Insoddisfazione nel mondo della IT (Information Technology)
Ancora una volta punto informatico riporta fatti e vicende che condannano i datori di lavoro di questo campo. Di fatto che in Italia il mercato del lavoro sia più simile a un mercato del bestiame è più che evidente dalle proposte contrattuali di poche centinaia di euro al mese.
Nell’articolo di punto informatico un “programmatore deluso” definisce così la situazione: “In questi anni ho imparato che i nuovi operai siamo noi, ma anche che il boom dell’informatica ha creato solamente degli incompetenti a capo dei vari IT. La maggioranza lavora per la nomea e per farsi strada e non conosce niente del mezzo informatico. Conoscono, se va bene, come cliccare il tasto stampa.
La carenza di lavoro, almeno qua a Torino non è il problema maggiore.
Per i veri amanti di questo mestiere il vero problema è potersi esprimere, trovare qualcuno disposto a pagarli bene per soddisfare le aspettative di un cliente esigente ed essere valorizzati per quello che fanno: creare il mondo di domani.
Ho una certa esperienza in colloqui, e la stramaggioranza di essi chiedono molto e offrono poco. Allo stesso tempo i vari candidati spesso e volentieri riempiono il curriculum di voci sconosciute o esperienze appena assaggiate. Di questi due, gli ultimi sono sicuramente i più dannosi.”
Dal canto mio non posso che concordare pienamente con l’analisi in questione e spero vivamente che le cose cambino e in fretta. Magari alzarsi dalla poltrona e fare qualcosa potrebbe migliorare questo processo, o no?
Fonte:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1908564
In ogni caso, sempre la rivista Punto Informatico in un altro articolo fa notare come moltissime professioni richiedano tirocini obbligatori e sottopagati o addirittura non retribuiti. Quindi se da una parte è vero che gli informatici sono soggetti a condizioni economiche poco interessanti, rispetto anche al lavoro svolto che richiede realmente molto impegno e concentrazione, dall’altro è anche vero che sono numerose le categorie lavorative che si trovano (soprattutto all’inizio della carriera) in situazioni simili.
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