Dischi a stato solido 2.0: prestazioni da record

Roma – Vista è stata la prima versione di Windows a supportare nativamente i dispositivi di memoria flash, sfruttandoli – con tecnologie come ReadyBoost e ReadyDrive – per incrementare le performance del sistema. Eppure il CEO di SanDisk, Eli Harari, sostiene che Windows Vista non solo non sia ottimizzato per i dischi a stato solido (SSD), ma ne stia persino rallentando la diffusione sul mercato.

Secondo Harari, il più recente sistema operativo desktop di BigM fornisce performance deludenti con gli SSD di nuova generazione, ed in modo particolare con quelli basati su memorie NAND flash di tipo multi-level cell (MLC), che richiedono una gestione più sofisticata delle operazioni di lettura/scrittura.

“In Vista, le performance degli SSD sono al di sotto delle reali esigenze del mercato, ed il motivo è che Vista non è ottimizzato per gli SSD”, ha dichiarato Harari. “Di conseguenza, la prossima generazione di controller dovrà sopperire ai deficit di Vista”.

Seppure affermi di possedere una tecnologia di gestione dei dischi flash all’avanguardia, il boss di SanDisk sostiene che le limitazioni di Windows Vista hanno costretto la sua azienda a progettare controller ancor più sofisticati e costosi, necessari per bypassare le lacune del software e sfruttare appieno le performance della sua prossima generazione di SSD.

I primi drive flash di SanDisk ad integrare i nuovi controller arriveranno sul mercato nella prima metà del prossimo anno, ed avranno capacità di 128, 160 e 256 GB. Queste soluzioni, destinate soprattutto ai notebook, dovrebbero fornire un rapporto prezzo per gigabyte quasi dimezzato rispetto a quello attuale.

Lo sfogo del CEO di SanDisk non ha trovato consenso unanime fra gli esperti del settore. C’è infatti chi ritiene che non è compito del sistema operativo supportare nativamente le tecnologie emergenti, soprattutto considerando che quando Vista è nato, il 99% dei PC utilizzava ancora hard disk magnetici; ed oggi questa percentuale è scesa di poco.

“Se i produttori di SSD vogliono che i loro prodotti sostituiscano gli HDD, è loro compito sviluppare driver che possano essere installati nei sistemi preesistenti e che forniscano benefici reali”, ha commentato Tony Smith, redattore di The Register. “Lagnarsi che è colpa di Microsoft non aiuta”. Altri fanno inoltre notare che il supporto alle memorie flash fornito da altri sistemi operativi, come Linux e Mac OS X, non è migliore di quello integrato in Vista.

La tecnologia MLC
I chip NAND flash MLC sono in grado di memorizzare più bit all’interno di una singola cella di memoria, consentendo così ai produttori di incrementare la densità di archiviazione delle memorie flash senza ricorrere a processi produttivi più costosi.

Generalmente i chip MLC forniscono performance inferiori ai più costosi Single-Level Cell (SLC), ma sotto questo aspetto l’evoluzione tecnologica sta facendo veri passi da gigante: Samsung, ad esempio, lo scorso maggio ha presentato un SSD basato su memorie MLC capace di fornire 200 MB/s in lettura e 160 MB/s in scrittura, sopravanzano agevolmente le performance dei più veloci hard disk oggi sul mercato. Proprio negli scorsi giorni Super Talent ha annunciato nuovi SSD basati su chip MLC che, in taluni casi, raddoppiano la velocità di scrittura dei precedenti modelli, portandola a 80-100 MB/s.

Sebbene più economici da produrre, i chip flash MLC richiedono controller più sofisticati rispetto a quelli SLC, soprattutto perché devono gestire un più elevato numero di errori di lettura/scrittura. Per loro natura le memorie MLC sono poi maggiormente esposte al problema della longevità, che oggi si aggira intorno ai 10-20mila cicli di riscrittura. Ciò ha costretto molti produttori ad implementare la tecnologia wear levelling, che prolunga la vita dei chip flash distribuendo omogeneamente le scritture su tutte le celle di memoria disponibili: questo evita che il sistema operativo scriva sempre sulle stesse celle, accorciandone rapidamente la vita utile.

La tecnologia wear levelling contribuisce significativamente ad incrementare la complessità dei controller flash, ed è probabilmente una delle cose che SanDisk vorrebbe vedere implementa via software, a livello di sistema operativo. Microsoft l’accontenterà?

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