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Super CCD nanotecnologici

Sunday, March 4th, 2007

Nonostante gli immensi progressi fatti negli ultimi anni dalla fotografia i sensori digitali presentano ancora numerosi punti deboli: la sensibilità ISO per esempio, compresa tra 100 a 3200 è decisamente inferiore a quella necessaria per foto notturne senza flash.

Molte foto vengono mosse o rumorose e neppure il costo altissimo degli obiettivi superluminosi e stabilizzati è in grado di superare il problema. Non è un problema relativo ai sensori: i visori notturni funzionano oltre che a infrarossi anche ad intensificazione dell’immagine e sono più sensibili dell’occhio umano. Tuttavia finora non si poteva ottenere foto a colori, prive di rumore e con la risoluzione a cui siamo abituati in condizioni di poca luce.

Un’azienda americana, usando la nanotecnologia e collaborando con IBM, ha prodotto un sensore realmente all’avanguardia chiamato SMPD.

Se da un lato i CCD sono sensibili ma consumano molta corrente e non permettono la riduzione dell’integrato, dall’altro i CMOS consumano poco ma sono meno sensibili e più instabili. Il nuovo sensore garantisce una dimensione minore, un consumo minimo e soprattutto una elevatissima sensibilità che permette di scattare in condizioni di luce scarsa.

Il prototipo ha una risoluzione di 640×480 pixel, e ciascun pixel ha dimensioni pari a 4000 nanometri, la dimensione dell’area su cui deve essere proiettata la luce è di 2.56mm x 1.92mm. Il sensore permette anche di realizzare filmati. E vanta una sensibilità alla luce di 3×10^4 V/lux.s nonchè un consumo di appena 82mW a 30 fps. Per chi si sta già chiedendo come se la cava con il contrasto dinamico (dynamic range) il valore dichiarato è di 120 dB. Per un confronto si pensi che i migliori sensori attualmente disponibili sul mercato raggiungono 2.7 come sensibilità e circa 60 come contrasto dinamico…

Stiamo parlando di un prodotto a dir poco rivoluzionario che potrebbe cambiare il mondo della fotografia digitale. E la cosa più incredibile è che date le dimensioni particolarmente ridotte è facilmente integrabile anche nei cellulari ed elimina i problemi di messa a fuoco, nonchè le aberrazioni introdotte dalle ottiche più scadenti.

Se state pensando che più un sensore è piccolo e peggio è dovete ricredervi: il concetto discendeva dal fatto che i sensori di piccole dimensioni erano meno sensibili e di conseguenza più rumorosi.

http://www.planet82.com/english/product/smpd_01.asp