Codici Ateco e Coronavirus Fase due
Isabella Capretti
Isabella Capretti

Codici ATECO Coronavirus: Cosa sono, Come si ottengono e dove trovarli

Indice

I codici ATECO sono gli strumenti utilizzati dall’ISTAT per effettuare una precisa classificazione delle attività economiche. Tale classificazione è stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2008 per integrare nella regolamentazione italiana la nomenclatura europea. Attraverso il codice ATECO, che viene attribuito a una qualsiasi azienda al momento della sua registrazione presso la Camera di Commercio, è possibile comprendere quale sia l’attività effettiva svolta da un’impresa, di qualsiasi settore essa faccia parte.

Codici ATECO: cosa sono?

Come abbiamo detto i codici ATECO sono dei codici che identificano velocemente la natura di una determinata azienda. La classificazione dei codici ATECO è stata introdotta nel 2008, in seguito alla legislazione a tal proposito approvata nel corso del 2007. Sono quindi oltre 10 anni che i codici ATECO sono comunemente utilizzati in Italia. Per creare la classificazione delle attività economiche (il cui acronimo è ATECO) hanno collaborato l’Agenzia delle Entrate e le Camere di Commercio. In questo modo hanno semplificato la definizione delle caratteristiche produttive di ogni singola attività imprenditoriale che si svolge in Itala. Sono state interpellate a tal proposito anche le associazioni imprenditoriale e i Ministeri interessati. Questo anche per adempiere ai nuovi regolamenti a livello europeo.

I codici nati per l’inserimento delle aziende all’interno della Classificazione permettono di descrivere le attività svolte, di qualsiasi genere esse siano. Inoltre per ogni codice ATECO è indicato un coefficiente di redditività, utile per il calcolo del cosiddetto reddito imponibile. Per ognuno dei codici sono anche indicati i limiti massimi di fatturato che consentono di accedere al Regime Forfettario. L’INAIL ha individuato il rischio aziendale considerando i codici ATECO. Questi codici alfanumerici quindi definiscono le misure di sicurezza, di prevenzione e di protezione dei lavoratori, con gli specifici DPI da fornire in ogni situazione lavorativa, oltre all’eventuale necessità di formazione specifica.

Come si leggono i codici ATECO

I codici ATECO sono standardizzati a livello europeo, questo significa che il singolo codice è utilizzato in qualsiasi Paese europeo e indica la medesima attività produttiva.
Sono costituiti da alcune cifre e da un singolo carattere alfabetico, suddivisi su cinque differenti livelli:

21 sezioni indicate da una lettera
divisioni
gruppi
classi
categorie
sottocategorie (che ad oggi sono 1226)

Si tratta quindi di codici complessi. Fino al 4° livello il codice comprende gli standard europei; scendendo ulteriormente sono invece presenti 2 ulteriori livelli, categorie e sottocategorie. Queste ultime si differenziano a seconda del Paese in cui ha sede l’attività. Facciamo un esempio per essere più precisi. La prima lettera ci dà una chiara indicazione per quanto riguarda la categoria di cui un’attività fa parte:

  • A) Agricoltura e silvicoltura
  • B) Estrazione dei minerali
  • C) Attività manifatturiere

E così via fino alla lettera U, la sezione di cui fanno parte le organizzazioni e gli organismi extraterritoriali. A seguire sono presenti delle cifre; il codice A 01.11.10 indica un’azienda agricola che coltiva cereali, escluso il riso.

Codici ATECO: Come si ottengono

Nel 2008, quando è stata introdotta la classificazione ATECO, l’Agenzia delle Entrate  ha attribuito i codici ad ogni singola Partita IVA attiva. Chi avvia una nuova Partita IVA deve rivolgersi a un Commercialista per l’individuazione del corretto codice ATECO e per la Dichiarazione di Inizio Attività, che va inviata all’Agenzia delle Entrate. Il codice dovrà essere indicato sulla DIA e dovrà essere preciso, quindi riguardante l’attività svolta dalla singola neonata azienda. Nel caso in cui si abbiamo variazioni dell’attività economica svolta è necessario indicare tale cambiamento all’Agenzia delle Entrate, con lo specifico codice ATECO. Per verificare il corretto codice ATECO da attribuire ad un’attività economica è possibile utilizzare gli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Sono disponibili anche chiari elenchi, su appositi siti internet.

Codici ATECO: dove trovarli

Se si intende conoscere il codice ATECO di un’azienda esso è disponibile sulla documentazione che riguarda l’attribuzione della singola Partita IVA. Effettuando una visura camerale è possibile ottenere questo tipo di informazione per qualsiasi azienda attiva in Italia. Il sito dell’ISTAT inoltre consente di effettuare una ricerca rapida, per poter trovare il codice di una singola attività, senza avere altre indicazioni. È possibile ottenere il codice inserendo l’attività svolta, anche con termini sommari; oppure si può fare una ricerca per parola chiave, o ancora è possibile indicare un codice per verificare l’attività economica svolta da un’azienda. Il sito dell’ISTAT pubblica anche l’intera struttura della classificazione ATECO, comprensiva di tutti i livelli.

Codici ATECO: attività che possono aprire dopo 4 maggio 2020

Durante l’emergenza da Covid-19 il Governo ha dapprima consigliato la chiusura di tutte le attività produttive ed economiche. Si dai primi giorni però si è vista la necessità di mantenere attive alcune imprese, per garantire dei servizi essenziali, come ad esempio la fornitura di prodotti alimentari. In tale occasione, e poi successivamente a più riprese, il Governo ha pubblicato un elenco dei Codici ATECO che possono consentire l’apertura dell’attività imprenditoriale. Il primo Decreto è del marzo 2020, molti si sono poi succeduti nel corso del tempo:

22 marzo 2020
25 marzo 200
10 Aprile 2020

L’ultimo DPCM è del 26 aprile 2020 e contiene in allegato un elenco dei codici ATECO ammessi all’apertura a partire dal 4 maggio 2020. Tali aziende possono avviare, a partire dal 27 aprile, tutte le attività volte alla messa in sicurezza degli spazi lavorativi e al reperimento degli appositi DPI per i lavoratori.

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