Fattura Elettronica a privati senza partita IVA: Codice Destinatario e Guida

Ormai da alcuni mesi l’obbligo per le aziende di utilizzare la fatturazione elettronica vige anche nel caso in cui il cliente sia un privato cittadino. Ma come si compila una fattura elettronica quando il cliente a cui sarà inviata non possiede la partita IVA?

Fatturare a un cliente privo di partita IVA

L’Agenzia delle Entrate ha previsto ovviamente anche questo tipo di eventualità, indicando al contribuente come compilare la fattura elettronica verso privati cittadini e come inviare copia agli stessi.

Per quanto riguarda la compilazione di una fattura elettronica verso un privato alla voce “codice destinatario” è necessario inserire il codice univoco 0000000 (ossia sette volte zero), mentre sarà obbligatorio inserire, nell’apposito campo, il codice fiscale del cliente, visto che è sprovvisto di partita IVA.
Questo permette di identificare in modo preciso il cliente, proprio come avviene tra aziende utilizzando la partita IVA.

Ovviamente rimangono del tutto validi tutti gli altri regolamenti per quanto riguarda la compilazione di documenti di questo genere, quindi i codici IVA e la trasmissione al Sistema di Interscambio avverranno proprio come accade per una fattura verso un’altra azienda o verso la Pubblica Amministrazione.

Fatture ai privati e Mancata Consegna

Ogni volta che il Sistema di Interscambio riceve una fattura elettronica da una qualsiasi azienda effettua almeno un tentativo per recapitare il documento al cliente cui si riferisce.
Nel caso in cui il cliente sia un privato però tale operazione risulterà con un nulla di fatto; chi ha prodotto fatture elettroniche verso privati otterrà dal Sistema di Interscambio un messaggio di Mancata Consegna, ma non ci si deve preoccupare in alcun modo.

Non si tratta infatti di un messaggio di errore, che può portare alla non validità della fattura, semplicemente il SI ci informa del fatto che è stato impossibile recapitare il documento al cliente.

In questi casi l’azienda che ha emesso la fattura elettronica è comunque tenuta a inviare una copia del documento al cliente, utilizzando metodi che ne rendano possibile la lettura da parte di un privato cittadino. Il metodo più rapido e sicuro consiste nell’utilizzare una copia in formato .pdf, da spedire tramite posta elettronica. Sotto questo punto di vista non esistono delle direttive precise, quindi l’azienda può decidere anche di spedire al cliente una copia cartacea della fattura. Chi la riceve dovrà poi preoccuparsi di utilizzare il metodo che preferisce per conservarla entro i termini di legge, quindi per 10 anni.

Inviare una copia “di cortesia”

Per il cliente finale privo di Partita IVA lo Stato mette a disposizione degli strumenti sufficienti a consentirgli di visualizzare tutte le fatture emesse a suo nome. Per approfittare di tale servizio il privato cittadino deve però registrarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate. Non sempre tale attività viene svolta, quindi sono molti coloro che non hanno alcun accesso alla documentazione che li riguarda.

Per evitare disguidi e problemi di vario genere molti professionisti hanno adottato l’abitudine di inviare una copia digitale della fattura emessa ai propri clienti finali. Solitamente per tale tipologia di comunicazione si utilizza il formato .pdf, facilmente leggibile su qualsiasi sistema informatico, spesso anche tramite smartphone. Su tale documento si può inserire la dicitura “copia analogica della fattura elettronica inviata al SdI”.

Si tratta quindi di un duplicato, che non ha un suo valore legale per quanto riguarda l’azienda. Non è quindi necessario archiviare il documento in formato .pdf, che è considerato una mera “copia di cortesia”. In particolare è bene ricordare che esistono software per la compilazione di fatture elettroniche che permettono, in concomitanza all’invio del documento al Servizio di Interscambio, di scaricarne anche una copia in formato .pdf, per il cliente finale.

Per i commercialisti

La fatturazione elettronica ovviamente modifica in maniera importante il ruolo del commercialista, che da importante organizzatore dell’intera contabilità di un’azienda, diviene colui che consulta digitalmente le attività contabili svolte dall’azienda stessa.

In questa fase è però possibile proporre ai propri clienti un ruolo più incisivo, facendosi delegare per l’emissione e la gestione delle fatture elettroniche. In questo modo il servizio fornito dal commercialista sarà decisamente più completo, di particolare interesse soprattutto per le imprese piccole o micro, che non sempre hanno la disponibilità di personale da formare per la compilazione delle fatture elettroniche. In questi casi si cede volentieri tale compito a un consulente esterno e il commercialista è la figura più adatta.
In questo modo l’azienda non si dovrà preoccupare delle caratteristiche del cliente a cui invia la fattura, delle leggi e dei regolamenti in merito, perché tale compito lo svolgerà completamente il commercialista.

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