Antonio Bartolini

Filler: una medicina estetica poco invasiva

Le chiamano punturine, ma le tecniche e le sostanze usate per dare una seconda giovinezza alla pelle non sono tutte uguali. Nelle cliniche estetiche i trattamenti di questo tipo, effettuati con aghi sottili, sono lo strumento più diffuso per restituire pienezza al volto. Le tecniche però non sono tutte uguali, differenze appunto con le varie tecniche sono numerose, sia a livello di invasività che di risultato. Facciamo insieme un po’ di chiarezza.

Il mercato della chirurgia estetica sta vivendo un momento davvero roseo, con una richiesta che non è mai stata così alta. Si parla di un incremento di domanda di oltre il 200% rispetto all’anno 2000, con un trend in costante crescita che sembra destinato solamente a crescere ulteriormente.

Non tutte le metodiche però sono richieste allo stesso modo. La vera tendenza del momento è quella di avere un aspetto il più possibile naturale e non artefatto, una sorta di equilibrio tra l’inevitabile avanzare dell’età e le condizioni della pelle. In altre parole sono preferiti quegli interventi effettuati con acido ialuronico, mirati a correggere le imperfezioni piuttosto che a stravolgere il volto.

Acido ialuronico: cos’è e cosa serve

L’acido  ialuronico è una sostanza già presente naturalmente nel nostro corpo, localizzata soprattutto nelle articolazioni, nel tessuto connettivo, nella pelle, nel tessuto epiteliale e negli occhi. Grazie alle sue proprietà di idrosolubilità, è in grado di inglobare grandi quantità di molecole d’acqua, caratteristica che lo rende appunto uno strumento per idratare correttamente i tessuti.

L’acido ialuronico è in grado di contribuire alla formazione di una specie di gel in grado di svolgere una funzione lubrificante per le strutture del corpo e le articolazioni, così come una funzione riparatoria di lesioni e ferite. Per quanto riguarda i benefici specifici apportati alla pelle, si deve pensare all’acido come ad una sorta di impalcatura, soprattutto per quella del volto, in grado di conferire compattezza all’intero tessuto cutaneo. In realtà le azioni dell’acido sul nostro organismo sono davvero moltissime, come sarà possibile approfondire tra le pagine di INRAN.IT

Con l’avanzare dell’età questa sostanza dai mille benefici viene prodotta in quantità sempre inferiori dall’organismo. Il risultato è facilmente intuibile. Nel momento in cui la pelle non viene più idratata correttamente dall’acido, questa comincia a screpolarsi, apparendo meno tonica e dando origine a quelle che sono le prime rughe.

Trattamenti estetici: tipologie

Come anticipato l’acido ialuronico può essere trovato in più punti del nostro organismo. Si deve tenere presente che l’acido è un componente essenziale anche del liquido sinoviale, cioè il fluido delle articolazioni che evita il naturale sfregamento delle ossa tra di loro. Inoltre a livello di cartilagini, le protegge dai danni causati dall’usura favorendone riparazione e nutrizione. In altre parole può essere considerato come una sorta di lubrificante che agendo sulle giunture del corpo, ne permette un funzionamento ottimale. Esattamente come accade per la pelle, quando con il passare degli anni la produzione di acido ialuronico diminuisce, le articolazioni cominciano a soffrire maggiormente causando dolori.

Nella medicina estetica ovviamente, i campi di applicazione dell’acido ialuronico sono quelli del contrasto all’invecchiamento della pelle. In commercio possono essere reperiti numerosi prodotti, quali creme e cosmetici, ma non agendo a livello sottocutaneo, hanno effetti decisamente più blandi rispetto al filler.

Con filler sono intese quelle sostanze utilizzate per il riempimento delle rughe di espressione e per donare nuovamente volume agli zigomi svuotati dal tempo. In realtà devono essere considerati come uno strumento per contrastare a tutti gli effetti la vecchiaia, in grado di ripristinare l’ovale del volto e le sue proporzioni.

Per questo motivo gli interventi sono mirati su tempie, angolo mandibolare, parte terminale del sopracciglio e solchi lacrimali. Mediante l’intervento del medico quindi si va a risollevare i lineamenti, che tornano simmetrici e proporzionati, andando a migliorare anche l’aspetto della cute. Le formule di acido ialuronico iniettate ad oggi sono riassorbili, a differenza di quelle permanenti bandite dal Ministero della Salute.

Filler: una medicina estetica poco invasiva

È opportuno sottolineare come i filler non siano da considerarsi come un vero e proprio intervento di chirurgia estetica, nonostante gli effetti siano invece piuttosto visibili. Le iniezioni di acido ialuronico vengono effettuate con la finalità precisa di riattivare le pelli mature, facendo loro riacquistare almeno parzialmente il loro aspetto originale.

Le applicazioni prevedono sedute della durata di circa mezz’ora e l’applicazione di un anestetico locale. Nel caso dovessero presentarsi delle reazioni infiammatorie, esiste un antidoto: la ialuronidasi, un enzima capace di neutralizzarlo. Il trattamento è quindi davvero poco invasivo, dal momento che vengono solamente iniettati i filler nella pelle e i risultati dipendono sia dalla qualità della miscela che dalle condizioni originali della pelle. Con il passare dei mesi quanto iniettato verrà assorbito ed eliminato dall’organismo, il trattamento andrà ripetuto con una frequenza variabile.

Nei giorni successivi al filler infine, è opportuno prestare delle accortezze per non compromettere il risultato dell’acido ialuronico, come evitare attività fisiche intense, esposizione alle alte o alle basse temperature e al sole.

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