I danni del caffè

Oramai tutti noi sappiamo che gran parte degli alimenti presenti normalmente sulle nostre tavole, quindi di uso diffuso ed affermato, possono nascondere problemi più o meno gravi (purtroppo) per la nostra salute. Alcuni esempi: polli al sapore di antibiotici, pesce con incredibile contenuto di mercurio, ortaggi contenenti per ormai troppe ragione (anche per la semplice presenza di un’autostrada vicina) metalli pesanti come il piombo, e purtroppo non per ultimi gli alimenti geneticamente modificati ecc..

Non c’è dubbio, per la nostra sopravvivenza dobbiamo nutrirci, quindi la nostra alimentazione è fondamentale per ogni ambito della vita. Siamo fatti di quello che mangiamo, come disse un vecchio,  possiamo certo, fare a meno di certi alimenti, per esempio, la carne di pollo, tacchino, manzo, pesce, ecc. ma non di frutta, verdura e legumi, anche se talvolta nascondono loro le vere e proprie insidie.

Premesso questo, oggi toccheremo un alimento di cui si può far bene a meno, cioè il caffè, non me ne vogliono i consumatori, ma quello che mi appresto a dire non è partorito da una vivace fantasia ma di quello che risulta documentato e (purtroppo) scientificamente provato; mi riferisco ai danni che il caffè, a lungo andare, può causare alla salute di chi ne fa uso quotidianamente (soprattutto più volte al giorno). Ma quello che ci dovrebbe far arrabbiare è che questo aromatico e caldo rituale oggi è molto usata più che altro come vera e propria abitudine di vita a cui molti non riescono proprio (ma neanche volendo) a rinunciare, ignari soprattutto dei danni che, potenzialmente, il consumo di questo “non alimento” può causare all’organismo.

N.b:  C’è anche da dire che ormai nel Mondo, siamo rimasti noi Italiani e i Brasiliani a consumare caffè “ristretto”, ormai la moda è il caffè “americano”.

Ma andiamo con ordine, i suoi divulgatori più convinti affermano che il famoso principio attivo contenuto all’interno di questo infuso, la caffeina, produce prima di tutto uno stato di veglia, quindi allontana la necessità di riposo, provoca una certa (quanto blanda) stimolazione mentale, stimola il miocardio nella sua funzione contrattile e conseguentemente abbiamo pure un aumento (anche se molto temporaneo, circa 20 minuti) della la gittata cardiaca.

Comunque anche se “potrebbe” offrire dei piccoli vantaggi positivi tramite questo effetto psicoeccitabile – aumentando le capacità di prestazioni in palestra, in particolare in esercizi ad alta intensità non prolungati nel tempo l’assunzione di questa sostanza provoca molti quanto rari effetti che ci faranno riflettere un attimo.

Dunque, tutti associano il caffè alla caffeina, pochi approfondiscono, e soprattutto nessuno spiega che non c’è solo caffeina ma tante, tantissime altre tossine… tutti ignoriamo, come mai?… Mi riferisco alle altre due centinaia di tossine che il nostro bel caffè contiene. E’ anche doveroso precisare che il caffè non ha niente di lontanamente alimentare (quello che beviamo noi abitualmente), non è altro che il risultato finale di lavorazioni industriali ad altissime temperature che ne fanno tutt’altro che un prodotto sano e nutriente, quale potrebbe essere considerato (ma neanche) all’origine, la vera origine. In soldoni,  la bevanda che si ottiene dalle nostre amiche aziende è poco più che un concentrato di elementi aromatici estratti da grani rovinatissimi e trasportati dai paesi poveri in sud America soprattutto, nei quali solo Dio sa quali lavorazioni intercorrono visto che arrivano pressoché carbonizzati. Il caffè è un vero e proprio anti-alimento, contiene incredibilmente 2 Kcal a tazzina, al cui interno vi si trovano anche più di duecentoventi (220) sostanze tossiche, ma vediamone alcune e i loro effetti:

teobromina  e teofillina, betamina e tannino sono solo 4 e danneggiano il sistema nervoso, altre il sistema vascolare e l’apparato digestivo, altre ancora sono all’origine di sintomi come palpitazioni, vediamo le vampate di calore,  aumentano il ritmo cardiaco quindi abbiamo le oppressioni cardiache,  abbiamo gli scompensi della pressione sanguigna e addirittura causano tremori e persino le nevrastenie.

Entriamo però un po’ nel dettaglio almeno nelle due più conosciute sostanze tossiche del caffè: Caffeina e Tannini.

La caffeina

Intanto anche veramente piccole dosi di caffeina sono dannose a chi già ha l’insorgenza di quasi qualsiasi tipo di problema, per esempio ai nevrotici, cardiopatici con segni di insufficienza aortica, alle persone che soffrono di affaticamento fisico, agli artritici, agli affetti di aritmia extrasistolica,  ai dispeptici, agli arteriosclerotici per le eventuali brusche modificazioni cardiovascolari ed inoltre agli affetti di malattie renali ipertensive, e anche a chi ha problemi alla prostata o/e infiammazioni croniche della vescica.

Abbiamo quindi festosamente controindicazioni anche per tutte le forme di gastriti e ovviamente duodeniti, enterite, ulcera gastroduodenale, stitichezza e colite, veramente controindicato anche alle donne in stato di gravidanza ovviamente; infatti è stato accertato il passaggio della caffeina dalla madre al feto, e questo può portare gravi danni, infatti la caffeina si deposita per un certo periodo di tempo nel cervello del feto, incidendo negativamente sull’attività di numerosi enzimi con gravi conseguenze tutt’ora oggetto di studio, ma per nulla promettenti.

Inoltre l’effetto illusorio della caffeina: ogni qualvolta ne beviamo una tazzina il nostro corpo si “attiva” per eliminarla, per eliminare questo veleno che stimola ghiandole endocrine a produrre ormoni come, per esempio l’adrenalina.
Quindi l’energia che sembra attivarsi dopo aver usufruito di un caffè, in realtà, non è apportata dall’esterno ma bensì, è quella del nostro organismo che viene spremuta ulteriormente.

Passato l’effetto, fateci caso, ci si sente molto più fiacchi e stanchi, condizione che erroneamente ci spinge a pensare “ho bisogno di un altro caffè”, capito il circolo vizioso?

I Tannini

Il caffè superlavorato residua una notevole quantità di tannini, la cui presenza nell’organismo può provocare molto facilmente danno alla salute, infatti tannini inattivano gli enzimi proteasi, amilasi e lipasi, che svolgono nel nostro organismo una funzione insostituibile; la loro inibizione comporta gravissime interferenze negative nell’utilizzazione metabolica di quasi tutte le sostanze nutritive. Un esempio lampante di tale interferenza è dato dall’assunzione del caffè (contenente anche tannino), con il latte (contenente grassi, proteine e zuccheri); la spiegazione è che la caffeina, stimola la secrezione gastrica (aumento ben visibile della produzione di acido cloridico), mentre tannino ostacola l’assimilazione e la digestione in particolare delle proteine ma anche degli altri componenti del latte, facciamoci caso, il caffèlatte per quanto tempo ci rimane nello stomaco?

Per concludere

Vi siete mai chiesti perchè mai quando tutti noi andiamo dal medico e gli esponiamo i nostri più svariati problemi di salute una delle prime (e a volte uniche) domande che il medico ci fa è: quanti caffè bevi in un giorno? Spesso la risposta è 2-3-4 e quindi lui ci dirà…

  • problemi di stomaco? E’ meglio se rinunci al caffè
  • problemi alla vescica? Non bere caffè
  • problemi alla prostata? Non bere caffè
  • problemi al cuore? Fai a meno del caffè
  • ecc.

Ma perché il “nostro” medico di famiglia non ci dice chiaramente che un organismo perfettamente e tassativamente sano tollera, e ripeto tollera, un caffè al giorno? E che comunque sarebbe sempre  buona cosa farne a meno?

In verità quando beviamo un innocente caffè, obbiettivamente introduciamo nel nostro corpo una quantità di tossine per quantità e varietà molte volte superiore addirittura quelle che introdurremmo mangiando un fungo tossico, ovviamente non letale. Per non parlare della dipendenza…

Allora mi chiedo, assumereste tutti i giorni un fungo sapendo prima che è TOSSICO (ma con un buon sapore) o ne fareste a meno?…

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