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Come registrare un brand, costi e passaggi da seguire

Registrare un brand è un passaggio fondamentale nella creazione di qualsiasi azienda, dunque chiunque si deve informare al riguardo

Carte, soldi su una scrivania
Carte, soldi su una scrivania - Foto di Tima Miroshnichenko/Pexels.com

Il brand è il vero e proprio identificativo del tuo progetto, in quanto racchiude il nome e l’immagine che tutti riconducono ai tuoi prodotti e ai tuoi servizi. Dunque è davvero il bigliettino da visita a cui i tuoi clienti si affidano per rivolgersi a te. Dalla sua progettazione fino alla sua registrazione, lavorare al tuo marchio è davvero cruciale.

Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione, innanzitutto, di natura squisitamente artistico-creativa. La scelta del nome del marchio, la creazione di un logo accattivante, uno studio di colori che risultino gradevoli e che si inseriscano bene nel contesto in cui la tua azienda vuole operare: tutti passaggi che non puoi permetterti assolutamente di sottovalutare, altrimenti sono guai.

La costruzione del tuo marchio, infatti, è una parte fondamentale dell’avvio di un’impresa che possa avere successo sul mercato. Una grande idea imprenditoriale o un prodotto veramente innovativo rischiano di venire castrati in partenza e cadere nel dimenticatoio se non riesci a comunicare il tuo progetto efficacemente al mondo, in particolare in una modalità che permetta al tuo pubblico target di identificarsi in esso.

L’immagine del tuo marchio nella mente dei tuoi clienti, della concorrenza e del mercato dipende dal posizionamento del marchio e dalle scelte estetiche che prenderai nel corso della creazione. Tralasciando i dettagli creativi, possiamo focalizzarci sulle formalità burocratiche.

Come registrare un brand in Italia

Le procedure per la registrazione di un marchio nella comunità Europea sono davvero molteplici. Per poter essere registrato in Italia un marchio deve soddisfare una serie di criteri, che adesso andremo in questa sede ad illustrare:

Per poter essere registrato, il tuo brand deve essere completamente nuovo, oppure bisogna dimostrare la registrazione in buona fede di un marchio già presente all’estero. L’identificativo deve essere molto chiaro: il tuo marchio può essere descrittivo, denominativo oppure un contrassegno generico. Il tuo marchio può essere categorizzato in quattro tipologie territoriali: Italiano, Europeo, estero oppure internazionale.

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La registrazione di un marchio in un paese della comunità europea (vale anche per l’Italia), garantisce il diritto al suo utilizzo esclusivo nella nazione in cui si effettua la procedura. Questo diritto coprirà esclusivamente i beni e i servizi specificati nella richiesta di registrazione. Se sei titolare di un marchio registrato, sarai tutelato in quanto possessore del brand: nessun altro può utilizzare lo stesso marchio e neppure uno simile (ammesso che tu non glielo consenta). Potrai infatti decidere se rivalerti per vie legali e vietarne l’utilizzo a terzi in caso di plagio o violazione del copyright, ma anche decidere di autorizzarne l’impiego previo pagamento di una royalty.

Passaggi e pagamenti

Per depositare la domanda di registrazione di un marchio ci si può rivolgere ad esperti del settore, avvocati e commercialisti ferrati in materia. Altrimenti, si può decidere di fare da sé, generalmente compilando un apposito modulo online, ricordandosi di specificare le informazioni sul marchio e le classi di prodotti o servizi che si desidera tutelare. La scelta delle classi deve essere effettuata con particolare minuziosità e senza concedersi alcuna distrazione, consultando le classificazioni di nicchia di riferimento.

Ma adesso la nota dolente: per effettuare la registrazione, si dovranno pagare le spese amministrative e le tasse d’ufficio, che variano in base alla tipologia di marchio e alle classi prescelte. Per conoscere le tasse in vigore al momento del deposito, è consigliabile consultare il sito dell’ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM).

Per ogni domanda di registrazione di marchio collettivo, va allegata una copia delle norme sull’uso dello stesso. Lo ripeteremo all’infinito: è davvero importante preparare bene la domanda di registrazione e analizzare accuratamente la documentazione prima di depositarla, poiché queste scelte preliminari influenzeranno sensibilmente la possibilità di difendere il marchio in caso di contraffazione.

Un primo esame tecnico verrà effettuato dall’UIBM, che verificherà la conformità formale della domanda e l’assenza di impedimenti assoluti alla registrazione, come ad esempio marchi contrari al buon costume o offensivi. La giurisprudenza al riguardo è un po’ complessa, per questo potresti valutare ulteriormente la prospettiva di rivolgerti a dei professionisti.

Se si sceglie di presentare la domanda online, la tassa iniziale è di 101 euro, più 42 euro di imposta di bollo, per un totale di 143 euro. Se si nomina un rappresentante, si dovrà aggiungere una tassa di 34 euro, portando il totale a 177 euro. Dalla seconda classe in poi, si dovrà aggiungere 34 euro per ogni classe aggiuntiva. Ad esempio, per registrare un marchio online comprendendo tre classi tramite un rappresentante, il costo totale sarà di 245 euro.

Se l’UIBM fornisce via libera dopo il suo esame tecnico, il marchio viene pubblicato nel bollettino marchi a disposizione del pubblico. Da quel momento, qualunque titolare di un marchio anteriore identico o simile, o chiunque ritenga che la domanda di marchio violi un proprio diritto, può presentare opposizione alla registrazione presso l’UIBM entro tre mesi dalla data di pubblicazione.

Scritto da Luca Petrone

Sono un giornalista pubblicista dal 2021 ed ho conseguito un MA in Journalism alla Birkbeck University di Londra. I miei interessi sono troppo vasti per essere riassunti in una descrizione, ma ogni cosa che faccio inizia dalla scrittura. Attualmente sono web writer ed ho collaborato con svariati siti e testate online. Il mio profilo LinkedIn.