Calvizie: dall’alopecia tutte le tipologie e le terapie per curarla

Calvizie: un disturbo comune

La perdita dei capelli è un fenomeno che può essere ricondotto al normale termine del ciclo vitale del capello oppure a situazioni di stress, alla presenza di patologie o ad alcune fasi della vita. Il fenomeno conosciuto come calvizie deve essere distinto dalla perdita dovuta al ricambio fisiologico, che può presentarsi accentuata durante alcune stagioni come l’autunno. Mentre l’intensificarsi della caduta in alcune condizioni è temporanea, ci sono altri casi in cui la caduta del capello non è transitoria. Si parla allora di calvizie, un problema che riguarda 8 uomini su 10 e che impatta in modo significativo sulla vita sociale e sulla psicologia. Mentre ad una certa età l’idea di perdere i capelli viene in qualche modo metabolizzata, quando si è più giovani tale evento non è accettato e ci sono persone disposte a tutto pur di prevenire e di fermare la caduta dei capelli.

Il ciclo vitale del capello

Il capello è costituito da una parte esterna visibile (stelo o fusto), una parte interna al follicolo (radice, risiede all’interno della cute) e da una parte profonda detta bulbo, contenente gruppi di cellule specializzate nella germinazione e nella proliferazione. A lato del bulbo è presente una ghiandola sebacea che secerne il sebo, il cui scopo è proteggere il cuoio capelluto ed il capello dalle aggressioni esterne.

Il capello è un elemento vivente che segue un ciclo della durata di 3-6 anni. La crescita di ogni singolo capello nella specie umana è asincrona (ogni capello è indipendente dagli altri) ed il ciclo di crescita segue 3 fasi: anagen (fase proliferativa e di differenziazione, diversa da uomo a donna), catagen (il follicolo arresta gradualmente in 1-3 settimane la propria attività proliferativa) e telogen (riposo del follicolo con risalita del sacco follicolare e caduta non traumatica del capello). Alla caduta del capello al termine della fase telogen, nella stessa sede è già ripartito un nuovo ciclo follicolare (anagen). Sulla totalità dei capelli, circa l’85% si trova in fase anagen, l’1% in fase catagen e circa il 15% in fase telogen. Una caduta di 80-100 capelli al giorno si considera normale. Mentre nei mammiferi il ciclo dei capelli è sincrono e si assiste ad una vera e propria muta, nell’uomo ci sono solo due periodi dell’anno in cui si assiste ad una caduta di capelli sincrona in fase telogen, ovvero in primavera e, molto più visibilmente, in autunno.

Studiare il ciclo vitale del capello è essenziale per comprendere le condizioni del cuoio capelluto e stabilire l’impatto di fattori esterni ed interni come stress, squilibri ormonali, condizioni patologiche ed altre condizioni che interferiscono con il normale ciclo di vita del capello. Fattori esterni solitamente accorciano la fase anagen e ciò causa sottigliezza e fragilità del capello.

L’influenza ormonale sul capello

La crescita dei capelli è influenzata notevolmente dalla condizione ormonale del soggetto. Sono in particolare gli ormoni androgeni, come il testosterone, ad agire sulla crescita del capello dal bulbo pilifero ed a influenzarla negativamente, specialmente nella donna nonostante la minore concentrazione di tali ormoni. Il metabolismo del testosterone agisce sul ciclo vitale del capello e ciò è geneticamente determinato sin dalla nascita. Non è però detto che ad una maggiore concentrazione di androgeni corrisponda un grado più grave di perdita dei capelli, in quanto ciò dipende anche da altre variabili polimorfiche nella popolazione. Negli uomini il testosterone è tipicamente prodotto in abbondanza, mentre nelle donne le ovaie ne secernono una quantità minima. La conversione del testosterone nella sua forma attiva (di-idro-testosterone, DHT) da parte dell’enzima 5-alfa-reduttasi causa l’inibizione della sintesi delle proteine deputate a formare la struttura del capello.

La relazione tra conversione del testosterone nella forma attiva ed inibizione della sintesi del capello deve tenere conto però anche del fatto che gli ormoni androgeni, altamente lipofili, circolano nel sangue legati a proteine di trasporto come l’albumina e le SHBG. Il legame non permette al testosterone di essere convertito dall’enzima 5-alfa-reduttasi, quindi solamente la forma libera (slegata dalle proteine di trasporto) può essere trasformata in DHT ed agire negativamente a livello del follicolo pilifero. Come è facile intuire, l’enzima 5-alfa-reduttasi rappresenta il bersaglio di farmaci per il trattamento della calvizie.

Tipologie di calvizie

L’alopecia androgenetica, comunemente nota come calvizie, è un inestetismo che colpisce fino all’80% della popolazione maschile adulta. Il nome “androgenetica” deriva dalle due cause della malattia: l’influenza genetica e l’effetto degli ormoni androgeni. Vi sono anche altri tipi di alopecia, tra le quali la più nota è l’alopecia areata, un disturbo di natura autoimmune che colpisce uomini e donne indifferentemente e indipendentemente dall’età.

L’alopecia androgenetica è generalmente causata dalla suscettibilità del follicolo pilifero all’azione di ormoni androgeni come il testosterone. Sebbene sia meno evidente, anche il 40% delle donne nel corso della vita può soffrirne, anche se in forma lievemente diversa (la perdita di capelli si distribuisce omogeneamente sulla parte superiore del cranio, lasciando chiazze vuote).

Calvizie cause

Calvizie comune o alopecia androgenetica: cure, terapie e rimedi

calvizieL’alopecia androgenetica, anche a causa della sua elevatissima prevalenza, è senza dubbio il tipo di alopecia più studiato: per questo tipo di calvizie le terapie farmacologiche più comuni sono quelle a base di aloxidil e finasteride. L’aloxidil è un farmaco ad azione vasodilatatrice, in passato utilizzato in ambito cardiologico; per questo motivo l’unico uso possibile è quello topico, che permette di evitare i possibili effetti collaterali a livello sistemico. La finasteride è invece una molecola ad azione inibitrice della 5-alfa-reduttasi di tipo II, l’enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone; si tratta di un farmaco utilizzato anche nel trattamento dei tumori alla prostata, e che dunque può avere effetti collaterali a livello dell’apparato riproduttivo maschile, come impotenza, perdita del desiderio e alterazioni della spermatogenesi.

Oltre alle terapie farmacologiche, nessuna delle quali si è fino a ora dimostrata completamente risolutiva, sono possibili altri approcci come il trapianto di capelli in Turchia: in questo caso, però, la calvizie non verrà realmente curata e, dopo alcuni anni dal trapianto, gli unici capelli rimasti nella zona trattata saranno proprio quelli trapiantati. Sono attualmente allo studio nuove terapie basate sulle cellule staminali: un gruppo di ricerca americano del Sanford-Burnham Medical Research Institute di Orlando è infatti riuscito a trasformare delle cellule staminali totipotenti umani in cellule della papilla dermica, ovvero nel tipo di cellule in grado di formare i follicoli piliferi. Si tratta però di una ricerca ancora in fase iniziale, ben lontana dai test sugli esseri umani.

Hair Concealer e Camouflage

Oltre alle tecniche sopra menzionate, tra le varie possibilità esiste anche quella di nascondere il diradamento dei capelli. Molto interessante a tal proposito la qualità raggiungta dal micro tatuaggio di capelli rasati (in gergo tecnico tricopigmentazione) che sembra raccogliere il favore dei pazienti che l’hanno già utilizzato (stando al sito americano RealSelf.com il 98% sono soddisfatti).tricopigmentazione prima e dopo

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