sospensione rate mutuo
Isabella Capretti
Isabella Capretti

Coronavirus, Sospensione Rate Mutuo: Chi può chiederla e Come funziona

Indice

Sospensione rate mutuo per Coronavirus: questa una delle misure contenute nel nuovo decreto del Governo, chiamato “cura Italia“. Si tratta di uno stanziamento iniziale di 25 miliardi di euro, cui seguiranno altri stanziamenti importanti, così afferma il capo del Governo Conte e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Patuanelli. La misura non è pero, come molti credono, automaticamente applicata a chiunque si trovi a dover pagare le rate del mutuo.

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Coronavirus e sospensione rate mutuo: il decreto

Il decreto Cura Italia prevede una sospensione del pagamento rate mutuo per tutte le famiglie che versano in situazione critica, dal punto di vista finanziario. Tale misura è stata considerata necessaria a causa dell’emergenza Coronavirus. L’agevolazione è prevista secondo una formula già utilizzata in passato. Nel nostro Paese esiste infatti un Fondo di solidarietà, istituito nel 2007 proprio per aiutare tutti coloro che si trovassero, per cause di forza maggiore, nell’impossibilità di saldare le rate del mutuo per la prima casa.

Il regolamento di utilizzo del Fondo di Solidarietà prevede la possibilità di rimandare il pagamento delle rate del mutuo per un massimo di 18 rate, per non più di due volte nel corso del periodo di ammortamento. Questa stessa agevolazione è oggi allargata ad una specifica platea. (Vedi anche: Pensioni INPS e Coronavirus)

Coronavirus e sospensione rate mutuo: chi può chiederla

I regolamenti che riguardano la possibilità di sospensione pagamento rate mutuo sono due, il primo consentiva di richiedere l’agevolazione solo a quei lavoratori con una riduzione effettiva dell’orario lavorativo di almeno 30 giorni. Con il secondo decreto, di sabato 28 marzo, anche tutti i lavoratori autonomi che hanno subito una diminuzione delle entrate a causa dell’emergenza Coronavirus. Rimangono ovviamente valide anche tutte le motivazioni precedenti che consentivano di richiedere il congelamento delle rate del mutuo. Era infatti possibile richiedere tale agevolazione in caso di:

  • Licenziamento per motivi che non dipendono dal lavoratore.
  • Riconoscimento di un handicap grave
  • Morte

A queste si aggiungono:

  • Sospensione dell’orario di lavoro per 30 giorni consecutivi, o riduzione dello stesso per almeno 30 giorni.
  • Diminuzione del fatturato di almeno il 33% rispetto a quello dell’anno precedente. Tale requisito riguarda i lavoratori autonomi e si riferisce al trimestre che successivo al 21 febbraio 2020, o al periodo compreso tra il 21 febbraio e la data della richiesta di congelamento del mutuo.

Coronavirus e sospensione rate mutuo: come funziona

In pratica un lavoratore dipendente o autonomo che si trovino nell’impossibilità di pagare le rate del mutuo possono richiedere l’accesso al Fondo di Solidarietà. Per farlo è necessario inviare appositi moduli alla banca presso cui si è acceso il mutuo stesso. Il congelamento può durare fino a un massimo di 18 mesi e può essere richiesto solo da chi ha stipulato il finanziamento per l’acquisto della prima casa, che non sia di lusso; tale mutuo deve essere stato acceso da almeno 12 mesi e il debito residuo non deve essere superiore ai 250.000 euro.

I moduli sono disponibili sul sito della Consap ma anche alcuni istituti di credito si stanno organizzando per fornirli ai propri clienti. Oltre alla modulistica apposita è necessario consegnare alla banca tutta la documentazione che attesta l’effettiva appartenenza ad una delle categorie aventi diritto alle agevolazioni. Per chi ha avuto una riduzione dell’orario di lavoro può chiedere un’attestazione di tale riduzione redatta dal datore di lavoro. I lavoratori autonomi dovranno produrre un’autocertificazione, indicante la diminuzione del fatturato, la sua entità e la durata nel tempo, rispetto all’anno precedente. Mentre secondo il normale regolamento del Fondo di Solidarietà sarebbe obbligatorio consegnare anche l’ISEE del richiedente, l’emergenza coronavirus ha eliminato questa richiesta, almeno per il periodo corrente. Normalmente infatti la misura sarebbe rivolta solo ai contribuenti che presentano un ISEE inferiore ai 30.000 euro.

La misura effettiva: come pesa sulla rata

In questi giorni si parla molto della possibilità di sospendere le rate del mutuo; in effetti però la misura effettiva non permette di dimenticare completamente il pagamento delle rate. Il mutuatario che richiede tale misura è comunque tenuto a saldare metà della quota interessi, l’altra metà sarà saldata dal Fondo di Solidarietà. Il congelamento delle rate riguarda infatti esclusivamente la quota capitale.

Oltre a questo il massimale di 18 mesi di sospensione si può raggiungere solo in alcuni casi specifici. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi possono richiedere la sospensione per un massimo di 9 mesi. I lavoratori dipendenti invece possono richiedere tale agevolazione per un periodo massimo che dipende direttamente dalla diminuzione dell’orario di lavoro subita, secondo questo schema:

  • Per un massimo di 6 mesi nel caso in cui la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro si sia protratta per un periodo compreso tra 30 e 150 giorni consecutivi;
  • Per un massimo di  12 mesi nel caso in cui la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro si sia protratta per un periodo compreso tra 151 e 302 giorni consecutivi;
  • Fino al massimo di 18 mesi per nel caso in cui la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro si sia protratta un periodo superiore a 302 giorni consecutivi.

Chi si trova nella situazione di non riuscire a saldare le rate del mutuo deve comunque fare i conti in modo adeguato. Considerando che la sospensione delle rate allungherà il periodo di ammortamento, costringendo a saldare una maggiore quantità di interessi.

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