contraccettivi
Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

Pillola anticoncezionale e contraccezione d’emergenza

Indice

Tipologie di contraccettivi presenti in commercio

Al giorno d’oggi, in ogni farmacia, sono disponibili un gran numero di pillole anticoncezionali diverse per formulazione e proprietà farmacologiche. Questi possono essere a base di estrogeni, progestinici oppure entrambi.
Per quanto riguarda, in particolare, i contraccettivi orali, questi rientrano a far parte di due classi principali che vengono prescritte per la maggiore: farmaci che prevedono un’associazione di estrogeni e progestinici oppure che nella loro formulazione vedono solamente la presenza del progestinico.

Pillole contraccetive, formulazioni estro-progestiniche

Per quanto riguarda le formulazioni che prevedono l’associazione di estrogeni e progestinici l’efficacia teorica stimata è attorno al 100%. Agiscono bloccando l’ovulazione a livello ipotalamico o dell’ipofisi ed hanno effetti anche sull’utero in quanto ne modificano la motilità ed alterano la consistenza del muco.
Questo tipo di pillola va assunta, in linea generale, per un tempo pari a tre settimane alle quali segue un periodo di sette giorni liberi in cui si verificherà l’emorragia da sospensione.

Questo tipo di farmaco è ulteriormente classificato in pillole

  • Monofasiche: il dosaggio è fisso ed invariato per tutti i 21 giorni dell’assunzione.
  • Bifasiche: seguono uno schema di giorni 10+11 e la dose di progestinico viene aumentata per mimare la fase luteinica del naturale ciclo mestruale femminile.
  • Trifasiche: seguono lo schema 6+5+5 oppure 7+7+7. Il vantaggio di questo tipo di preparazione consiste nel mimare al meglio quelle che sarebbero le normali variazioni ormonali.
  • Quadrifasiche: contengono estradiolo.

Pillole contraccetive a base di progestinico

Le pillole che contengono unicamente il progestinico (conosciute anche con il nome di minipillola) hanno un’efficacia che si aggira attorno al 96%, leggermente inferiore rispetto alla formulazione estro-progestinica.
Anche la modalità di somministrazione è differente in quanto vanno assunte senza alcuna interruzione. Come le precedenti, funzionano bloccando l’ovulazione (anche se in modo meno efficace) ed aumentando la consistenza del muco, creando in questo modo un effetto barriera. Alterano anche l’endometrio rendendo più debole e difficile il possibile impianto.

Metodi contraccettivi a base ormonale

La pillola anticoncezionale rappresenta sicuramente uno dei sistemi contraccettivi a base ormonale più prescritto ma non è l’unico. La via orale, infatti, non è la sola ad essere utilizzata.
Oggi c’è la possibilità di applicare estro-progestinici anche a livello locale attraverso l’uso di un anello vaginale che va utilizzato per tre settimane tenendone una libera (esattamente come la pillola). Un altro sistema prevede l’uso di cerotti trandermici. Una volta che questo viene applicato va cambiato solamente una volta a settimana per tre settimane e, anche in questo caso, la quarta settimana è libera.

Per trovare la farmacia o il medico più vicino in zona, ed i relativi recapiti telefonici,  potete utilizzare un servizio come questo sito trova numeri.

Fattori di rischio ed effetti collaterali

I metodi contraccettivi che si basano sugli ormoni presentano effetti collaterali che talvolta possono causarne la sospensione oppure impedire a particolari categorie di pazienti di intraprendere la terapia.
Questi non si manifestano, o sono ridotti al minimo, in donne che non presentano i diversi fattori di rischio.
Tra questi ultimi è importante ricordare: vascolopatie e problemi generali alla circolazione, infarto, carcinoma (che interessa la mammella od il ratto riproduttivo in generale), presenza di gravidanza (anche se questa è solamente sospetta), sanguinamenti vaginali anomali oppure semplicemente (e più comunemente) mal di testa, ipertensione, diabete o fibromi a livello dell’utero.

Effetti collaterali importanti sono quelli che interessano il sistema cardio-vascolare (soprattutto nelle donne fumatrici e con un’età superiore ai 35 anni). In questi c’è aumento la frequenza d’insorgenza di diversi tipi di carcinoma (soprattutto al fegato, alla cervice e alla mammella).
Tra i più comuni e meno gravi: nausea, emicrania, dolori al seno e sanguinamenti intermestruali.
Comunque sia questi vengono drasticamente ridotti se si assume una pillola a basso dosaggio.

L’importanza del consulto con il medico

Ovviamente adottare questo tipo di metodo contraccettivo richiede prima il parere del medico. Per fissare una visita con il ginecologo potete prendere appuntamento chiamando il CUP (se volete trovare il numero in modo facile e veloce potete usufruire di questo sito). Questo professionista sarà in grado di prescrivervi la terapia che più si adatta alle vostre esigenze e vi leverà qualsiasi dubbio in merito alla metodologia d’assunzione, all’efficacia ed alle possibili interazioni con farmaci.

Contraccettivi d’emergenza

In questo caso si parla di pillola postcoitale. La modalità d’assunzione è, ovviamente, diversa dalla comune pillola anticoncezionale perché diverso è il suo scopo. Va assunta preferibilmente entro 12 ore non oltre i tre giorni dal rapporto a rischio (man mano che passano le ore la possibilità d’intervenire risulta sempre meno efficace perché cresce la possibilità che ci possa essere stato l’impianto).

Oltre a questa ci sono anche protocolli alternativi come l’assunzione di estro-progestinico ad alte dosi (andrà assunto per due volte nell’arco di 12 ore) oppure l’uso di formulazioni a base di soli estrogeni due volte al giorno per 5 giorni.

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