dall’istituto superiore di sanità italiano dimostra che, almeno in Italia, l’AIDS ha la diffusione di 1 ogni 1000 persone. Tradotto, prima di incontrare un partner (non occasionale) con l’aids dovrete avere rapporti con alcune centinaia di persone… Il vero rischio è dovuto alla scelta di partner tra categorie a rischio quali ad esempio prostitute e dalle malattie veneree nel loro insieme (in tal caso la probabilità è decisamente alta).
Quindi se il principio del preservativo rimane validissimo, almeno abbiate la soddisfazione di non cadere nel sensazionalismo da facile scoop di alcuni giornalisti di oggi…
Inoltre l’assunzione regolare di tali farmaci può provocare in alcuni soggetti effetti collaterali anche molto gravi. La ricerca su nuovi farmaci comunque lascia ben sperare. Al momento infatti sono allo studio diverse tecniche per contrastare il virus: le più promettenti sono due. La prima cerca di inibire un enzima utilizzato dal virus per combinare il suo DNA con quello umano (si veda integrasi). L’altra è quella delle chemiochine.
Un vaccino per l’aids è al momento improbabile sia perchè richiede un’efficacia elevatissima rispetto a quella sufficiente per gli altri vaccini, sia perchè il virus è soggetto a frequenti mutazioni.