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NGI con il progetto EOLO porta la banda larga ovunque grazie ad una nuova tecnologia

Sunday, March 4th, 2007

Il progetto EOLO, promosso da NGI, sfrutta una tecnologia chiamata Hyperlan/2. In pratica si sfruttano delle antenne direzionali, molto simili alle comuni antenne paraboliche, orientate però verso una cellula che si occupa di trasmettere il segnale.

Il limite in questo caso è dato dalla necessità di portata ottica tra l’antenna domestica e quella che fa da trasmettitore: alberi, case o altri vincoli frapposti tra le due impedirebbero il diffondersi del segnale. Per questo NGI ha intenzione di effettuare una copertura ridondante del territorio in modo tale che si possa sempre scegliere tra due antenne per prendere il segnale.

L’offerta di NGI prevede velocità di download che vanno da 2 a 6 Mbps e upload da 256 kbps a 4 Mbps. Chiaramente molto più interessanti della copertura satellitare, anche di quella bidirezionale tra l’altro costosissima. E direttamente competitiva con l’adsl terrestre.

L’offerta base ha un costo di 30€/mese del tutto in linea con quella dell’adsl tradizionale.

Insomma, non avete davvero più scuse per non abbonarvi :)

Nel frattempo comunque va anche tenuto presente che la Telecom, anche grazie ad alcune migliorie tecniche, ha iniziato ad impegnarsi seriamente per la copertura del territorio nazionale e che il WiMax è più vicino di quanto sembri. Forse prima di essere raggiunti dall’offerta di NGI potreste essere raggiunti dalla comune adsl via cavo…

Insoddisfazione nel mondo della IT (Information Technology)

Wednesday, February 28th, 2007

Ancora una volta punto informatico riporta fatti e vicende che condannano i datori di lavoro di questo campo. Di fatto che in Italia il mercato del lavoro sia più simile a un mercato del bestiame è più che evidente dalle proposte contrattuali di poche centinaia di euro al mese.

Nell’articolo di punto informatico un “programmatore deluso” definisce così la situazione: “In questi anni ho imparato che i nuovi operai siamo noi, ma anche che il boom dell’informatica ha creato solamente degli incompetenti a capo dei vari IT. La maggioranza lavora per la nomea e per farsi strada e non conosce niente del mezzo informatico. Conoscono, se va bene, come cliccare il tasto stampa.

La carenza di lavoro, almeno qua a Torino non è il problema maggiore.
Per i veri amanti di questo mestiere il vero problema è potersi esprimere, trovare qualcuno disposto a pagarli bene per soddisfare le aspettative di un cliente esigente ed essere valorizzati per quello che fanno: creare il mondo di domani.

Ho una certa esperienza in colloqui, e la stramaggioranza di essi chiedono molto e offrono poco. Allo stesso tempo i vari candidati spesso e volentieri riempiono il curriculum di voci sconosciute o esperienze appena assaggiate. Di questi due, gli ultimi sono sicuramente i più dannosi.”

Dal canto mio non posso che concordare pienamente con l’analisi in questione e spero vivamente che le cose cambino e in fretta. Magari alzarsi dalla poltrona e fare qualcosa potrebbe migliorare questo processo, o no?

Fonte:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1908564

In ogni caso, sempre la rivista Punto Informatico in un altro articolo fa notare come moltissime professioni richiedano tirocini obbligatori e sottopagati o addirittura non retribuiti. Quindi se da una parte è vero che gli informatici sono soggetti a condizioni economiche poco interessanti, rispetto anche al lavoro svolto che richiede realmente molto impegno e concentrazione, dall’altro è anche vero che sono numerose le categorie lavorative che si trovano (soprattutto all’inizio della carriera) in situazioni simili.

Studiare il modo in cui avviene l’evoluzione tecnologica…

Friday, February 16th, 2007

La notizia è a metà tra una curiosità alquanto bizzarra e una teoria scientifica particolarmente innovativa. Una teoria apposita studia infatti le soluzioni adoperate per risolvere problemi complessi e nell’inventare strumenti utili.

Si potrebbe definirla teoria della progettazione, ma il nome ufficiale è TRIZ, dal nome del russo che l’ha inventata. Per quanto molti la riterranno assurda, la teoria in questione è presente e studiata da anni e vanta una certa credibilità.

Essa si basa su una serie di osservazioni che tendono a rendere sistematica la fase di progettazione. Sistematica, ovvero analizzabile, schematizzabile, ottimizzabile e automatizzabile.
Tali osservazioni vertono soprattutto sul fatto che una volta schematizzati molti processi sono simili. E questo è confermato anche dalla teoria alla base dei controlli automatici.

La teoria TRIZ è tenuta oggi in grande considerazione e sono stati sviluppati algoritmi sfruttabili per risolvere problemi reali, applicabili alla ricerca e allo sviluppo di prodotti.

Insomma, una tecnologia promettente che insieme alle altre innovazioni (nanotecnologie, intelligenza artificiale) potrebbe in futuro rivoluzionare il mondo in cui viviamo.

Dr. House: musichetta trionfale

Friday, February 16th, 2007

Se siete curiosi di sapere come si chiama la musichetta che house suona al pianoforte e che sentite in questo video sappiate che è di Baba O’Riley e si intitola “The Who”