Calvizie: come curarla con i farmaci e gli integratori

Calvizie: si possono usare degli integratori e nei casi più severi dei farmaci per curarla. Gli unici due farmaci approvati dall’FDA per il trattamento dell’alopecia androgenetica, ovvero la comune calvizia maschile, sono il minoxidil e la finasteride: si tratta di due molecole ampiamente testate e presenti sul mercato da più di 10 anni, sebbene entrambe fossero state originariamente sviluppate per trattare patologie diverse dall’alopecia.

Integratori per le calvizie

Come gli integratori possono essere utili per prevenire la perdita dei capelli

In alcune stagioni come la primavera e soprattutto l’autunno si può verificare una perdita di capelli maggiore del solito, come risposta al cambiamento climatico ed anche in seguito a modificazioni ormonali. Le donne sono il sesso più esposto alla perdita di capelli stagionale, un fenomeno che può considerarsi fisiologico entro certi limiti (80-100 capelli al giorno).

Esistono alcuni integratori formulati specificamente per l’organismo femminile che hanno l’obiettivo di ridurre la perdita di capelli e nel contempo stimolarne la crescita, rendendoli più resistenti. Uno di questi integratori è Tricoren, composto da numerosi principi attivi tra cui L-cisteina, L-metionina, L-taurina, estratto di Saccharomyces cerevisiae (lievito immunostimolante che riduce la quantità di tossine in circolo), estratto di tè verde e di Vitis vinifera, vitamine del gruppo B, vitamina E, coenzima Q10, biotina, isoflavoni di soia, acido folico, ferro solfato e rame solfato. L’integratore è stato sviluppato valutando le esigenze nutrizionali femminili nei momenti di stress

L’integratore Tricoren non è stato formulato per curare la calvizie, ma per prevenire e trattare la caduta eccessiva di capelli prevalentemente stagionale (chiamata telogen effluvium). In questo caso infatti l’utilizzo di farmaci non avrebbe alcuna indicazione in quanto la caduta non dipende da una situazione patologica ma dall’esposizione a fattori –esterni ed interni – che indeboliscono e stressano il cuoio capelluto.

Anche gli uomini sono esposti alla perdita dei capelli, a causa di una maggiore predisposizione genetica (alti livelli di testosterone convertiti nella forma attiva DHT). Per entrambi i sessi quindi ci sono integratori come l’Anatrofine 200, che consente di contrastare l’atrofia del bulbo pilifero, grazie all’estratto di Serenoa repens, acidi grassi, amminoacidi ed altre molecole che normalizzano il cuoio capelluto ed impediscono fenomeni di irritazione. Questo integratore è utile quando si assiste ad una caduta dei capelli dovuta a fattori esterni e a fattori genetici che rendono i follicoli piliferi più sensibili all’azione del DHT.

integratori calvizie

L’azione dannosa del DHT viene bloccata anche dal Trigan, integratore a base di estratto di Ginseng rosso, estratto di Ganoderma lucidum e beta-sitosteroli.

L’utilizzo di integratori conferisce benefici soprattutto in termini di prevenzione, mentre per porre rimedio ad una massiccia caduta di capelli di origine ormonale è necessario ricorrere ai farmaci.

 

Minoxidil

Passiamo a parlare dei farmaci per le calvizie. Il minoxidil nacque come farmaco ad uso orale per il trattamento dell’ipertensione; durante i test clinici venne però notato che tra gli effetti collaterali vi era l’ipertricosi, ovvero la crescita eccessiva di peli e capelli. La ricerca andò dunque in quella direzione, fino ad ottenere l’approvazione dell’FDA per l’uso topico nel trattamento della calvizie androgenetica. Ad oggi, questa è la principale indicazione terapeutica del minoxidil, che continua tuttavia ad essere somministrato per via orale in alcuni casi di ipertensione. Minoxidil è noto con i nomi commerciali di Amexidil, Aloxidil, Minovital, Minoximen ed altri. Assicura un rinfoltimento dei capelli entro un anno dall’inizio del trattamento e combatte l’ulteriore perdita di capelli

minoxidil risultati

Dosaggi e indicazioni terapeutiche

Il minoxidil è disponibile in diluizione al 2% e al 5%. La soluzione al 5% si è rivelata più efficace negli studi clinici, ma è controindicata nelle donne. Generalmente si consiglia di applicare la crema due volte al giorno, facendo ben attenzione a lavare le mani dopo l’applicazione; i primi risultati sono visibili dopo 3-5 mesi.

Il minoxidil è stato testato e approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica, ma non per gli altri tipi di alopecia come l’alopecia areata e l’alopecia seborroica, per le quali non vi sono ancora degli studi che possano stabilirne l’efficacia.

Come agisce Minoxidil sulle calvizie

Minoxidil agisce con due modalità a livello topico:

  1. Modifica il ciclo follicolare
  2. Induce un ispessimento dei follicoli piliferi

Non è ancora ben chiaro il meccanismo d’azione del minoxidil nella sua forma topica; si ritiene però che venga assorbito a livello del follicolo e che lì venga convertito in un metabolita attivo, il sulfato di minoxidil, dall’enzima minoxidil sulfotrasferasi (nell’uomo sono stati caratterizzati 5 diversi geni che codifcano per questo enzima, presenti nel fegato, nelle piastrine, nei cheratinociti epidermici e nel cuoio capelluto. L’efficacia del farmaco è direttamente proporzionale alla presenza dell’enzima nel tessuto, presenza diversa da individuo ad individuo). Si ritiene che i meccanismi d’azione di Minoxidil a livello topico siano diversi: è noto che tale molecola non agisce a livello ormonale e per questo è attivo anche sui follicoli piliferi di aree non dipendenti dagli androgeni, mentre alcuni studi sembrano confermare l’effetto antiogenetico del farmaco, che (in vitro) è stato dimostrato aumentare l’espressione del fattore epidermico di crescita vascolare (VEGF). E’ possibile che Minoxidil sia in grado di mimare anche l’azione di EGF (epidermal growth factor) aumentando la proliferazione delle cellule della papilla dermica e stimolando quindi l’allungamento e l’ispessimento dei follicoli.

L’effetto protettivo di Minoxidil sui follicoli è probabilmente dovuto alla stimolazione della sintesi della prostaglandina E2, dall’effetto citoprotettivo. L’attività antifibrotica di Minoxidil è stata ipotizzata e sono in corso studi per comprendere se tale proprietà possa spiegare la maggiore maturazione di collagene. In aggiunta, sono state chiarite le interazioni di Minoxidil con un grande numero di molecole e substrati cellulari quali la beta-catenina (appartenente alla pathway di segnale Wnt), le prostacicline ed alcuni recettori linfocitici.

Con l’applicazione topica, solo una ridottissima percentuale del farmaco entra in circolo (il 6% rispetto ad un quantitativo eguale assunto per via orale) e viene escreta principalmente a livello renale con le urine. Minoxidil ha un’emivita di 12 ore e viene eliminato dai tessuti entro 4 giorni.

Effetti collaterali

I principali effetti collaterali riscontrati in seguito al trattamento sono di natura dermatologica: circa il 6% di coloro che usano il minoxidil lamentano prurito, bruciore o una qualche forma di dermatite. Questi effetti sono più frequenti e hanno maggiore intensità in coloro che utilizzano la soluzione al 5%.

L’effetto collaterale sistemico più frequente è invece il mal di testa, anche se sono stati segnalati casi di ipotensione, coerentemente con il motivo per il quale il farmaco era stato pensato, e di disfunzione erettile e calo della libido, che si risolvono spontaneamente interrompendo la terapia. La tachicardia è un sintomo derivante dall’ipotensione ed è anche possibile che in alcuni pazienti affetti da sofferenza cardiaca, ipertrofia ventricolare e scompenso si possano verificare episodi di dolore al petto (angina pectoris). In tali pazienti l’angina può essere controllata con farmaci inibitori del sistema nervoso simpatico (tipicamente beta-bloccanti come la clonidina) dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio da parte del medico curante.

Un altro effetto collaterale del Minoxidil, raro ma potenzialmente grave, è la formazione di edema pericardico reversibile all’interruzione del trattamento. I pazienti a rischio devono essere controllati con ecocardiogramma.

Minoxidil Funziona?

Uno degli studi più completi sull’efficacia del minoxidil è stato pubblicato nel 2002 sul Journal of the American Academy of Dermatology; si tratta di uno studio a doppio cieco, durato 48 settimane e che ha coinvolto un campione di 393 uomini affetti da alopecia androgenetica, tra i 18 e i 49 anni.

I pazienti sono stati divisi in modo casuale in tre gruppi: al primo gruppo è stato somministrato minoxidil al 2%, al secondo gruppo minoxidil al 5%, mentre al terzo gruppo è stato somministrato un placebo. Tutti i pazienti massaggiavano la crema sul cuoio capelluto due volte al giorno.

L’efficacia del trattamento è stata poi valutata in tre modi: da un tecnico utilizzando una tecnica di imaging, dal paziente stesso mediante un questionario, e da due osservatori esterni indipendenti. Né il tecnico né gli osservatori esterni erano a conoscenza del gruppo a cui appartenesse il paziente o dello stato della terapia.

I risultati dello studio hanno confermato la maggiore efficacia del trattamento con minoxidil al 5% rispetto a quello con la soluzione al 2% e rispetto al placebo; la maggioranza dei pazienti, indipendentemente dal gruppo di appartenenza, ha riportato crescita dei capelli e un miglioramento nella possibilità di pettinarsi e nello stile di vita, mentre i risultati ottenuti dai due osservatori indipendenti sono stati più moderati, ed in particolare:

Oss. 1Oss. 2
5%2%Placebo5%2%Placebo
Crescita densa2.2%2.8%0%10.1%3.5%0%
Crescita moderata37.4%19.7%7.0%20.1%12.0%7.0%
Crescita minima22.3%21.1%22.5%23.7%22.5%9.9%
Nessun cambiamento31.7%50%60.6%28.8%47.2%60.6%
Perdita di capelli5.0%2.8%9.9%6.5%1.4%14.1%
Incerto1.4%3.5%0%10.8%13.4%8.5%

Sebbene si tratti di una valutazione inerentemente soggettiva, appare evidente come l’effetto del minoxidil sia dose-dipendente, e come la soluzione al 5% si dimostri effettivamente più efficace nel promuovere la ricrescita dei capelli, senza avere effetti collaterali significativamente maggiori rispetto alla soluzione al 2%. Sebbene l’incidenza di prurito e irritazione cutanea sia risultata maggiore nel gruppo al 5%, infatti, i ricercatori ritengono che tali effetti collaterali siano da attribuire alla maggiore concentrazione di glicole propilenico nel vettore, più che alla maggiore concentrazione di minoxidil; tale ipotesi è suffragata dal fatto che in alcuni dei pazienti che avevano avuto reazioni cutanee è stata poi riscontrata una sensibilità al glicole propilenico. Nessun paziente nello studio ha invece riscontrato disfunzione erettile o problemi legati alla sfera sessuale.

Finasteride

La finasteride non è nata subito come trattamento per le calvizie.  E’ stata introdotta sul mercato statunitense nel 1992 per il trattamento dell’ipertrofia prostatica, ed è stata successivamente approvata nel 1997 come farmaco contro l’alopecia androgenetica. Ad oggi è commercializzata da molte case farmaceutiche, in quanto essendo scaduto il brevetto è possibile produrla come farmaco equivalente. La finasteride assicura una ricrescita dei capelli evidente e contrasta anch’essa la perdita di ulteriori capelli.

calvizie finasteride

Dosaggi e indicazioni terapeutiche

Il dosaggio consigliato è di 1 mg al giorno da assumere per via orale; si tratta di una dose cinque volte minore rispetto a quella utilizzata per il trattamento dell’ipertrofia prostatica, che tuttavia ha mostrato di ottenere ottimi risultati anche in un follow-up a diversi anni di distanza dal trattamento.

A differenza del minoxidil, la finasteride è approvata per l’uso esclusivamente negli uomini per l’alopecia androgenetica con il nome commerciale di Propecia (1 mg); diversi studi effettuati su piccoli campioni di donne affette da alopecia androgenetica hanno dato risultati contrastanti, mentre l’efficacia nei casi di irsutismo è ormai stata dimostrata. Bisogna però tenere in considerazione il fatto che la finasteride è assolutamente controindicata nelle donne in età fertile che stiano progettando una gravidanza, dal momento che impedendo la sintesi del testosterone può causare malformazioni ai feti di sesso maschile.

Come agisce la finasteride sulle calvizie

La finasteride è un inibitore dell’enzima testosterone 5-alfa reduttasi di tipo II, al quale si lega impedendogli di svolgere la sua attività enzimatica. Non è noto l’esatto meccanismo chimico con il quale avviene il legame, che impedisce all’enzima di trasformare il testosterone in diidrotestosterone (DHT), abbassandone la concentrazione nel sangue e causando un aumento di quella di testosterone.

Il farmaco viene assorbito nel tratto intestinale, ha un’emivita compresa tra le 5 e le 13 ore e viene successivamente metabolizzato e livello epatico. I metaboliti vengono poi escreti sia attraverso le urine che attraverso le feci.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali più comuni, alle dosi utilizzate per il trattamento dell’alopecia, sono quelli di tipo dermatologico e genito-urinario, che rimangono tuttavia non comuni (con un’incidenza tra lo 0.1% e l’1%). Gli effetti collaterali dermatologici più comuni sono esantema, prurito e gonfiore delle labbra e del volto.

Gli effetti collaterali sull’apparato genito-urinario sono invece dolore e ingrandimento della mammella, dolore testicolare e disfunzione erettile; questi effetti collaterali sono stati riportati dai pazienti in fase post-marketing anche in seguito alla sospensione del trattamento, e sono attualmente in fase di studio. Alcuni studi suggeriscono che il trattamento con finasteride possa essere collegato a un’aumentata incidenza di carcinoma mammario, sebbene questo effetto sembri essere più marcato nei pazienti in cui la finasteride viene somministrata per l’ipertrofia prostatica, e dunque a dosi più alte.

Finasteride funziona?

Sulla finasteride sono stati compiuti moltissimi studi; in particolare è interessante lo studio pubblicato nel 2011 su Dermatological Therapy da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Dermatologia e Chirurgia Plastica dell’Università la Sapienza di Roma, che ha analizzato l’effetto del trattamento con finasteride lungo un periodo di 10 anni.

Lo studio ha coinvolto 118 uomini di età compresa tra i 20 e i 61 anni all’inizio dello studio, tutti in buona salute fisica e mentale, che per la durata dello studio non hanno tinto i capelli né iniziato altre terapie per l’alopecia. L’efficacia del trattamento è stata valutata mediante una tecnica di macrofotografia a colori da un gruppo di tre dermatologi (due più esperti e uno più giovane), che hanno valutato la condizione del cuoio capelluto e la densità dei capelli prima dell’inizio del trattamento (baseline), e successivamente dopo 1, 2, 5 e 10 anni di terapia. La valutazione consisteva nell’attribuzione al soggetto di un numero compreso tra -3 e +3, dove -3 indicava un forte peggioramento rispetto alla baseline e +3 un forte miglioramento. Successivamente è stata fatta una seconda valutazione rispetto alla condizione dopo un anno di trattamento, con soli tre valori: migliorata, uguale, peggiorata.

L’efficacia del trattamento sul lungo periodo è risultata direttamente collegata all’efficacia del trattamento dopo 1 anno: in altre parole, il primo anno di terapia è risultato determinante nella previsione dei risultati successivi. La maggior parte dei pazienti che ha avuto un miglioramento l’ha avuto nel primo e nel secondo anno, con una percentuale ridottissima che ha iniziato a vedere miglioramenti dopo 5 anni.

Inoltre, i pazienti che avevano avuto un miglioramento nel primo anno di trattamento hanno mostrato solo il 2% di probabilità di avere un peggioramento dopo 5 anni, e il 4% di averlo dopo 10 anni. Un altro aspetto interessante è la dipendenza dell’efficacia del trattamento dall’età iniziale: in particolare, coloro che all’inizio della terapia avevano più di 30 anni hanno avuto un beneficio maggiore.

In particolare, questi sono i risultati ottenuti:

Età iniziale
Primo miglioramento20-30 anni31-40 anni> 40 anni
Dopo 1 anno40.5%53.6%47.4%
Dopo 2 anni16.7%14.3%15.8%
Dopo 5 anni0.0%10.7%5.2%
Nessun miglioramento42.8%21.4%31.6%
Dopo 1 annoDopo 5 anniDopo 10 anni
PeggioreInvariatoMigliorePeggioreInvariatoMigliore
Peggiore45%45%1%36%64%0%
Invariato4%66%30%4%56%40%
Migliore2%45%53%4%28%68%

Il 5.9% dei pazienti coinvolti nello studio ha riportato effetti collaterali, che per uno di essi sono stati sufficientemente gravi da decidere di ritirarsi durante il primo anno di terapia. Gli effetti collaterali più frequenti sono stati la riduzione della libido e del quantitativo di seme eiaculato; non sono stati invece riportate depressione e ginecomastia.

Altri farmaci per bloccare la perdita di capelli

I corticosteroidi sono farmaci meno noti della finasteride e del minoxidil, ma sono ugualmente utilizzati per trattare l’alopecia androgenetica e l’alopecia aerata. I corticosteroidi vengono somministrati raramente per via sistemica a causa dei loro effetti collaterali: la via di somministrazione consigliata è quella topica. In virtù delle loro proprietà antinfiammatorie ed immunosoppressive, i corticosteroidi come il betametasone ed il triamcinolone sono i maggiormente utilizzati. Tra gli effetti indesiderati (per quanto non comuni) ci sono irritazione cutanea e bruciore.

Esistono altri farmaci attivi contro la caduta dei capelli che agiscono a diversi livelli nel processo che causa il distacco del bulbo. La dutasteride è molto simile alla finasteride ed agisce inibendo le 5-alfa-reduttasi I e II: non è stata approvata dalla FDA e dell’EMA ma trial clinici ne hanno stabilito la funzionalità contro la calvizie androgenetica.

Il ketoconazolo, un antifungino utilizzato anche nel trattamento del tumore alla prostata, è stato casualmente scoperto essere utile nell’alopecia androgenetica in maniera paragonabile al minoxidil, nonostante questo farmaco abbia numerose controindicazioni se assunto per via orale. Sono in commercio shampoo al ketoconazolo 2%.

Contro l’alopecia aerata utilizzate anche l’antralina e la ciclosporina, mentre per il trattamento dell’alopecia androgenetica femminile sono in uso l’acido azelaico (potentissimo inibitore delle 5 –alfa-reduttasi) e l’estrone solfato (prolunga la fase anagen di crescita del capello ed ha un effetto protettivo sul bulbo pilifero).

Hair Concealer e Camouflage

Tra le varie tecniche ideate per nascondere il diradamento di capelli molto interessante il tatuaggio di capelli rasati (in gergo tecnico tricopigmentazione) che sembra raccogliere il favore dei pazienti che l’hanno già utilizzato (stando al sito americano RealSelf.com il 98% sono soddisfatti).

tricopigmentazione prima e dopo

Farmaci per curare le calvizie: quale è quello più efficace?

Se avete letto il nostro articolo che riporta documentazione scientifica dell’azione dei farmaci sulle calvizie, potete concludere con noi che sia il minoxidil che la finasteride si sono rivelati efficaci nel combattere l’alopecia androgenetica; dal momento che hanno meccanismi d’azione e modalità d’uso diverse, i due farmaci possono essere usati insieme ed avere un’azione sinergica sulla perdita di capelli. Bisogna però tenere presente la possibilità di effetti collaterali, specialmente nel caso della finasteride: per questo è opportuno decidere insieme al proprio dermatologo la terapia più appropriata.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.