PRP Capelli (contro la calvizie)

Alopecia e trapianto di capelli

La problematica dell’alopecia (conosciuta comunemente con il termine di calvizie) colpisce ambo i sessi. Gli uomini sono i più colpiti, tanto che la percentuale di chi accusa questo disturbo si aggira attorno all’80% contro il 35% delle donne (percentuale che sale fino al 50% dopo i cinquanta anni, in concomitanza con la menopausa).

Le cause scatenanti possono essere naturali (se legate al’età), legate a situazioni ambientali come lo stress oppure alle terapie con farmaci (basti pensare alla chemioterapia).

Per misurare il grado di alopecia sono state adottate due differenti scale: la Hamilton-Norwod scale per i soggetti di sesso maschile e la Ludwig scale per i soggetti femminili.

Questa condizione, prettamente estetica, in alcuni casi non viene vissuta in modo sereno ed infastidisce, o talvolta crea imbarazzo, a chi ne è colpito. Ciò accade perché a livello psicologico e sociale possedere folta chioma è sinonimo di salute, giovinezza e fascino.

Anche il modo in cui si presenta questo disturbo è differente in entrambi i sessi perché nell’uomo i capelli diventano sempre più radi soprattutto nella zona delle tempie e al vertice mente nelle donne si presenta come un diradamento diffuso.

Il trapianto di capelli è sempre stata la tecnica più utilizzata per combattere questo fenomeno. Si tratta di una pratica efficacie nel lungo periodo e che permettere di avere i capelli anche dove i bulbi non sono più attivi. Di per sè la chioma non viene infoltita, si tratta di una redistribuzione che permette di nascondere al meglio eventuali vuoti. Al trapianto di recente si è iniziato ad aggiungere anche la tricopigmentazione, una specie di microtatuaggio avanzato del cuoio capelluto che simula i capelli rasati. Molto conosciuto è il trapianto di capelli in Turchia che viene considerato da molti come il migliore a livello mondiale.

PRP: la tecnica innovativa

prp calviziePRP (acronimo che sta per Platelet Rich Plasma, plasma ricco di piastrine) è un nuovo trattamento che viene applicata allo scopo di ridurre la calvizie o per bloccare un semplice diradamento; si tratta di una pratica poco invasiva che permette di stimolare l’attività dei follicoli e di rafforzare la struttura dei centri da cui nasce il capello. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato che nell’80% dei casi la tecnica rinvigorisce il follicolo pilifero, anche se altri studi hanno riportato risultati contrastanti.

La PRP viene eseguita ambulatorialmente, avendo però l’accortezza di rispettare tutte le norme igieniche in modo che vengano garantite le condizioni di sterilità per rendere la procedura sicura.

Per prima cosa si fa un prelievo di sangue al paziente (prelievo autologo) del volume di circa 20cc. Questo verrà messo in apposite provette prima di sottoporre il tutto a centrifuga (per questa operazione bisognerà seguire un protocollo ben preciso) in modo di far precipitare e stratificare tutti gli elementi corpuscolari ed isolare agevolmente le piastrine.

Il protocollo di centrifugazione e di separazione che viene praticato non è semplice ed ha la peculiarità di non danneggiare le delicate cellule del sangue. Al termine di questa operazione si potrà isolare il plasma in cui saranno sospese le piastrine, che non sono cellule vere e proprie ma frammenti di cellule prodotte dal midollo.

Ciò che è di grande interesse, ed è contenuto nelle piastrine, sono i fattori di crescita. L’importanza che questi ricoprono è dovuta alla loro capacità di stimolare le cellule staminali che andranno a favorire la crescita di nuovi bulbi piliferi e la rigenerazione di quelli già esistenti. Il metodo è proposto come un alternativa all’autotrapianto che è più lungo e costoso come operazione, a meno di pensare di effetturarlo all’estero in paesi dove il costo della vita è meno caro, ad esempio al trapianto capelli in Turchia o in Polonia.

Tuttavia, la riuscita della tecnica dipende strettamente dalla preparazione del sangue e dal protocollo utilizzato per estrarre dal plasma i fattori di crescita: ogni singolo passaggio, tra cui l’utilizzo della centrifuga, influenza i risultati del trattamento ed è probabilmente per questo motivo che negli studi effettuati sono stati ottenuti diversi risultati. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi a centri di riferimento per la PRP, che in certi casi necessitano di uno speciale permesso da parte di un Centro Trasfusionale.

Un recente studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica Dermatologic Surgery da un’equipe di scienziati dell’Università di Romaha messo in evidenza l’utilità di provocare chirurgicamente un trauma di piccola entità sulla superficie del cuoio capelluto, seguito immediatamente dall’iniezione di plasma fortemente arricchito di piastrine, fibrinogeno e di fattori di crescita. Un tale approccio ha prodotto risultati positivi nei pazienti con alopecia androgenetica, soprattutto grazie alla presenza di iL-PRF (un concentrato plasmatico arricchito non solo di piastrine ma anche di globuli bianchi e fibrina).

Per lo studio sono stati reclutati 168 pazienti di ambo i sessi, affetti da alopecia androgenetica in vari stadi. Prima dell’iniezione del plasma arricchito, il cuoio capelluto è stato trattato con micro-aghi, in modo da provocare un lieve trauma sufficiente ad attivare le piastrine. Il trattamento con plasma autologo arricchito di piastrine, cellule e fattori di crescita è stato eseguito a tempo zero e dopo 3 mesi; a 6 mesi (3 dall’ultima applicazione) è stato osservato e repertato fotograficamente il grado di miglioramento o peggioramento, espresso da un punteggio da -7  a +7, dove 0 era nessun cambiamento. A +4, il miglioramento era considerato significativo. A fronte di una media di punteggio di +3,3 per le donne e +3,6 per gli uomini, i pazienti con alopecia più grave hanno riportato+4,5: il miglioramento dell’alopecia era tanto più marcato quanto più erano severe le condizioni di partenza.

Per il successo dello studio, gli autori hanno considerato particolarmente importante l’arricchimento del plasma non solo con piastrine, ma anche con leucociti, fibrinaproteine plasmatiche di diversa natura, introdotte mediante un nuovo protocollo di filtraggio ed arricchimento, utilizzato per la prima volta. Una nuova cura contro la calvizie? Il trattamento con iL-PRF si è dimostrato essere leggermente migliore di quello con PRP, perché in grado di migliorare significativamente le alopecie più gravi.

Cosa sono i fattori di crescita piastrinici

Le piastrine sono uno dei principali costituenti del sangue. Non sono cellule vere e proprie, ma derivano dalla frammentazione dei megacariociti che sono cellule prodotte dal midollo osseo. La loro azione è favorire il processo di coagulazione del sangue specialmente nelle fasi finali, con la formazione del tappo piastrinico e l’arresto del sanguinamento. Subito dopo la chiusura della ferita iniziano i processi di riparazione della ferita ed è qui che entrano in gioco i fattori di crescita piastrinici, che stimolano la rigenerazione del tessuto cutaneo.

Mentre però all’interno del sangue le piastrine rappresentano solo il 4% del coagulo che si viene a formare, nella tecnica PRP la percentuale di piastrine è estremamente elevata (95%) e quindi la soluzione è ricchissima di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione tissutale.

La tecnica PRP non è prerogativa solo della medicina estetica, ma viene utilizzata da anni con successo in branche della medicina come la chirurgia maxillo-facciale, nel trattamento di ulcere vascolari e da decubito, in cardiochirurgia, in ortopedia ecc. Siccome il plasma arricchito viene ottenuto dal sangue del paziente stesso, la procedura è assolutamente sicura.

I fattori piastrinici più noti sono il PDGF (induce replicazione cellulare ed angiogenesi, ovvero creazione di nuovi vasi sanguigni, coordina l’azione degli altri fattori); il TGF-beta (proteina dalle numerose funzioni, stimola osteoblasti e fibroblasti); l’IGF I e II (stimola la deposizione di matrice); il FGFB (induce la migrazione di fibroblasti e la sintesi di collagene, è estremamente importante in medicina estetica); l’EGF (stimola le cellule mesenchimali ed epidermiche).

Come si svolge

Prima di procedere, nonostante sia un intervento poco invasivo, per aumentare la compliance del paziente lo si può sottoporre ad un’anestesia locale. Questo perché le infiltrazioni, seppure gli aghi utilizzati siano molto sottili, possono provocare dolore o fastidio.

La seduta dura all’incirca una ventina di minuti. Appena questa termina non è necessario alcun periodo di convalescenza e quindi possono essere riprese tutte le mansioni che normalmente vengono esercitate nel quotidiano. L’unica accortezza che è importante rispettare è un’adeguata medicazione ed un massaggio che aiuta a stimolare anche il microcircolo. A seconda della condizione di partenza le sedute devono essere ripetute con cadenza mensile oppure ogni due mesi.

Risultati e vantaggi

I risultati sembrano dare molte speranze grazie alla positiva risposta dei follicoli al trattamento che danno, in questo modo, luogo alla rigenerazione dei piccoli vasi capillari. L’effetto, ovviamente, ha una latenza nell’insorgere di almeno due mesi ma tuttavia i primi miglioramenti visivi si possono riscontrare già entro i primi tre mesi di terapia.

Al fine di tutto il trattamento, per una sorta di mantenimento, è consigliato ripetere la terapia una o due volte all’anno per continuare a stimolare i follicoli e le cellule staminali ed iniziare la terapia nelle fasi iniziali della calvizie, per arrestare la perdita dei capelli. In fasi avanzate, la tecnica è quasi inutile, perché i follicoli sono ormai in atrofia. Questa tecnica sembra migliorare le calvizie maschili fino al quarto grado della scala Hamilton e le femminili fino al secondo della scala Ludwig.

Di per sè la PRP non comporta alcun rischio per l’organismo perché viene utilizzato il proprio sangue dopo un prelievo. In questo modo l’organismo non lo riconosce come sostanza estranea, pertanto non causa fenomeni di tossicità o reazioni su base immunitaria.

Prospettive future

La ricerca si sta impegnando per raffinare ulteriormente la tecnica della PRP, ad esempio utilizzando in combinazione fattori di crescita umani e fattori di crescita batterici; altri metodi prevedono l’iniezione del plasma arricchito direttamente nel cuoio capelluto, ma alcuni esperti sottolineano la necessità di fare a meno degli aghi per far penetrare le sostanze nella cute. Una di queste tecniche è chiamata elettroporazione e prevede l’azione di un campo elettrico a bassa intensità.

Altre ricerche si stanno concentrando sulla possibilità di restituire i capelli a chi li ha persi da tempo, tramite tecniche di medicina rigenerativa che sfruttano l’azione di cellule staminali per stimolare la crescita dei capelli.

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