Manipolazione scientifica dell’opinione pubblica: ingegneria del consenso e propaganda

Il concetto di propaganda getta le sue basi sul meccanismo della persuasione che, da sempre, è considerata come l’arma più utile con cui eliminare idee ed opinioni e manipolare le menti.
Anche la pubblicità è, di per sé, una forma di persuasione che, coadiuvata dalle tecniche della comunicazione, consente alle aziende di indurre i consumatori ad acquistare determinati prodotti e/o fruire di specifici servizi.

Ingegneria del consenso: è questo il nome della disciplina che sta alla base dei meccanismi di persuasione dei quali, in maniera del tutto involontaria, siamo oggetto costantemente.

Già all’inizio del ‘900 Freud iniziò a fare ipotesi in merito al fatto che la mete umana è influenzata in maniera preponderante dall’inconscio che, dunque, collabora nella creazione del pensiero.
L’ingegneria del consenso, pertanto, partendo dalle asserzioni di Freud, getta le sue fondamenta sulle teorie legate al subconscio a cui egli stesso aveva lavorato nel corso della sua attività.

Passando, però, da una dinamica del tutto individuale ad una analisi sociale, è implicito che la propaganda appare come l’unico strumento in grado di far funzionare la democrazia o, per lo meno, così ritiene Bernays. Proprio Bernays, infatti, sostiene con fermezza che il popolo sente la necessità di essere guidato al fine di evitare l’auto – distruzione e che la manipolazione delle menti è un meccanismo al quale non si può rinunciare se si intende superare il caos che sta alla base del potere democratico.

Ma quale è il ruolo della comunicazione nell’ingegneria del consenso? Bernays ha tentato di creare una tecnica di comunicazione capace di essere utilizzata per manipolare i popoli. Per riuscire nel suo scopo, lo studioso ha tenuto conto delle ipotesi di Freud talvolta tentando addirittura di metterle in pratica. In molti casi, ad esempio, sono stati effettuati test per conoscere le reazioni dell’uomo a seguito di vari input.

I risvolti pratici degli studi di Bernays sono da ritrovare, principalmente, nelle pubblicità e nelle campagne promozionali che, per antonomasia, hanno necessità di manipolare le menti dei loro diretti interlocutori.

A questo punto, quindi, una riflessione è d’obbligo: come riuscire a distinguere il vero dal non vero? Il senso critico, infatti, pare essersi ormai arreso di fronte ad una informazione manipolata e manipolante che, pur sembrando oggettiva, rischia di trasformarsi in quanto di più pericoloso possa esistere per menti plasmabili e prive di un’autonoma capacità di ragionamento.

Sono decisamente molto rari, infatti, coloro i quali, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, decidono di criticare l’attuale sistema che, più che informare, sembra voler convincere. Purtroppo, però, anche tali critiche sembrano essere anch’esse controllate ed appositamente create per infondere fiducia dello spettatore. A chi credere, dunque? A chi sostiene che le nostre opinioni non siano effettivamente tali o a coloro i quali, invece, pensano che, nonostante l’ingegneria del consenso, l’individuo abbia saputo mantenere la sua capacità critica?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.