Codici IVA Fattura Elettronica: Esigibilità, Aliquote e Codici da N1 a N7

Quali sono i Codici Iva per la Fattura Elettronica? Spieghiamo: all’interno della fattura elettronica in formato standard devono essere presenti i codici che permettano di comprendere l’ammontare dell’IVA già saldato o da saldare, riguardante lo scambio a cui la fattura si riferisce.

In particolare all’interno della prima parte del documento è necessario indicare l’aliquota IVA utilizzata per il calcolo dell’imposta. Visto che possono essere comprese all’interno dell’imponibile anche delle operazioni che per loro natura non rientrano tra quelle soggette al pagamento dell’IVA, è importante indicare lo specifico codice per ognuna di queste operazioni. Inoltre è obbligatorio indicare, subito dopo l’ammontare dell’imposta, il codice che esprime l’esigibilità dell’IVA.

Codici Iva: Tipologie

I codici IVA che vanno utilizzati all’interno della fattura elettronica sono di due tipi:

Il primo riguarda l’esigibilità dell’IVA:

  • I per esigibilità immediata
  • D per esigibilità differita
  • S per scissione pagamenti

Il secondo che indica la natura delle operazioni che non rientrano tra quelle imponibili

Esigibilità Dell’ IVA: Immediata, Differita, Scissione

Sono vari i casi in cui è obbligatorio pagare l’IVA per una transazione commerciale, di qualsiasi genere. Questa imposta può però essere saldata in modi e maniere del tutto differenti tra loro. Il comportamento che si desidera tenere nei confronti dell’imposta va indicato all’interno della fattura elettronica, indicando sia l’esigibilità sia la modalità del versamento.
L’IVA infatti può essere esigibile immediatamente nel momento in cui si esegue la transazione, in questi casi si indica il codice “I”, ossia esigibilità immediata.

Volendo è invece possibile effettuare il pagamento dell’IVA solo nel momento in cui si riceve il pagamento per la fattura che si sta emettendo. In questi casi si utilizza il codice “D”, ossia IVA Differita.

Esiste una terza opzione, da indicare con il codice IVA in fattura elettronica “S”, che indica la scissione dei pagamenti (meglio nota come split payment).

Codici IVA: N1, N2, N3, N4, N5, N6 e N7

Questi codici sono necessari all’interno della Fattura elettronica nel momento in cui si deve indicare che l’Imposta sul Valore Aggiunto non è dovuta per quanto riguarda l’intero ammontare della fattura, o anche solo per alcune delle operazioni in essa presenti.

Tali codici consentono di riconoscere rapidamente le motivazioni per cui colui che ha compilato la fattura non ha contestualmente indicato l’esigibilità dell’IVA.

In particolare tali codici sono riassunti nella seguente tabella:

OperazioneCodiceDescrizione
IVA EsclusaN1Per interessi di mora, penalità o ritardi, beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, rimborsi di eventuali anticipi.
Non soggettaN2Fatture di contribuenti forfettari, servizi e acquisti o cessioni di beni non soggetti per carenza del requisito di territorialità
Non imponibileN3Esportazioni dirette e indirette o improprie; cessioni da parte di esportatori abituali; servizi internazionali; beni intracomunitari
EsenteN4Prestazioni sanitarie; acquisti di beni intracomunitari se esenti.
In regime del margine o con IVA non esposta in fatturaN5Cessioni o acquisti di beni usati, oggetti d’arte, antiquariato o da collezione; cessioni o acquisti con IVA inclusa ma non esposta in fattura dalle agenzie di viaggi e turismo
Operazioni in reverse charge o in caso di auto fatturazione per acquisti extra UEN6Acquisti di peni intracomunitari con fattura integrata con IVA; prestazioni di servizi generiche rese da soggetti con fattura integrata con IVA, o da soggetti extracomunitari con l’emissione dell’autofattura
IVA assolta in altro Stato UEN7Vendite a distanza a privati UE; prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici o di telecomunicazione se il soggetto IVA ha aderito al MOSS

Come compilare la fattura elettronica

Per poter utilizzare correttamente i codici IVA all’interno della Fattura elettronica è necessario sapere dove inserirli in tale documento. Come ormai tutti dovrebbero sapere, le fatture elettroniche devono essere prodotte utilizzando un modello standard, in formato xml.

I dati riguardanti l’IVA devono essere inseriti nella prima pare del documento, dopo aver indicato i valori che riguardano l’importo totale del bene/servizio al netto dell’eventuale sconto, e la presenza di tale sconto o di una maggiorazione.
L’IVA va così indicata:
Aliquota IVA specifica riguardante il servizio o il bene di cui si è indicato il prezzo; Natura dell’operazione nel caso in cui si tratti di una transazione non imponibile; Spese accessorie; eventuale arrotondamento, ove presente; valore dell’imponibile, sia per le operazioni soggette ad IVA, sia per quelle non imponibili.
In seguito si deve indicare il valore dell’imposta, calcolato utilizzando l’aliquota poco prima esplicitata, seguito dal codice che esprime l’esigibilità dell’imposta.

Nel caso in cui l’operazione non rientri tra quelle imponibili, al termine è necessario citare la normativa specifica su cui ci si basa per tale esenzione o altro evento che rende l’operazione non assoggettata al tributo.

L’aliquota IVA

Molti tendono a pensare che nel nostro Paese l’IVA sia, per sua natura, unica e sola, ferma nel 2019 al 22%. In realtà tale aliquota è quella ordinaria, mentre esistono aliquote inferiori, il cui utilizzo è effettuabile considerando apposite tabelle che vengono periodicamente aggiornate.

Detto questo, l’IVA in Italia ad oggi è applicata n 4 diverse aliquote:

  • 22%: aliquota ordinaria
  • 10%: aliquota agevolata
  • 5%: nuova aliquota agevolata
  • 4%: aliquota super agevolata

Per capire quale aliquota utilizzare caso per caso è necessario andare a visionare il decreto IVA, datato 1972, in cui è presente un’apposita tabella che specifica la tipologia dei servizi e dei prodotti con la rispettiva aliquota IVA da utilizzare. Sono disponibili poi direttive successive, tra cui quelle che riguardano l’aumento dell’IVA.

L’articolo 5 del decreto legge 148/2017 ha infatti evidenziato la necessità di aumentare l’IVA progressivamente nel corso del tempo, a partire dal 2018. Il Governo ha poi sterilizzato tali aumenti, che quindi sono stati posti in stand by completo per gli anni 2018 e 2019.

Con il prossimo anno però gli aumenti dell’IVA dovrebbero ricominciare per l’aliquota ordinaria, che da 22% dovrebbe passare al 26,5%, e per l’aliquota ridotta, che dovrebbe passare dal 10% al 13%.

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