Bonus Bebè 2021: Cos’è? Come Funziona e come richiederlo

Isabella Capretti
Isabella Capretti
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Cos’è e come funziona il Bonus Bebè 2021? Vantaggi e come usufruire del bonus: viene comunemente detto Bonus Bebè ed è ciò che corrisponde a una sorta di premio alla natalità. I governi italiani hanno attivato questo tipo di misure con l’intento di favorire nel nostro Paese un aumento della natalità, che è oggi ai minimi storici.

In effetti ogni anno le proposte variano e si verificano modifiche sostanziali alle misure degli anni precedenti, tali da mandare in confusione qualsiasi genitore. Da considerare il fatto che nel nostro Paese esistono diverse misure volte ad aiutare le famiglie con figli, dai cosiddetti assegni familiari fino all’assegno di natalità INPS o al premio nascita di 800 euro saldato una tantum a ogni mamma che partorisce o adotta un bambino.

Bonus Bebè 2021: Cos’è?

Fino alla nuova legge di bilancio dell’ottobre 2019 in Italia i genitori potevano richiedere il bonus bebè, con i neonati, un supporto alla natalità garantito a tutte le famiglie in cui erano presenti nuovi nati, adottati o in affido. Tale misura aveva un funzionamento a tempo, per certi versi molto ristretto. Si trattava infatti di un aiuto garantito esclusivamente per il primo anno di vita del bambino, o di inserimento nella famiglia in caso di adozione o affido.

Curiosità

L’ammontare previsto nella legge di bilancio per il 2019 era di euro 160 al mese, per famiglie con un reddito inferiore ai 7.000 euro; importo che scendeva a 96 euro al mese per le famiglie con un reddito dai 7.000 ai 25.000 euro.

Era previsto un aumento del 20% delle cifre suddette a partire dal secondo figlio. Già la prima bozza di decreto per le famiglie, proposta nel corso del dibattito per la legge di bilancio nel 2018, prevedeva ulteriori aiuti, necessari per affrontare alcune criticità, come ad esempio l’accesso agli asili nido o il pagamento di servizi di babysitteraggio. (Vedi anche: analisi del sangue in gravidanza, l’elenco completo e quando farle).

 

Bonus Bebè 2021: Come funziona?

In attesa che le nuove norme si definiscano in via definitiva ed entrino in vigore, in sostanza per tutti i bambini nati fino al 31 dicembre 2019 valgono ancora le “vecchie leggi”, così come per tutti i bambini in affido o adottati che entrino in famiglia prima di tale data. Gli assegni familiari sono quindi calcolati, fino a fine 2019, come avveniva prima, secondo le specifiche tabelle pubblicate di anno in anno dall’INPS, per tutti i lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda il bonus bebè rimane quello indicato prima:

  • 80 euro al mese per le famiglie con ISEE inferiore ai 25.000 euro
  • 160 euro al mese per le famiglie con ISEE inferiore ai 7.000 euro per un massimo di 12 mesi; con maggiorazioni possibili nel caso di figli ulteriori al primo, per un 20% dell’assegno totale

Come funzionerà nel 2021

Per un Bambino che nasce in una famiglia italiana, o che vi accede tramite affido o adozione, le cose cambieranno a partire dal 2021; non solo, entro tale data dovrebbero scomparire anche gli assegni familiari, le detrazioni per i figli a carico, il bonus bebè e i vari aiuti oggi disponibili per le famiglie. Il nuovo aiuto alle famiglie è chiamato Bonus figli a carico e si rivolge a tutte le famiglie in cui è presente almeno un figlio, dagli zero ai 26 anni, a carico dei genitori. Il nuovo bonus si configura quindi come sostituto di tutti gli altri aiuti e consiste in:

  • 240 euro al mese fino al compimento della maggiore età
  • 80 euro al mese dai 18 ai 26 anni
  • Un bonus, chiamato dote unica, versato alle famiglie con un figlio a carico fino ai 3 anni per il pagamento di asili nido e sistemi similari, fino a un massimo di 400 euro al mese.
    Importi maggiorati per ogni figlio portatore di disabilità.

Nel caso in cui il figlio presente in famiglia sia portatore di una disabilità è prevista una maggiorazione del bonus, non inferiore al 40% del totale.

Curiosità

Sembra sia previsto anche un possibile prolungamento della dote unica fino al compimento del 14° anno di età, per una cifra ridotta rispetto a quella sopra indicata ma da utilizzare per finalità simili.

Bonus Bebè 2021: come richiederlo

Per richiedere il Bonus Bebè 2021 è necessario presentare la domanda online seguendo le indicazioni sul sito ufficiale dell’INPS. Per farlo, inoltre, è importante essere a conoscenza di una regola fondamentale: l’istanza deve essere inviata entro 90 giorni dalla nascita o dall’arrivo in casa del neonato. Di seguito l’itinerario da seguire per richiedere il Bonus Bebè 2021:

  1. Per prima cosa bisogna accedere al sito web ufficiale dell’INPS alla sezione “Servizi online
  2. A questo punto è necessario proseguire con l’autenticazione: quindi inserire il PIN dal dispositivo rilasciato dall’istituto SPID, CNS o CIE
  3. Successivamente cliccate su “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito
  4. Selezionare la voce “Assegno di natalità
  5. Infine cliccate sulla sezione “Bonus bebè” per scaricare il famoso modello SR163. Il modulo in questione lo troverete nella sezione “tutti i moduli” e può essere inviato tramite PEC all’indirizzo ufficiale dell’INPS; per mezzo di posta elettronica ordinaria alla casella istituzionale dell’INPS, consegnato a mano oppure in allegato in procedura usufruendo del servizio “gestione allegati” sempre sul sito ufficiale dell’INPS.
Curiosità

La domanda per ottenere il Bonus Bebè 2021, inoltre, può essere effettuata anche attraverso l’ausilio di CAF, Patronati oppure tramite Contact Center dell’INPS, chiamando ai numeri a disposizione.

Bonus Bebè 2021: vantaggi

In sostanza invece di doversi preoccupare di “inseguire” vari bonus di diversa natura tutte le famiglie con figli a carico potranno godere di un effettivo aiuto economico; questo non solo per il primo anno di vita del bambino, ma fino a 26 anni. O meglio, fino a che il figlio rimarrà a carico della famiglia. Si definisce a carico un figlio che abbia un reddito IRPEF complessivo inferiore ai 2.840,51 euro, che salgono a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.

Per quanto riguarda gli asili nido il governo ha ribadito il suo impegno nei prossimi anni ad aumentare l’offerta, soprattutto per quanto riguarda le Regioni del sud Italia. Inoltre per le famiglie al di sotto di una certa fascia di reddito l’accesso agli asili nido sarà gratuito. Da notare il fatto che i bonus sopra riportati sono quelli massimi ottenibili. Il Ministro ha infatti preannunciato che i bonus saranno ridotti progressivamente, fino ad annullarsi nel caso di reddito lordo della famiglia superiore ai 100.000 euro annui.

La legge di bilancio 2019

Nel corso delle varie discussioni avvenute durante la preparazione della legge di bilancio per il 2020 da più parti si è richiesto di sistemare i bonus disponibili per le famiglie con figli. A detta di molti infatti diveniva impossibile per le famiglie con figli riuscire ad ottenere tutti i sussidi disponibili. Oltre al fatto che l’ordinamento precedente portava a un’eccessiva dispersione dei fondi su più fronti, non riuscendo di fatto ad aiutare realmente le famiglie con figli.

Per questo motivo sono nate nuove proposte, confluite in un assegno unico per famiglie con figli, che andrà a sostituire tutti i sussidi e gli aiuti sino ad oggi disponibili. In sostanza le nuove proposte sono volte a far confluire tutti gli aiuti in un’unica soluzione, eliminando di fatto gli assegni familiari, il bonus bebè, il bonus mamma domani e così via.

La proposta in concreto

Di fatto la proposta di un assegno unico per le famiglie con figli neonati, in affido o adottati è stata accettata, anche se non appare nulla nella nuova legge di bilancio. Il ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, che si occupa appunto dei sussidi alle famiglie con figli, ha dichiarato che l’approvazione delle nuove norme è stata rimandata alla prima metà del 2020.

In sostanza quindi le cose potrebbero ancora cambiare; anche se sembra che nel 2020 tutti bonus oggi disponibili saranno riuniti in un solo fondo, aumentandone anche la disponibilità economica. Per quanto riguarda invece l’assegno unico per le famiglie con figli la sua reale attuazione è ad oggi rimandata al 2021.

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