Assegno familiare e taglio dell’IVA: le riforme in arrivo

Tra queste, quasi certamente ci sarà il taglio dell’IVA allo 0% su pane e latte, identificati come i beni di prima necessità per eccellenza.

Il governo Meloni si prefigge di lanciare un chiarissimo segnale contro l’aumento ripido dei prezzi che sta mettendo moltissime famiglie in ginocchio. Questo prevede anche bonus corposi per le famiglie, specialmente quelle numerose. Tutte queste manovre verranno ratificate nella prossima legge di bilancio.

Tra queste, quasi certamente ci sarà il taglio dell’IVA allo 0% su pane e latte, identificati come i beni di prima necessità per eccellenza. Le imposte caleranno invece al 5% per quanto riguarda tutti i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti. Secondo quanto riferito ai microfoni dal ministro Giorgetti, il nuovo governo ha un approccio “prudente”, e che “Confido nel fatto che con responsabilità sosterranno questo approccio anche le altre forze politiche.

Le priorità di questo tipo di riforme sono quasi sempre famiglie e piccole imprese, le categorie da tutelare “per eccellenza”. Economicamente, questo conflitto non poteva arrivare in un momento peggiore. Le conseguenze materiali della pandemia stanno ancora colpendo il commercio locale e il commercio internazionale, ma ora le interruzioni delle catene di approvvigionamento stanno causando un drastico aumento dei prezzi e la scarsità di carburante sta creando una situazione insostenibile sia per le imprese che per i consumatori.

Bandiera italiana
Bandiera italiana – Foto di JÉSHOOTS/Pexels.com

In effetti, anche quelli di noi che hanno avuto la fortuna di superare gli ultimi due anni difficilmente possono affermare di non essere influenzati dall’attuale instabilità economica. Mentre aspettiamo che il Fondo europeo per la ripresa trovi la sua strada nella vita quotidiana delle persone, le famiglie a basso reddito che stavano già lottando per sbarcare il lunario prima dell’invasione dell’Ucraina si sono trovate ora in una situazione ancora più precaria.

Nel settore alimentare, settori centrali come la pesca e l’allevamento sono entrati in un momento di crisi. Dato l’aumento del prezzo del carburante, non è più sostenibile per i pescherecci uscire in mare aperto, causando una mancanza di disponibilità di pesce fresco e prodotti correlati. Allo stesso modo, l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe portare a un aumento dei prezzi dei cereali con conseguenze su beni primari come pane, pasta e latticini, poiché Russia e Ucraina rappresentano il 28,9% delle esportazioni mondiali di grano e il 60% dell’olio di girasole. Ciò colpirà in particolare le fasce più povere della popolazione italiana, che spesso soffrono delle spese relative più elevate per riscaldamento, combustibili e beni primari.