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Case green, classe energetica D obbligatoria entro il 2033

Case green, classe energetica D obbligatoria entro il 2033

Questa settimana, il Parlamento Europeo ha fatto passare la proposta di riformare le leggi dell’edilizia per il futuro. In particolare, il mandato auspica di poter limitare l’impatto ambientale delle costruzioni, riducendo le emissioni dannose per il clima e anche l’energia utilizzata.

Per raggiungere questo obiettivo, ci sono dei nuovi passaggi da seguire che andranno a toccare gran parte degli italiani. Infatti, un aspetto importante di questo processo prevede la ristrutturazione di un grande numero di edifici inefficienti dal punto di vista energetico.

Per i membri del Parlamento Europeo, è necessario arrivare al punto che tutti i nuovi edifici saranno a emissioni zero a partire dal 2028, per quanto riguarda soprattutto gli edifici privati. Se invece si parla di nuovi edifici che saranno di proprietà o gestione di autorità pubbliche, l’anno entro il quale bisogna rispettare le nuove normative è il 2026.

Per quanto riguarda gli edifici residenziali, si prospetta che seguendo le nuove leggi entro il 2030 anche questi dovranno raggiungere la classe energetica E, nel peggiore dei casi. In teoria, tutto questo è per far sì che entro il 2033, sia edifici residenziali che pubblici abbiano tutti raggiunto la classe di prestazione energetica D.

Per quanto sia un miglioramento, è importante far notare che in realtà stiamo parlando comunque di due classi di livello medio-basse per efficienza. Queste case continueranno a consumare molta energia, ma è sicuramente un progresso far sì che non si possano raggiungere livelli inferiori a questi.

In Italia, come in altri paesi europei, la presenza di case molto datate comporta purtroppo grandi sprechi di energia che, si spera, con questa riforma non ci saranno più. O almeno, seguendo la normativa, sarà concesso avere edifici appartenenti alla classe G solo al 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro dell’Unione Europea.

Ovviamente, come avrete potuto intuire, questo significa che presto partiranno molti piani di ristrutturazione per arrivare a questi risultati. I deputati hanno previsto che vi sarà una difficoltà economica per molte famiglie e stanno lavorando per la stesura di piani di sostegno, sovvenzioni e finanziamenti. Si prevede che i vari piani siano consoni al livello di spese da affrontare, soprattutto per gli edifici con le peggiori prestazioni energetiche, e che vadano incontro anche alle famiglie più economicamente vulnerabili.

Questa nuova riforma sembra molto semplice e logica. Il mondo cambia e con lui le nostre esigenze, giusto? In realtà, è molto più complicato di così, sia per la premessa del proposta e le sue tempistiche, che per le diverse possibilità economiche di ogni paese.

Per cominciare, poiché è dal principio dell’industrializzazione che il nostro paese, come altri in Europa, sono costruiti su sistemi inquinanti, molti monumenti ed edifici di valore storico, come le chiese, non potranno essere soggette a queste nuove leggi. Anche altri tipi di edifici, come quelli di uso temporaneo, o edifici tecnici possono non esserne soggetti e, addirittura, si parla di astenere anche tutti quei complessi di edilizia sociale pubblica dove una ristrutturazione porterebbe ad un aumento degli affitti superiori al risparmio che si guadagnerebbe sulle bollette.

Parlamento-Jonas Horsch-Pexels.com

Insomma, il Parlamento Europeo ha parlato, ma ci sono molte clausole in questa proposta, infatti se è difficile o costoso per un paese raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica stabiliti per tutti gli edifici, potrà sempre essere concesso un certo margine di flessibilità. Ciò è positivo, perché lascia che ogni paese si occupi della propria situazione in base alle circostanze nazionali, ma è anche pericoloso, poiché si potrebbe creare ancora di più un dislivello tra i vari paesi, e si teme una possibile richiesta di aiuti economici che potrebbero non arrivare mai ai reali cittadini.

Scritto da Luca Petrone

Sono un giornalista pubblicista dal 2021 ed ho conseguito un MA in Journalism alla Birkbeck University di Londra. I miei interessi sono troppo vasti per essere riassunti in una descrizione, ma ogni cosa che faccio inizia dalla scrittura. Attualmente sono web writer ed ho collaborato con svariati siti e testate online. Il mio profilo LinkedIn.