obesità
Sara Roversi
Sara Roversi

Obesità: Significato, Sintomi, Gradi, Obesità infantile e cure

Indice

Obesità, una sindrome che provoca un massiccio aumento di peso e tutta una serie di problematiche connesse al proprio stato di salute. Di base, il peso corporeo in questo caso ha un valore maggiore rispetto a quello che viene definito, statisticamente, peso ideale. Quest’ultimo viene calcolato, ovviamente, sempre in relazione all’altezza con il BMI di massa corporea. Se il peso reale supera di molto i parametri standard, la problematica si definisce obesità.

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Questa sindrome non viene però inclusa nei disturbi del comportamento alimentare nell’ultima edizione del DSM-5, cercheremo di approfondire meglio le motivazioni più avanti. Una considerazione importante da fare è che viviamo in un mondo nella maggior parte dei casi privilegiato, dove ottenere tutto il cibo che desideriamo è estremamente semplice. Nel paragrafo dedicato alle cure parleremo anche di un integratore utile per chi non riesce a fare a meno del cibo spazzatura.

L’obesità potrebbe essere combattuta in modo molto efficace perché l’utente non avrebbe la stessa sofferenza che ha ora nel rinunciare ad alimenti che gli provocano piacere. E’ stata infatti scoperta una molecola che potrebbe diventare un integratore o un farmaco per combattere l’obesità. Vediamo ora più nei dettagli cosa sapere in merito a questa tematica.

Obesità: significato

Obesità, qual è il significato del termine? Si definisce obesità una patologia all’interno della quale si verifica un accumulo patologico di grasso corporeo. Le conseguenze di questo disturbo, come già accennato, sono anche importanti per lo stato di salute e la qualità di vita del paziente. Le malattie cardiovascolari costituiscono il rischio maggiore per questi pazienti, proprio perché nei casi più gravi alcune funzioni corporee fondamentali iniziano a cedere perché il peso è eccessivo. Il BMI del paziente deve essere pari o superiore a 30 per poter parlare di questa patologia. L’eccesso di adiponectina, connesso all’obesità, aumenta il rischio per diverse patologie.

Inoltre, l’obesità si definisce come il risultato dell’introito di calorie continuato nel tempo ed eccessivo rispetto al consumo abituale. Tutto questo può provocare, in modo diretto, un aumento di picco glicemico, responsabile di ipertensione e diabete di tipo II. Altre problematiche associate all’obesità riguardano i calcoli alla cistifellea e le apnee notturne oppure, in generale, altri problemi legati alla respirazione. Per tutte queste motivazioni, anche quando si decide di intraprendere un percorso per perdere peso è importante essere seguiti da un medico che sappia tenere la nostra condizione di salute sotto controllo costante.

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Obesità: sintomi

Quali sono i sintomi dell’obesità? Le manifestazioni di questo stato patologico possono essere differenti, come abbiamo già accennato il BMI del soggetto deve essere pari o superiore a 30 per essere definito obeso. Abbiamo già detto che, a partire dall’ipertensione e dalle patologie cardiovascolari, sono numerose le patologie provocate da una condizione di questo tipo proprio perché il nostro corpo inizia a funzionare sempre peggio. Nella vita di tutti i giorni, i pazienti obese presentano affanno, anche compiendo attività fisica di bassa intensità, proprio perchè il loro peso è eccessivo. Il respiro è sempre appesantito, non appena si muovono ma non solo, e hanno sempre sonno.

Parliamo di soggetti che sudano moltissimo, anche quando le temperature non giustificano una sudorazione di quel tipo. Frequenti sono anche i disturbi del sonno, a partire dal problema del russare. Inoltre, questa condizione può arrivare fino alla sindrome delle apnee notturne, che provoca una scarsa ossigenazione del sangue anche per lunghi periodi durante il sonno notturno. Tutto questo aumenta il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari, quali ictus e infarto. I pazienti obesi mostrano anche problemi alle articolazioni, come dolori a schiena, ginocchia e anche dopo il minimo sforzo.

Oltre alla sintomatologia di tipo fisico, i pazienti obesi frequentemente auto-limitano la loro vita sociale. Lo stress provocato da questa condizione e dalla paura di un giudizio altrui spinge spesso all’isolamento, che può sfociare anche in problematiche dell’umore quali la depressione.

Gradi dell’obesità

Il metodo più comune per valutare i gradi e livelli di obesità è proprio il calcolo della massa corporea, che prende in considerazione massa grassa e massa magra. Infatti è importante non valutare soltanto il peso del soggetto ma anche le caratteristiche del suo fisico, un atleta può arrivare a pesare fino a 100 kg ma la maggior parte del suo peso è costituito da massa muscolare. Per fare un calcolo più specifico è necessario rivolgersi ad un medico o un professionista. Detto questo, i gradi per classificare l’obesità sono:

  • lieve o di 1° grado (IMC= 30-34.9; eccedenza ponderale del 20-40%)
  • media o di 2° grado (IMC=35-39.9; eccedenza ponderale del 41-100%)
  • grave o di 3° grado o patologica (IMC= >40; eccedenza ponderale oltre il 100%).

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Inoltre, esistono diverse tipologie di obesità che è importante differenziare, sulla base della distribuzione del tessuto adiposo, cioè alla localizzazione del grasso:

  • Obesità addominale detta anche viscerale o androide. Questa tipologia si caratterizza da una distribuzione del grasso corporeo soprattutto a livello addominale. Il fisico è comunemente definito “a mela” e questa problematica è associata a disordini metabolici (quali diabete e dislipidemia) e malattie cardiovascolari.
  • Obesità periferica detta anche sottocutanea o ginoide, con il fisico “a pera”. Qui il tessuto adiposo si distribuisce prevalentemente a livello sottocutaneo. Le zone più colpite sono quella dei glutei, della regione posteriore del tronco e della zona sottombelicale dell’addome.
  • In ultimo esistono forme di obesità cosiddetta diffusa, o mista. Questa è la forma più comune di obesità, in cui l’incremento del tessuto adiposo è omogeneo in tutto il corpo, sia in sede viscerale che sottocutanea.

Obesità infantile

L’obesità costituisce una problematica che colpisce un numero sempre più crescente di persone. Purtroppo, in alcuni casi, colpisce anche i bambini e le motivazioni possono essere di diverso tipo. Ancor più che in età adulta, è importante focalizzarsi su questa patologia e sulla comprensione delle cause. Per una valutazione attenta è importante rivolgersi ad un professionista, che possa are riferimento alle curve dei centili dell’Indice di Massa Corporea (IMC). Di base, un dato superiore all’85°centile è indice di sovrappeso, se il dato è superiore al 97°centile è indice di obesità nei bambini. Essenziale nella fase di valutazione è anche valutare il livello di sviluppo del bambino, il fatto che abbia pochi anni di età o che si trovi in una fase vicina alla pubertà.

Le cause possono essere molto diverse. Parliamo di costituzione e di familiarità in tanti casi. Questo perchè un bambino con entrambi i genitori obesi ha l’80% di probabilità maggiore di andare incontro al sovrappeso e all’obesità. Le abitudini alimentari sbagliate, con numerosi spuntini fuori pasto, un largo utilizzo di cibo spazzatura possono provocare un eccessivo aumento di peso. Così come la mancanza di attività sportiva e movimento fisico. Teniamo presente che i cibi spazzatura sono cibi pre-confezionati con scarso valore nutritivo (proteine, fibre, vitamine, sali minerali) ma con alto contenuto di calorie. Quindi  non parliamo solo dei tipici prodotti da fast food come hot-dog e hamburger, ma anche pasti precotti e surgelati, merendine pronte e snack iper-zuccherati o salati e dolciumi.

obesità infantile

In generale, di tutti i cibi che subiscono profonde trasformazioni con aggiunta di zuccheri o grassi prima dell’acquisto e del consumo da parte del cliente. La restante percentuale di obesità infantile è legata a cause differenti, di natura genetica, ormonale o dovute a cure farmacologiche prolungate, per esempio esempio cortisone assunto a grandi dosi per anni).

Obesità: le cure

Le cure per l’obesità sono differenti. Il bendaggio gastrico regolabile e il by-pass gastrico sono due delle metodologie più comuni. Naturalmente è essenziale rivolgersi ad un medico per valutare la cura più adatta alla propria problematica e alla propria condizione di salute.

Il bendaggio gastrico è un intervento restrittivo meccanico, volto a diminuire forzatamente l’introduzione di cibo. Un anello gonfiabile in silicone circonda la parte alta dello stomaco dunque il paziente, mentre mangia, percepisce un senso di sazietà.  Talvolta si può percepire un fastidio o un dolore nella parte alta dell’addome. Indipendentemente dal tipo di intervento, rimane necessaria la collaborazione del paziente nel seguire la dieta indicata. Il by-pass gastrico invece è un intervento restrittivo  ormonale. Esso agisce sul tubo digerente riducendo la produzione di alcuni ormoni responsabili della fame. Inoltre, si aumenta la produzione di altri ormoni responsabili di aumentare il senso di sazietà.

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Una innovativa molecola per indurre il senso di sazietà

Oltre a questo, numerose sono i campi della ricerca scientifica dedicati alla cura dell’obesità e di patologie simili. I ricercatori dell’Università di Glasgow e dell’Imperial College londinese hanno individuato una molecola che, agendo sul cervello e stimolando la sensazione di sazietà, inibisce il desiderio di cibo calorico ma lascia intatto l’appetito per il cibo sano. Questa molecola si chiama estere inulina propionato (IPE), è prodotta dai batteri della flora residente ed agisce sull’encefalo stimolando il rilascio degli ormoni che controllano l’appetito e stimolano il senso di sazietà in specifiche aree del cervello.

I test clinici sono stati condotti su 20 pazienti in sovrappeso, metà dei quali ha ricevuto un placebo, mentre l’altra metà la molecola IPE disciolta in un milkshake. Ai pazienti sono state mostrate immagini di cibi ad alto o basso valore calorico, durante una risonanza magnetica funzionale. I pazienti che avevano assunto IPE, di fronte alle immagini di cibi ipercalorici, mostravano meno attività nelle regioni cerebrali che controllano i meccanismi di gratificazione e ricompensa, come se le foto fossero meno allettanti per il cervello. Subito dopo, alla richiesta di mangiare un piatto di pasta con salsa al pomodoro, il gruppo che aveva assunto IPE ha mangiato il 10% in meno.

A partire da questi piccoli ma incoraggianti risultati, l’IPE potrebbe essere utilizzata per indurre persone già in sovrappeso a mangiare di meno, riducendo sia le porzioni sia il desiderio di cibi ricchi di grassi e zuccheri (junk food) a favore di un’alimentazione più sana e meno calorica.

Obesità e psicologia

Come abbiamo già accennato all’interno dell’articolo, è importante prendere in considerazione anche la sfera psicologica connessa ad una patologia di questo tipo. L’obesità e la psicologia entrano in forte correlazione l’una con l’altra. Il soggetto obeso, oltre alle problematiche fisiche, ha paura del giudizio degli altri e tende a limitare il contatto sociale. Questo ha un’influenza negativa su diversi aspetti della propria vita, a partire anche da quello lavorativo. La sedentarietà peggiora il disturbo riducendo il numero di calorie che vengono consumate attraverso il movimento. Un soggetto obeso piuttosto grave può anche smettere di uscire di casa sia per vergogna che per affaticamento.

obesità e psicologia

Questo isolamento ed evitamento sociale può provocare un disturbo depressivo maggiore, proprio perché il soggetto inizia a sentirsi un fallimento. Non può più essere utile alla propria famiglia e diviene ormai un peso per tutti. Affiancare alla terapia chirurgica di questi pazienti un trattamento psicologico è di essenziale importanza. Questo può permettere al paziente di affrontare anche alcune delle motivazioni alla base di questo problema. Che cosa lo spinge e lo ha spinto in passato a mangiare così tanto? In alcuni casi, il soggetto obeso può considerare il cibo come gratificazione e come mezzo per riempire un vuoto. Andare a interrompere meccanismi di questo tipo permette anche di aumentare la collaborazione del paziente stesso nel regime di dieta e nel processo di dimagrimento.

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