Gianluigi Salvi
Gianluigi Salvi

Arriva la pillola dei 5 giorni dopo. Obbligo di prescrizione, ma niente test di gravidanza.

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Nonostante le dovute attenzioni e precauzioni nei rapporti sessuali, possono verificarsi incidenti e ci si può trovare in situazioni per cui è necessario assumere una contraccezione d’emergenza. Il rischio di gravidanze indesiderate può essere causato dalla rottura del preservativo, dalla mancata assunzione del contraccettivo o da altri imprevisti. È inutile sottolineare l’importanza di assumere la contraccezione, soprattutto il preservativo, se si hanno rapporti con un nuovo partner, in ogni caso può capitare una situazione imprevedibile e si può correre il rischio di una gravidanza.

Fino ad oggi l’unica possibilità di evitare gravidanze indesiderate era l’assunzione della cosiddetta pillola del giorno dopo (o contraccezione d’emergenza), ora è disponibile anche in Italia un’alternativa, la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo. Il trattamento prevede l’assunzione di un’unica compressa da prendere per bocca non oltre 120 ore (5 giorni) da un rapporto sessuale non protetto o dal fallimento di un altro metodo contraccettivo.

Fino ad ora era possibile acquistare il farmaco in farmacia con prescrizione medica e dopo aver effettuato un test di gravidanza. Ma, la notizia risale a qualche giorno fa, la Commissione europea avrebbe deciso di favorire l’acquisto di questo farmaco con prescrizione medica ma senza l’obbligo di effettuare il test di gravidanza. Ora tutti i paesi europei devono recepire o meno l’indicazione della commissione europea. Il farmaco a base di ulipristal acetato prodotto dall’azienda HRA Pharma, che ha reso nota la decisione europea, è stato approvato in Europa con l’obbligo di prescrizione medica alla fine del 2009.

All’interno della Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), si predilige questo orientamento ma si è deciso di attendere il previsto parere del Consiglio superiore di sanità (Css) prima di pronunciarsi. Quindi l’Aifa può anche decidere diversamente rispetto all’Ema e mantenere l’obbligo di ricetta, ma in questo caso dovrà motivare in sede europea la decisione.

ll farmaco, spiega l’Ema, è «un contraccettivo d’emergenza usato per prevenire gravidanze indesiderate se assunto entro 120 ore (5 giorni) da un rapporto sessuale a rischio, e agisce prevenendo o ritardando l’ovulazione. Il farmaco è più efficace se assunto entro le 24 ore». Dunque, sottolinea l’Ema, «rimuovere il bisogno di ottenere la prescrizione dal medico dovrebbe velocizzare l’accesso delle donne a tale medicinale e quindi aumentarne l’efficacia».

L’Italia ad oggi è l’unico Stato non solo d’Europa ma a livello mondiale a richiedere, oltre alla ricetta medica (per tutti) un test di gravidanza per poter acquistare il farmaco. E dopo il pronunciamento dell’Agenzia europea del farmaco, sembra che anche la Polonia e la Grecia potrebbero a breve eliminare l’obbligo di ricetta per il contraccettivo d’emergenza.

«Sono già 11 i paesi europei che si sono espressi criticamente rispetto a questa opportunità», sostiene il direttore dell’Aifa, Luca Pani, che elenca i motivi di dubbio che esistono in Italia rispetto all’eliminazione dell’obbligo di ricetta e che riguardano la normativa sui contraccettivi in generale: per questi serve la prescrizione del medico.

«Sono d’accordo sull’ipotesi di mantenere la ricetta per la pillola dei 5 giorni dopo in particolare per le minorenni – dice Paolo Scollo, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) – soprattutto per un discorso di controllo. Le ragazze devono parlare con un medico quando si trovano in una situazione simile e in quel momento si può fare anche un’efficace prevenzione».
Contrario alla pillola dei 5 giorni dopo , invece, Filippo Maria Boscia, presidente dei Medici cattolici italiani: «Definire la pillola dei 5 giorni dopo un contraccettivo è una bugia. Usarla equivale ad abortire», dichiara.

Da un punto di vista tecnico l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) viene affermato che la gravidanza ha inizio quando l’ovulo fecondato si impianta nell’utero. Rispetto al passato, è questa una nuova definizione che elimina quella vecchi che diceva che la gravidanza aveva inizio al momento della fecondazione.

Tutto cambia a seconda della definizione legale della pillola stessa

E’ proprio sulla base di queste due dichiarazioni che nasce la polemica. Se infatti valesse la vecchia definizione l’utilizzo dell’ulipristal potrebbe essere considerato come un’interruzione volontaria della gravidanza in quanto la molecola potrebbe anche impedire l’impianto in utero di un ovulo già fecondato. Ma in base alla definizione corrente, considerando l’aborto come la rimozione di un ovulo fecondato ed impiantato nell’utero, la “pillola dei 5 giorni dopo” è da ritenersi un contraccettivo di emergenza a tutti gli effetti.

Vedi: Pillola Zoely, la migliore in commercio

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