Lo stato delle università italiane in un intervista al ministro Di Pietro
Wednesday, February 28th, 2007Devo dire che, a mio avviso, l’Italia in questo momento avrebbe realmente bisogno di figure incorruttibili, di tagli reali agli sprechi e di meno demagogia. Chiusa questa breve parentesi passiamo all’intervista al ministro svolta dalla rivista Punto Informatico che trovate al seguente indirizzo: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1908564
L’intervista parla della fuga di cervelli, ancora in atto e della poca competitività delle università italiane a livello internazionale.
Mi chiedo se ci sia da stupirsi, visto che non solo le università italiane sono tra le più difficili al mondo (in inghilterra basta la frequenza per passare un esame), non solo gli studenti non sono affatto seguiti (pochi tutor, slide scadenti, ecc), ma soprattutto i professori si sforzano spesso più di rendere difficili gli esami e non di renderli utili. Grazie a programmi spesso obsoleti e alla mentalità di docenti troppo esigenti gli studenti sono costretti a sprecare il loro tempo imparando formule inutili che scorderanno il giorno dopo, e che non serviranno minimamente sul lavoro (che tanto è così specifico da richiedere formazione ad hoc).
La classifica della competitività delle università italiane: http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/classifica-universita/classifica-universita/classifica-universita.html