Guida completa a prestiti e mutui: tutto quello che c’è da sapere per evitare fregature

In un momento di crisi come quello odierno, in cui è sempre più difficile risparmiare abbastanza per i propri progetti di vita, sempre più italiani si rivolgono a banche e finanziarie per ottenere prestiti. A differenza di altre realtà come ad esempio gli Stati Uniti, nel nostro paese non c’è mai stato un largo uso del prestito come strumento finanziario: fino a qualche anno fa, infatti, la maggior parte delle persone nella vita chiedevano pochi prestiti e legati a delle specifiche necessità, come ad esempio il mutuo per la casa oppure la rateizzazione per il pagamento dell’automobile.

Negli ultimi tempi, invece, si sono moltiplicate le offerte di prestiti personali proposte da banche e finanziarie; si tratta di prestiti di entità medio-piccola che vengono richiesti per far fronte a esigenze di vario genere, sia lavorative che personali. Ma come si fa a scegliere il prestito giusto per le proprie esigenze? La maggior parte delle persone che richiede un prestito lo fa poche volte nel corso della propria vita, e spesso non ha familiarità con tutti gli strumenti e i trucchi del mestiere che potrebbero aiutare a trovare le soluzioni migliori per le proprie esigenze.

Anatomia di un prestito – TAN e TAEG

Innanzitutto è importante conoscere quali sono gli elementi costitutivi di un prestito: oltre alla somma finanziata e alla durata, che sono le componenti più ovvie, ciò che maggiormente caratterizza il prestito sono i tassi d’interesse, il TAN e il TAEG. Il TAN è il Tasso Annuo Nominale, ovvero l’interesse calcolato su base annua: in parole povere, si tratta della somma in eccedenza al prestito che l’ente finanziaria chiede alla fine dell’anno. Sebbene il TAN sia calcolato su base annua, generalmente viene pagato mensilmente, su ogni rata del prestito. Dal momento che gli interessi vengono calcolati sul capitale residuo, e cioè su quello ancora da restituire, maggiore è la frequenza delle rate maggiore sarà la differenza tra il TAN e l’interesse effettivo, che risulterà più alto anche del 2% su base annua. Qualora sia possibile, dunque, è sempre più favorevole scegliere un prestito con rata meno frequente, ad esempio trimestrale o semestrale, che a parità di TAN consente di pagare un importo minore di interessi.

Il TAEG invece è il Tasso Annuo Effettivo Globale, e rappresenta il costo totale del prestito, includendo così il TAN, l’eventuale assicurazione obbligatoria, i costi di apertura e gestione del prestito e così via. Calcolare il TAEG non è semplice, perché sono richiesti complicati calcoli matematici, ma esistono molti strumenti sul web che consentono di calcolare il TAEG a partire dagli altri dati del prestito, come la durata, l’importo, il numero delle rate, il TAN e così via. Il TAEG è l’indicatore più preciso dei costi che si dovranno affrontare se si richiede un prestito, e dunque è l’elemento da considerare quando si mettono a confronto due o più prestiti.

Come richiedere un prestito

Uno degli errori che si possono commettere più frequentemente quando si richiede un prestito consiste nel non valutare attentamente tutte le possibilità, e rivolgersi esclusivamente alla banca nella quale si ha già un conto corrente. Questa strategia di per sé non è sbagliata, specialmente se si tratta di prestiti legati alla propria attività lavorativa e si conosce bene il direttore della propria filiale, dal momento che le banche hanno comunque un margine di elasticità e possono offrire condizioni vantaggiose ai propri clienti; tuttavia, specialmente se si è giovani o non si è mai richiesto un prestito prima, vale la pena di valutare bene tutte le proprie opzioni.

Ci sono molti strumenti online che possono aiutarci a trovare il prestito migliore per le nostre esigenze: PrestitiOnline, per esempio, consente di fare una ricerca in base ai nostri dati (somma da finanziare, durata etc) e ci restituisce una lista aggiornata in tempo reale di tutti i prestiti offerti da banche e finanziarie che corrispondono alle nostre esigenze. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, spesso con questi strumenti è possibile ottenere un TAEG più basso di quello che si otterrebbe recandosi direttamente in banca. Qualsiasi sia lo strumento con il quale si trova il prestito, comunque, nella stragrande maggioranza dei casi è necessario recarsi in filiale e concludere il prestito di persona. Sebbene le banche non lo richiedano esplicitamente, aprire un conto corrente nella stessa banca in cui si richiede il prestito può essere d’aiuto.

A questo punto inizia il processo di valutazione: ogni banca e ogni finanziaria hanno dei determinati parametri in base ai quali decidono se accettare o rifiutare il prestito; alcuni di questi parametri sono resi pubblici, come ad esempio l’età o la condizione lavorativa, mentre altri possono non essere rivelati al cliente finale. Per evitare perdite di tempo, conviene comunque leggere in anticipo le condizioni dei prestiti, e scartare a priori quelli per i quali non si hanno i requisiti necessari. Evitare di mandare richieste se si sa già che verranno respinte è utile anche perché le richieste di prestito rifiutate vengono registrate dalla CRIF (una società indipendente che si occupa di sistemi di informazioni creditizie) e rimangono visibili per un certo periodo di tempo; una richiesta negata potrebbe dunque pregiudicare l’esito di una successiva richiesta per la quale si avrebbero invece tutti i requisiti.

E’ possibile consultare i dati di cui il CRIF è in possesso sia direttamente che tramite intermediari, che per una trentina di euro offrono un prospetto piuttosto completo.

Banca o finanziaria?

Uno dei preconcetti che molti hanno ancora sui prestiti è l’idea che una banca sia sempre e in ogni caso migliore di una finanziaria. Sebbene ci siano dei casi in cui ciò certamente è vero, non si tratta di una regola generale, anche perché, molte finanziarie si appoggiano comunque alle banche, il che dovrebbe dare una garanzia di stabilità. Dal momento che il prestito è l’attività principale delle finanziarie, però, esse sono generalmente più rigide nello stabilire i parametri per la concessione di un prestito, e spesso richiedono al contraente di stipulare un’assicurazione che le tuteli in caso di insolvenza del debitore.

Le banche invece sono più elastiche nel concedere prestiti, ma lo fanno a TAEG spesso molto alti. Chiaramente non è possibile generalizzare e vi consigliamo di verificare di persona con più istituti possibile. I tassi di interesse dipendono inoltre dalla finalità per la quale si richiede il prestito: un prestito richiesto per l’estinzione di altri prestiti, ad esempio, ha spesso un TAEG più alto di quello richiesto per la ristrutturazione di una casa (per la quale in alcuni casi potrebbe essere più appropriato un mutuo). I mutui hanno infatti tassi di interessi decisamente minori, ma richiedono una serie di spese iniziali aggiuntive che li rendono indicati solo per grosse cifre.

Garanzie per la richiesta dei prestiti

Tutte le banche e le finanziarie richiedono una garanzia della vostra capacità di restituire il capitale prestato: si tratta innanzitutto del contratto di lavoro, che deve essere preferibilmente a tempo indeterminato. Alcune banche hanno iniziato a offrire prestiti per giovani con contratti a progetto o a tempo determinato, ma si tratta in genere di prestiti la cui durata non deve superare quella del contratto di lavoro. Senza ulteriori garanzie si parla di prestito chirografario.

Ulteriori garanzie

Per alcuni istituti avere un lavoro non basta; se non si hanno ulteriori beni a garanzia del prestito può essere necessaria la presenza di un garante, soprattutto se si è giovani. Vi è poi un limite sull’età, sia del contraente del prestito sia del garante: alcune banche e finanziarie richiedono infatti che l’età alla scadenza del prestito non sia superiore a una certa cifra, che va in genere da circa 70 anni nel caso dei mutui, fino anche a 95 anni nel caso delle cessioni del quinto. In questi casi viene comunque prevista la stipula di un’assicurazione sulla vita: in caso di decesso del contraente, sarà l’assicurazione a estinguere il debito senza rifarsi sugli eredi. Bisogna infine tenere presente il fatto che non tutte le banche e finanziarie accettano tutti i tipi di garanzie e\o redditi: ad esempio, alcuni enti finanziari non contano i redditi prodotti all’estero (incluse le pensioni) nella valutazione del contraente.

Nel caso in cui non si stia richiedendo un prestito tradizionale, ma un fido oppure una carta di credito, generalmente le garanzie richieste sono minori; ad esempio, alcune banche richiedono di avere una certa cifra depositata sul conto, oppure di aver attivato l’accredito dello stipendio. Tuttavia in questi casi i tassi di interesse sono piuttosto alti, e per le carte di credito possono arrivare fino al 14-16%.

In generale, bisogna tenere presente che minori sono le garanzie richieste, maggiore è il rischio che l’ente finanziario corre e dunque maggiore sarà il TAEG applicato: diffidate dunque dalle finanziarie che propongono prestiti a chiunque, a cattivi pagatori, protestati, senza busta paga e senza garanzia. Ammesso che quanto pubblicizzato sia vero (spesso in realtà si tratta di specchietti per le allodole, e i veri criteri sono ben più stringenti), il TAEG di un tale prestito sarebbe altissimo.

Il web è pieno di siti internet che riportano casi di truffe perpetrati da compagnie disposte a concedere prestiti a cattivi pagatori. Il nostro consiglio è quello di fare ricerche approfondite in rete. Spesso il meccanismo adottato è dire di aver accettato la richiesta di finanziamento, e chiedere al malcapitato di turno di versare un anticipo per i costi di lavorazione della pratica. Il prestito, ovviamente, non verrà mai versato.

Scegliere il prestito giusto

Una volta individuato il prodotto finanziario che desideriamo, dobbiamo iniziare a fare delle considerazioni sulla somma che vogliamo richiedere e sul numero e l’entità delle rate mensili. Dal momento che ogni prestito ha delle spese di apertura e di gestione, è importante valutare bene la propria situazione economica e non richiedere una cifra inferiore a quella di cui si ha bisogno; nel caso in cui ci si trovasse a dovere chiedere un secondo prestito, infatti, le spese raddoppierebbero.

Le banche italiane generalmente attuano il piano di ammortamento “alla francese”: ciò significa che:

  • l’importo delle rate rimane costante nel tempo,
  • gli interessi vengono calcolati sul capitale residuo.

Ciò ha una conseguenza molto importante: la quota di interessi che si paga in ogni rata è decrescente, ovvero la percentuale di interessi sulle prime rate, quando il capitale residuo è maggiore, è superiore a quella sulle ultime rate quando il capitale residuo è minore. Da ciò consegue che non sempre è conveniente estinguere un prestito in anticipo, specialmente se manca poco tempo alla sua fine o se vi è una penale per l’estinzione anticipata. Sulle ultime rate, infatti, gli interessi rappresentano una percentuale irrisoria dell’importo di interessi totali pagati, e dunque il vantaggio nell’estinguere anticipatamente il prestito sarebbe piccolo o quasi nullo. Bisogna inoltre ricordare che la legge Bersani, che elimina la possibilità da parte della banca di imporre penali per l’estinzione anticipata, vale soltanto per i mutui contratti dopo il 2007, e in nessun caso per i prestiti personali.

Per lo stesso motivo il numero totale delle rate influenza la somma totale che si pagherà in interessi; maggiore è la durata del prestito, maggiori saranno gli interessi. È dunque opportuno scegliere un prestito dalla durata più breve possibile, tenendo però presente l’ammontare della rata mensile, che deve comunque essere sostenibile per il contraente.

Una possibilità per i dipendenti, principalmente nel settore pubblico ma anche nel settore privato, è la cessione del quinto dello stipendio: si tratta di una tipologia di prestito nella quale la rata mensile viene trattenuta direttamente in busta paga, e che dunque richiede la collaborazione del datore di lavoro. Normalmente questi tipi di prestiti vengono concessi ai dipendenti pubblici, ma le banche possono considerare anche i dipendenti privati in base alla solidità dell’azienda, della quale vengono valutati parametri come il capitale sociale e il numero di dipendenti. Anche in questo caso al contraente viene richiesto di stipulare un’assicurazione sulla vita e sulla perdita del lavoro; bisogna inoltre tenere presente il fatto che il TFR del dipendente viene bloccato per tutta la durata del prestito, rimanendo a garanzia dello stesso, e che dunque non sarà possibile ritirarlo nemmeno parzialmente fino all’estinzione del debito. La cessione del quinto può essere effettuata anche dai pensionati INPS: in questo caso, sarà l’istituto di previdenza a versare all’istituto di credito la rata del prestito, che verrà trattenuta direttamente sulla pensione. In questo caso, naturalmente, sarà richiesta soltanto l’assicurazione sulla vita; il prestito non potrà inoltre avere una durata superiore a 10 anni.

Sono invece ancora poco diffusi in Italia i prestiti per studenti, volti a finanziare gli studi lontano da casa, oppure i master; sebbene quasi tutte le banche propongano prodotti finanziari volti, ad esempio, all’acquisto di computer per lo studio o all’iscrizione all’università, si tratta in genere di prestiti rivolti ai genitori e non ai figli, che funzionano come i normali prestiti personali. Alcune banche, in collaborazione con diversi atenei pubblici e privati, stanno invece iniziando a proporre prestiti pensati per gli studi universitari, che consentono agli studenti l’apertura di una linea di credito oppure l’accredito sul proprio conto di una certa cifra con cadenza regolare; la differenza rispetto ai normali prestiti sta nel fatto che la somma richiesta non viene resa disponibile tutta in una volta, ma in diverse tranches, e nel fatto che l‘estinzione del debito inizia soltanto diversi anni dopo la richiesta del prestito, dopo il conseguimento del titolo per il quale si è richiesto il prestito. È inoltre possibile richiedere un periodo di grazia, dalla durata che può variare dai sei mesi a un anno, nel quale pur essendosi laureati non si pagano ancora le rate; questo periodo dovrebbe servire per trovare un lavoro. In questo caso le garanzie dipendono dall’accordo con l’ateneo scelto, ma in genere si tratta di condizioni sulla media mantenuta dallo studente e sulla durata del corso di studi; in alcuni casi, risultati particolarmente brillanti possono portare a un abbassamento del tasso di interesse del prestito.

Ma quanto costa un prestito?

Esempio di prestito reale erogato da una nota società creditizia italiana
Esempio di prestito reale erogato da una nota società creditizia italiana

Passiamo ora agli aspetti più tecnici, i parametri da considerare sono diversi:

  • pagare meno interessi totali
  • l’importo della rata mensile
  • la quantità di soldi erogati
  • la durata del finanziamento
  • il tasso fisso o variabile (argomento di cui non parleremo nell’articolo)

Quindi cosa cambia se si allunga la durata del prestito?

Se si aumenta la durata diminuisce la rata ma salgono gli interessi totali pagati. Soprattutto se il TAEG è alto, non conviene diluire tanto ilprestito. Giocando un po’ con un sito che simula il prestito otteniamo i seguenti dati:
10000€, taeg = 16%, 7 anni, 192€ di rata, 16684€ totali da ritornare alla banca, ovvero il costo del prestito è stato di 6684€
10000€, taeg = 16%, 8 anni, 185€ di rata, 17787€ totali da ritornare alla banca, ovvero il costo del prestito è stato di 7787€
Vale la pena di pagare 1100€ in più per risparmiare 13€ al mese? Sicuramente è una scelta che va valutata con attenzione. Se si continua ad abbassare la rata, soprattutto con prestiti a TAEG elevati, si può arrivare a pagare moltissimo di interessi. Una situazione simile si verifica facilmente con le carte di credito.

Cosa cambia se prendo un importo troppo basso?

E’ importante chiarire con un esempio il funzionamento dell’ammortamento alla francese. Un prestito di 10000€ della durata di 4 anni, avente un taeg del 5,9% (quindi molto conveniente), ha una rata mensile fissa di 249€, di questi soldi nella prima rata 47€ sono a titolo di interessi, gli altri quota capitale. In altre parole sulla prima rata il 18,8% di quello che paghiamo viene valutato come interessi.

E se mi servono più soldi?

Immaginiamo uno scenario in cui dopo due anni ci accorgiamo che ci servono più soldi. Molti prestiti non possono essere incrementati (come si fa con un fido o col plafond di una carta di credito), vanno estinti e riaperti da zero. Estinguere il vecchio prestito e farne un altro non ci restituirà gli interessi già pagati.

Se estinguessimo il prestito il giorno dopo aver pagato la prima rata non avremmo comunque diritto ad avere indietro gli interessi già versati e per quel mese avremmo pagato un interesse molto alto.
Il totale da pagare, in 48 mesi, è di 11200€, quindi 1200€ di interessi. Se però estinguo il prestito dopo 24 mesi ne abbiamo già pagati 879€ (ovvero il 73% del totale, e non il 50% come ci si potrebbe aspettare).
Inoltre se chiediamo un prestito per consolidarne uno precedente molti istituti ci offrono condizioni peggiori.
Estinguere il vecchio prestito significa estinguere un prestito di cui abbiamo già pagato buona parte degli interessi (e che quindi è come se avesse un TAEG bassissimo). Ma l’alternativa, quella di prendere un secondo prestito, significa avere una doppia rata mensile..
Simulazione di un prestito reale
L’immagine riporta la simulazione di un prestito reale. Per l’interpretazione della tabella vi rimandiamo al seguente articolo.

Conclusione

Non esiste la sfera di cristallo per prevedere il futuro, ma di ogni scelta vanno soppesati vantaggi e svantaggi. Accorciare troppo il prestito può significare una rata pesante. Prendere un prestito troppo elevato può aumentare gli interessi, e prenderne uno basso ci espone al rischio di doverne prendere un secondo.

Il social lending: una nuova frontiera

Una nuova opzione per coloro che non vogliono o non possono ricorrere alle banche è costituita dal social lending, o prestito tra privati: si tratta di un prestito personale in cui la somma richiesta dal contraente non viene fornita da una banca, ma da altri privati. Si tratta di uno strumento finanziario utile per chi presta, perché ottiene interessi superiori a quelli offerti da molti altri strumenti finanziari a fronte di un investimento che può anche essere modesto, e utile anche per chi richiede un prestito perché può ottenere condizioni più favorevoli rispetto a quelle offerte da una banca o da una finanziaria.

Le piattaforme di social lending sono enti for profit, ovvero, ricevono una commissione sulle operazioni che effettuano; il loro vantaggio sta nel fatto che hanno una presenza quasi esclusivamente virtuale, sono quasi del tutto automatizzate e hanno dunque bassi costi di gestione; ciò, unito al taglio degli intermediari tra prestatore e richiedente, permette loro di mantenere tassi di interesse minori rispetto a quelli di banche e finanziarie, ma ugualmente interessanti per i prestatori che si trovano a investire lì il proprio denaro.

Anche nel social lending vi sono delle garanzie: alle persone che richiedono un prestito viene infatti assegnata una classe di rischio in base ai dati ricavati dalle banche dati pubbliche e private riguardo alla loro situazione finanziaria e debitoria; in base a ciò l’accesso al prestito potrà essere completamente rifiutato, oppure potrà essere concesso con la propria classe di rischio. Saranno poi i prestatori a scegliere come prestare il proprio denaro, accettando un rischio maggiore a fronte di un interesse maggiore oppure rimanendo su investimenti più sicuri. Per garantire ulteriormente i prestatori, inoltre, il denaro prestato da ognuno viene diviso tra vari debitori, diminuendo così il rischio globale.

smartikaUna delle piattaforme di social lending più note ed affidabili in Italia è Smartika; su tratta di un Istituto di Pagamento regolamentato e vigilato dalla Banca d’Italia, ed ha dunque tutte le autorizzazioni necessarie smartika-2per erogare i servizi alla base del social lending. Se decidete di affidarvi a una piattaforma di social lending, assicuratevi che abbia tutte le autorizzazioni necessarie per operare in Italia; questo è un consiglio valido sia nel caso in cui vogliate richiedere un prestito, sia nel caso in cui vogliate investire parte del vostro denaro.

I servizi di social lending possono essere un profittevole sistema per investire i propri soldi (nell’immagine a fianco il tasso di interesso medio annuo che guadagna chi presta i soldi ad altre persone tramite Smartika). Inoltre, abbattere le barriere all’entrata nel settore del credito è una forte liberalizzazione.
Uno dei mercati più redditizi, che fino a pochi anni fa era stato appannaggio di pochi istituti di credito diviene adesso una fonte di investimento accessibile a qualunque privato.

Infine vogliamo riportare la classifica dei migliori social lending europeri secondo Forbes: