Codici IVA Fattura Elettronica: Tabella agenzia entrate

Isabella Capretti
Isabella Capretti
Indice

Cosa sono i Codici Iva Fattura Elettronica? All’interno della fattura elettronica devono essere presenti i codici che permettano di comprendere l’ammontare dell’IVA già saldato o da saldare, riguardante lo scambio a cui la fattura si riferisce.

Curiosità: cosa vuol dire IVA

IVA sta per “imposta sul valore aggiunto”. È un’imposta indiretta che si applica a tutti i beni e servizi scambiati in Italia. È un’imposta sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull’incremento di valore che un bene o un servizio acquista a ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale del bene o del servizio stesso. Nel valore aggiunto sono comprese eventuali accise, ossia tasse sulla produzione o fornitura che il venditore rigira al consumatore finale.

Nella prima parte del documento va indicata l’aliquota IVA utilizzata per il calcolo dell’imposta (in Italia è al 22%, a parte alcuni prodotti per i quali l’aliquota è agevolata al 10%, e altri su cui scende fino al 4%).

Curiosità: cosa vuol dire Aliquota?

L’origine della parola è latina, al?quot; nei secoli passati veniva utilizzata dai matematici solo nell’espressione parte aliquota. In pratica è un modo arcaico per dire ‘percentuale’, ‘qualche parte’. Il termine si usa ancora oggi solo scienza delle finanze, proprio perché permette immediatamente di capire a cosa ci si sta riferendo (aliquota ? iva = un’imposta)

All’interno di una fattura possono comparire molte voci di costo. Alcune di queste per loro natura non rientrano tra quelle soggette al pagamento dell’IVA, di conseguenza il codice IVA è specificato per ogni voce di costo presente in fattura). Subito dopo l’ammontare dell’imposta va indicato il codice che esprime l’esigibilità dell’IVA. Questi codici non sono correlati al pagamento dell’imposta, per il quale è necessario utilizzare i codici IVA per F24, il modello con cui si pagano imposte e tributi di vario genere.

Codici Iva Fattura Elettronica

I codici IVA fattura elettronica che vanno utilizzati all’interno della fattura elettronica sono di due tipi:

Il primo riguarda l’esigibilità dell’IVA:

  • I per esigibilità immediata
  • D per esigibilità differita
  • S per scissione pagamenti

Il secondo che indica la natura delle operazioni che non rientrano tra quelle imponibili

codici iva fattura elettronica

Esigibilità Dell’IVA: Immediata, Differita, Scissione

Codici IVA fattura elettronica: cosa significa esegibilità dell’IVA? Sono vari i casi in cui è obbligatorio pagare l’IVA per una transazione commerciale, di qualsiasi genere. Questa imposta può però essere saldata in modi e maniere del tutto differenti tra loro. Il comportamento che si desidera tenere nei confronti dell’imposta è da indicare all’interno della fattura elettronica. Bisogna segnalare sia l’esigibilità sia la modalità del versamento. L’IVA infatti può essere esigibile immediatamente nel momento in cui si esegue la transazione. In questi casi si indica il codice “I”, ossia esigibilità immediata.

Volendo è invece possibile effettuare il pagamento dell’IVA solo nel momento in cui si riceve il pagamento per la fattura che si sta emettendo. In questi casi si utilizza il codice “D”, ossia IVA Differita. Esiste una terza opzione, da indicare con il codice IVA in fattura elettronica “S”, che indica la scissione dei pagamenti (meglio nota come split payment).

Codici IVA Fattura Elettronica: Tabella

I Codici IVA fattura elettronica sono necessari nel momento in cui si deve indicare che l’Imposta sul Valore Aggiunto non è dovuta. Per quanto riguarda l’intero ammontare della fattura, o anche solo per alcune delle operazioni in essa presenti. Tali codici consentono di riconoscere rapidamente le motivazioni per cui colui che ha compilato la fattura non ha contestualmente indicato l’esigibilità dell’IVA. In particolare tali codici sono riassunti nella seguente tabella:

OperazioneCodiceDescrizione
IVA Esclusa, solo se fatturataN1- Per interessi di mora.
- Nel caso in cui la fattura sia emessa per pagare penalità dovute a ritardi o altre irregolarità correlate all’adempimento non corretto degli obblighi di legge.
- Quando i beni sono ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono, ove tale indicazione sia presente nelle specifiche condizioni contrattuali.
- Per tutti i rimborsi di eventuali anticipi fatti dalla controparte.
Non soggetta, solo se fatturataN2- Fatture di contribuenti forfettari o minimi.
- Servizi e acquisti o cessioni di beni non soggetti per carenza del requisito di territorialità; appartengono a questa categoria, per fare un esempio, i servizi relativi a beni immobili non situati in Italia.
- Cessione o acquisto di denaro, di terreni non edificabili o di crediti in denaro.
- Acquisto o vendita di beni in regime cosiddetto monofasico, secondo l’articolo 74 del decreto 633/1972. Fanno parte di questo regime, ad esempio, i generi di monopolio come i tabacchi.
Non imponibileN3- Esportazioni dirette e indirette o improprie, con trasporto o spedizione a cura del cessionario non residente in Italia.
- Cessioni o acquisti da parte di esportatori abituali, conseguenti a ricevimento di lettera di intento.
- Servizi internazionali o ad essi connessi.
- Cessioni o acquisti di beni intracomunitari, anche nel caso in cui si tratti di cessioni o acquisti triangolari.
EsenteN4- Operazioni esenti dal pagamento dell’IVA, come ad esempio le prestazioni sanitarie.
- Acquisti di beni intracomunitari se esenti dal pagamento dell’imposta.
In regime del margine o con IVA non esposta in fatturaN5- Cessioni o acquisti di beni usati, oggetti d’arte, antiquariato o da collezione, se effettuate all’interno dello specifico regime speciale, come da art. 36 del DL 41/95.
- Cessioni o acquisti con IVA inclusa ma non esposta in fattura dalle agenzie di viaggi e turismo in regime speciale.
Operazioni in reverse charge o in caso di auto fatturazione per acquisti extra UE o per importazioni di beniN6- Acquisti di beni intracomunitari con fattura integrata con IVA.
- Prestazioni di servizi generiche rese da soggetti intracomunitari con fattura integrata con IVA, o da soggetti extracomunitari con l’emissione dell’autofattura
IVA assolta in altro Stato UEN7- Vendite a distanza a privati UE. Possono avvenire ad esempio attraverso cataloghi o per corrispondenza.
- Prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici o di telecomunicazione se il soggetto IVA ha aderito al MOSS, come da DPR 633/72 agli articoli 74 r vari aggiornamenti.

Codici IVA fattura elettronica: esenzione dell’IVA

Come abbiamo detto, i codici IVA fattura elettronica che cominciano per N si riferiscono a quelle attività per le quali vi è l’esenzione del tributo. In pratica ci sono alcuni scambi commerciali per i quali non è necessario assolvere al pagamento dell’IVA in concomitanza alla compilazione della singola fattura elettronica. Si tratta di attività commerciali particolari, che ad esempio avvengono con soggetti residenti al di fuori della Comunità Europea. Esistono quindi delle attività per le quali l’aliquota IVA è, in sostanza, pari allo 0%.

Codici IVA fattura elettronica: attività non imponibili, esenti o escluse

Per non pagare l’IVA su una specifica entrata è necessario poter indicare la precisa motivazione per cui tale tributo non è dovuto. I codici da inserire all’interno della fattura elettronica sono completamente esplicativi di tale motivazione. Sono escluse dal pagamento dell’IVA tutte le cifre dichiarate come penalità a causa di ritardi o irregolarità e i corrispettivi interessi. Allo stesso modo non sono soggetti al pagamento dell’IVA tutti i beni in sconto o ceduti quali premi o rimborsi.

Sono invece esenti dall’IVA le prestazioni sanitarie e particolari acquisti di beni. Si definiscono non imponibili alcune tipologie di esportazioni e gli acquisti o le cessioni che si verificano con clienti residenti in altri Stati della comunità Europea. Ci sono poi situazioni per le quali l’IVA viene versata in altro Stato europeo, è ciò che avviene nel caso di vendite tramite internet o cataloghi per corrispondenza. Per quanto riguarda le fatture estere potete leggere l’articolo sul Reverse Change o Inversione Contabile dell’ IVA.

Codici IVA fattura elettronica: compilare la fattura elettronica

Per poter utilizzare correttamente i codici IVA Fattura elettronica è necessario sapere dove inserirli in tale documento. Come ormai tutti dovrebbero sapere, le fatture elettroniche devono essere prodotte utilizzando un modello standard, in formato xml. Leggi anche: Guida alla Firma Digitale

I dati riguardanti l’IVA devono essere inseriti nella prima pare del documento, dopo aver indicato i valori che riguardano l’importo totale del bene/servizio al netto dell’eventuale sconto, e la presenza di tale sconto o di una maggiorazione. L’IVA va così indicata:

  • Aliquota IVA specifica riguardante il servizio o il bene di cui si è indicato il prezzo
  • Natura dell’operazione nel caso in cui si tratti di una transazione non imponibile
  • Spese accessorie
  • eventuale arrotondamento, ove presente
  • valore dell’imponibile, sia per le operazioni soggette ad IVA, sia per quelle non imponibili
  • In seguito si deve indicare il valore dell’imposta, calcolato utilizzando l’aliquota poco prima esplicitata, seguito dal codice che esprime l’esigibilità dell’imposta

Nel caso in cui l’operazione non rientri tra quelle imponibili, al termine è necessario citare la normativa specifica su cui ci si basa per tale esenzione o altro evento che rende l’operazione non assoggettata al tributo.

Aliquota IVA

Molti tendono a pensare che nel nostro Paese l’IVA sia, per sua natura, unica e sola, ferma nel 2019 al 22%. In realtà tale aliquota è quella ordinaria. Mentre esistono aliquote inferiori, il cui utilizzo è effettuabile considerando apposite tabelle che si aggiornano periodicamente. Detto questo, l’IVA in Italia ad oggi sono applicate 4 diverse aliquote:

  • 22%: aliquota ordinaria
  • 10%: aliquota agevolata
  • 5%: nuova aliquota agevolata
  • 4%: aliquota super agevolata

Per capire quale aliquota utilizzare caso per caso è necessario andare a visionare il decreto IVA, datato 1972. Qui è presente un’apposita tabella che specifica la tipologia dei servizi e dei prodotti con la rispettiva aliquota IVA da utilizzare. Sono disponibili poi direttive successive, tra cui quelle che riguardano l’aumento dell’IVA.

  • L’articolo 5 del decreto legge 148/2017 ha infatti evidenziato la necessità di aumentare l’IVA progressivamente nel corso del tempo, a partire dal 2018. Il Governo ha poi sterilizzato tali aumenti, che quindi sono stati posti in stand by completo per gli anni 2018 e 2019.
  • Con il prossimo anno però gli aumenti dell’IVA potrebbero ricominciare per l’aliquota ordinaria, che da 22% dovrebbe passare al 25,2%. E per l’aliquota ridotta, che dovrebbe passare dal 10% al 13%.

Esiste la possibilità di scongiurare tali aumenti, inserendo all’interno del prossimo bilancio dello stato specifiche coperture evidenziate dal Governo. L’aumento dell’IVA è infatti una misura che si attiva solo nel caso in cui uno Stato membro dell’Unione Europea non sia riuscito a raggiungere specifici obiettivi che riguardano la riduzione della spesa pubblica e il livello di deficit nazionale.

Stiamo parlando, solo per il 2020, di una manovra che deve comprendere una copertura di almeno 23 miliardi di euro per “sterilizzare” l’aumento dell’IVA. Ovviamente poi la clausola di salvaguardia rimane nel tempo, quindi anche risolvendo la questione per il prossimo anno, senza un aumento del PIL e una diminuzione della spesa pubblica il problema si ripresenterà per il 2021.

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