Intel svela il primo chip basato su nanotecnologie

Gli attuali processori sono composti da centinaia di milioni di transistor. Piccoli parti di silicio (materiale presente abbondantemente nelle rocce) dell’ordine di grandezza di un millesimo di millimetro capaci di comportarsi come interruttori elettrici.

Sembra qualcosa di piccolissimo, ma non è così. La moderna tecnologia permette di assemblare praticamente i singoli atomi. La tecnologia alla base della produzione di transistor è invece limitata dalla lunghezza d’onda della luce, che viene utilizzata come una sorta di matrice per la stampa dei transistor. Le grandezze prese in esame dalle nanotecnologie sono misurate in nanometri, ovvero millesimi di micrometri.

La notizia che la Intel abbia quindi iniziato a interessarsi a questo settore non può che farci piacere. Dopo anni di relativamente lentissimo sviluppo tecnologico già l’introduzione delle CPU dual core faceva ben sperare (in software di acquisizione video, editing fotografico, database e rendering i risultati sono già evidentissimi) e le nanotecnologie potrebbero aprire orizzonti inesplorati.

Questi prodotti, dal nome in codice Penryn e Wolfdale, rappresentano i multicore di nuova generazione e dovrebbero essere prodotti con tecnologia a 45 nanometri entro il 2008. La Intel rende noto che sfrutteranno una nuova tecnologia chiamata High-k che utilizzerà metalli per ridurre il consumo di corrente (del 30% circa) e aumentare la velocità di switching del 20%.

Anche AMD e IBM stanno effettuando massicci investimenti in ricerca e sviluppo in questo settore. Vi terremo aggiornati.

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