Henné
Ilenia Zelin
Ilenia Zelin

Henné: Cos’è? Dai Tatuaggi alla Preparazione capelli e Tabella

Indice

Cos’è l’Henné e quali sono gli usi principali di questa sostanza totalmente naturale? La cura per il proprio aspetto sta assumendo sempre più importanza all’interno della società. Inizialmente i trattamenti di bellezza erano riservati solamente alle donne ma, oggigiorno, sempre più uomini si rifanno alla cosmesi, o a qualche altro stratagemma, per presentarsi al meglio. A questi piccoli interventi a fine estetico fanno parte, ovviamente, anche le tinture per i capelli. In risposta a queste nuove esigenze il mercato offre un’ampia gamma di scelta. Inoltre, data la sempre più alta attenzione verso i prodotti biologici e formulati con ingredienti naturali, l’henné è entrato a far parte della routine di un gran numero di persone. Difatti il suo consumo annuo in Italia si avvicina alle trenta tonnellate.

Henné: cos’è?

Dal punto di vista botanico quando si fa riferimento all’Henné si parla indirettamente di Lawasonia inermis. Si tratta di un nome che si rifà a quello del medico che la descrisse, il dottor Lawason, e al fatto che si presenti priva di spine. Le origini di questa pianta, che può vivere anche per più di cento anni, trovano radici nel continente Africano (in particolar modo nella zona del centro ed in quella orientale). Ma sono note diverse coltivazioni anche in molti altri Paesi come: India, Egitto e Cina. Il suo utilizzo a scopo di medicamento e cosmetico è veramente conosciuto da molto tempo e sembra risalire addirittura all’antico Egitto. Ciò perché pare siano state ritrovate delle mummie di faraoni che presentavano le unghie colorate con la polvere ricavata dall’henné.

Henné tatuaggi

Attualmente l’Henné si apprezza in particolar modo nei Paesi medio-orientali e di cultura musulmana al fine di decorare e impreziosire le ragazze con tatuaggi temporanei (soprattutto su mani e piedi). Questi rappresentano disegni rituali in occasioni come, ad esempio, il matrimonio. La durata e il colore di questi tradizionali tatuaggi sono soggetti a diversi fattori tra cui il clima. Se la temperatura è fredda il tatuaggio all’Henné resta scuro per molto tempo, mentre in un ambiente caldo e umido schiarisce in modo molto rapido. Altre variabili riguardano il pH della pelle e la tipologia di detergenti utilizzati. Vedi anche: Catalogo Tatuaggi 2020.

Henné preparazione capelli

L’impiego principale dell’Henné resta comunque la tintura dei capelli come alternativa a prodotti chimici che potrebbero essere dannosi o rovinare la fibra del capello. A questo scopo si prepara un vero e proprio impacco dalla consistenza cremosa. Si utilizzano le foglie essiccate e, successivamente, polverizzate (queste si trovano nelle erboristerie e in alcuni supermercati). Possono essere mescolate con semplice acqua calda oppure è possibile creare un composto più complesso.

Ad esempio è possibile utilizzare elementi semplici e naturali facilmente reperibili in tutte le cucine come uno yogurt bianco intero, dell’aceto (se preferite potete usare quello di mele), succo di limone e del miele. Le prime sostanze citate sono acide e pertanto sembrano fissare al meglio il colore sui capelli. Se si sceglie questa seconda alternativa è possibile prevenire la secchezza dei capelli che si riscontra nel post-impacco. Perché l’applicazione risulti efficace è necessario tenere in posa il tutto per un tempo minimo di mezzora. Più sarà tenuto in posa più si otterrà un colore intenso. Per evitare che l’impacco asciughi e vada a sgretolarsi e a ridurre il potere colorante, potete avvolgere il capo con della comune pellicola per alimenti o con la carta stagnola.

Henné: Tabella Colori capelli

A differenza delle tinture classiche l’henné va a colorare il capello con un meccanismo diverso. Difatti non penetra all’interno ma si deposita e si lega sulle squame della sua cuticola. In questo modo va, di conseguenza, ad aumentare il diametro di ogni singolo capello. Al termine del trattamento, infatti, la chioma, oltre che ad avere un aspetto più sano risulta essere più voluminosa e protetta dai vari agenti esterni. Per avere un buon risultato sono necessari alcuni accorgimenti come:

  • sciacquare bene i capelli in modo di non lasciarne residui
  • proteggere le mani durante tutto il processo con dei guanti (vanno bene quelli usa e getta) in quanto la pelle, esattamente come il capello, contiene cheratina e potrebbe, dunque, restare macchiata

Una volta sciacquato via il tutto i capelli risulteranno essere di differenti toni di rosso a seconda del tipo di henné e del colore della base. Per non ottenere il classico rosso, esattamente come accade per le tinte chimiche, è possibile giocare mescolandolo con altre erbe tintorie per rendere più freddo o diverso il risultato. Alcuni esempi sono quello che lo vedono miscelato all’Indigofera, che rendono il rosso di una tonalità mogano o più tendente a colori scuri come il castano e il nero. I più appassionati saranno anche a conoscenza di quello che viene chiamato henné biondo. L’effetto di quest’ultimo è molto più blando rispetto al Lawasonia in quanto dona solamente qualche riflesso dorato ai capelli biondi o castano chiaro.

Per accentuare maggiormente i riflessi è possibile aggiungere al preparato anche altre sostanze. In particolar modo sembrano essere utili infusi come il karkadè per accentuare il rosso e la camomilla per il biondo. In alcune preparazioni potrebbe non essere contenuto solamente henné puro ma il materiale potrebbe presentare in tracce delle sostanze chimiche come, ad esempio, il picramato. Questo è un colorante di origine sintetica che aiuta ad accentuare il rosso. In generale una tabella per analizzare i risultato finale è disponibile in base al prodotto che si acquista. Possiamo però elencare alcune considerazioni in base alle corrispondenze:

Tabella colore capelli Henné

Henné per tingere i tessuti

Dal punto di vista industriale l’henné trova impiego soprattutto per le sue proprietà coloranti. Questo, infatti, agisce su differenti fibre, anche sui tessuti. Le colorazioni che si possono ottenere sono diverse e dipendono anche dagli agenti chimici che si utilizzano in combinazione. Le tonalità vanno dal rosso, al marrone, al grigio. Se la stoffa viene messa a bagno con una soluzione acida in un tempo precedente alla colorazione questa diventa permanente e veramente resistente (anche ad operazioni come il candeggio). La colorazione dipende dalla liberazione di alcuni glicosidi contenuti nelle foglie. Questi, a seguito di reazioni di idrolisi, liberano un pigmento giallo che a contatto con l’aria assume una tonalità rossastra. Una volta che viene messo in una soluzione acquosa assume proprietà coloranti.

Henné in Medicina tradizionale

Oltre che a scopo decorativo la medicina orientale ci offre anche degli esempi riguardo l’utilizzo di questa pianta. Il suo impiego è efficace contro differenti disturbi. Le preparazioni che vedono protagonista l’henné sono diverse e possono essere mirate a migliorare fastidi come:

  • il mal di gola (in questo caso viene impiegato l’estratto acquoso)
  • problemi della pelle per le sue proprietà astringenti ed antimicotiche contro infiammazioni, herpes, psoriasi, scottature e forfora (in questo caso viene somministrato per via topica).

L’henné, se assunto per via orale (cosa che non va incontro alla compliance del paziente a causa del suo gusto amaro) può essere utile per combattere disturbi di varia natura tra cui l’emicrania e l’ingrossamento della milza. Nonostante si tratti di una sostanza di origine naturale è importante porre attenzione nel momento in cui si assume. Ciò soprattutto se si è in uno stato come la gravidanza in quanto ha funzione ossitocino-simile e, pertanto, è in grado di stimolare le contrazioni nell’utero e causare aborto.

Henné: Avvertenze

Nonostante si tratti di un prodotto di origine naturale alcuni soggetti devono limitarne l’uso per evitare l’insorgenza di effetti indesiderati. Tra questi ci sono i malati di favismo e le persone allergiche. In caso al composto fossero state addizionate sostanze di natura chimica risulta maggiore la possibilità di comparsa di eczema fino a dopo due settimane dall’utilizzo del prodotto.

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