Naspi Dicembre 2019: Pagamenti, Calendario e Soldi dell’ Importo

La NASpI è in genere chiamata indennità di disoccupazione, o meglio disoccupazione in senso lato. Il nome è un acronimo, che sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti che sono stati licenziati senza giusta causa o che comunque sono disoccupati non per loro volontà; possono ottenere la NASpI anche coloro che si sono dimessi per giusta causa o in seguito a conciliazione con il datore di lavoro.
Esistono poi vari requisiti che danno diritto all’indennità è necessario aver versato contributi per almeno 13 mesi nei 4 anni precedenti al licenziamento. Inoltre è necessario aver lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti al licenziamento. Chi si trova senza lavoro quindi deve inoltrare domanda per la NASpI, che non necessariamente sarà accolta.

NASpI dicembre 2019

La NASpI viene pagata calcolando i giorni lavorativi del mese precedente. Nel caso di novembre 2019 dal 1° al 30, quindi circa un giorno lavorativo in meno rispetto al solito; questo significa che se si riceve già da qualche mese l’indennità, ci si può aspettare una cifra inferiore rispetto al solito anche solo per questo fatto. Solitamente l’INPS indica come data per il pagamento dell’assegno NASpI un giorno vicino al 10 di ogni mese. Per dicembre 2019 il 10 è martedì, con buona probabilità quindi l’indennità sarà pagata proprio in quel giorno.
Da notare però che sono del tutto normali alcuni giorni di scarto, di solito in ritardo, rispetto alla data indicata dall’INPS. I giorni 9 o 10 del mese sono infatti indicati come primo giorno utile per il pagamento, che potrà però verificarsi anche successivamente.
Per cui se un lavoratore non ha ancora ricevuto il versamento della NASpI entro il 15 del mese di dicembre non si deve in alcun modo preoccupare, si tratta della normale procedura, che porta l’INPS a versare le indennità a scaglioni, spesso del tutto casuali.

Pagamento

Come abbiamo detto, il pagamento della NASpI avviene in giorni diversi per ogni avente diritto.
In linea di massima lo scarto maggiore si ha per il primo assegno, che è per altro calcolato a partire dal nono giorno successivo al licenziamento. Quindi il primo importo è in genere inferiore all’assegno che si percepirà nei mesi successivi.
Si deve inoltre notare che dal secondo mese in poi solitamente ogni singolo avente diritto riceve la NASpI il medesimo giorno del mese, in alcuni casi anche in anticipo rispetto alla data stabilita dall’INPS per i pagamenti.

Verificare l’avvenuto pagamento

Il portale dell’INPS si occupa anche delle domande di coloro che intendono ottenere la NASpI. Tutti i dati che riguardano i pagamenti, eventuali problematiche, l’ammontare dell’assegno, sono disponibili su tale portale.
Per accedere è necessario avere a disposizione apposito PIN, ottenibile facendone richiesta sul sito dell’INPS. Chi è in possesso di SPID o di Carta Nazionale dei Servizi può utilizzare tale credenziali per accedere alla sezione personale del sito dell’INPS.

Soldi e Importo

La NASpI ha un tetto massimo, pari a 1.328,76 euro, e un importo minimo, pari a 1.221,24 euro. Il calcolo dell’assegno che effettivamente si percepirà dipende però dall’effettivo stipendio ottenuto nei 4 anni precedenti all’accesso allo stato di disoccupato.
Il concetto non è così complesso, serve però avere a disposizione le buste paga degli ultimi 4 anni. LA somma totale percepita va suddivisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33. Se la cifra ottenuta è inferiore o uguale al tetto minimo della NASpI, si riceverà un assegno pari al 75% di tale cifra.
Se invece la cifra è superiore al tetto minimo di 1.221,24 euro all’assegno mensile si deve aggiungere il 25% della cifra risultante dalla differenza tra retribuzione mensile e la cifra sopra riportata. Il risultato non potrà però mai superare i 1.328,76 euro.

Oltre a questo calcolo è importante anche sapere che la cifra risultante si percepisce solo per i primi 3 mesi di sussidio; successivamente la cifra sarà diminuita di un 3% per ogni mese trascorso fino al termine della godibilità del sussidio.

NASpI e Reddito di Cittadinanza: sono cumulabili?

Le due misure che sono volte a superare periodi di inattività lavorativa, con conseguente carenza di entrate, possono essere cumulate.
Considerando comunque che la NASpI deve essere dichiarata all’interno dell’ISEE familiare al momento della richiesta del reddito di cittadinanza.
Percepire una indennità di disoccupazione di una certa consistenza può ridurre in modo drastico l’importo percepito con il reddito di cittadinanza, sino anche ad azzerarlo.

NASpI e tredicesima

Chi percepisce la NASpI è un disoccupato, quindi sa bene come funziona lo stipendio di un lavoratore. A dicembre, per quanto riguarda i lavoratori pubblici, e a gennaio per il lavoratori dipendenti da aziende private, arriva la tredicesima. Si tratta praticamente di uno stipendio aggiuntivo, che molti utilizzano per sopperire alle spese che si presentano nel periodo natalizio.
Purtroppo i disoccupati che percepiscono la NASpI non troveranno alcuno stipendio aggiuntivo; non è infatti prevista la tredicesima all’interno di questo tipo di indennità da disoccupazione.

Novità per il 2020

La legge di Bilancio per il prossimo anno ha preannunciato alcune modifiche per quanto riguarda la NASpI e il redditi di cittadinanza. L’importo generale dell’indennità riceverà infatti una rivalutazione dello 0,4% per il prossimo anno.
Sono anche state annunciate modifiche per quanto riguarda coloro che percepiscono sia la NASpI, sia il Reddito di Cittadinanza. Solo nei prossimi mesi potremo sapere quali saranno le effettive modifiche in questo ambito, visto che si tratta ad oggi solo di annunci che riguardano la possibilità che il ministero si occupi di tale problematica.

Quindi in sostanza non sono ancora certe le modifiche che saranno effettuate in futuro; sembra però che si intenda limitare la diminuzione della cifra ricevuta con il reddito di cittadinanza per i cittadini che percepiscono anche la NASpI.

Bonus Renzi e NASpI Dicembre 2019

Il cosiddetto Bonus Renzi è stato istituito come sussidio sui redditi bassi. La NASpI deve essere considerata a tutti gli effetti come un reddito, per questo motivo la percezione di tale sussidio non preclude alla possibilità di ottenere il bonus IRPEF ai sensi dell’articolo 1 del d.l.n. 66/2014.
Come avviene per qualsiasi altro tipo di stipendio, anche per quanto riguarda il Bonus Renzi l’importo viene calcolato considerando le entrate annuali lorde; se sono comprese tra 8.174 e 26.600 euro si ha diritto al bonus, che va poi calcolato considerando la fascia di reddito all’interno dell’intervallo sopra citato.
Chi percepisce la NASpI quindi può ottenere il bonus, in quale misura dipende però dalla singola situazione.
Se non si trova il bonus Renzi all’interno della busta paga non ci si deve preoccupare, in quanto tale cifra è versata entro la fine del mese, tra il 24 e il 31 ottobre 2019.

Questo credito d’imposta è automatico, per ottenerlo non è quindi necessario presentare domanda all’INPS.

Come richiedere la NASpI

La NASpI è una misura volta a salvaguardare le entrate di quei lavoratori che perdono il lavoro involontariamente, o in seguito a dimissioni per giusta causa. Quindi non tutti i disoccupati possono ottenere tale sussidio, che deve essere richiesto direttamente all’INPS.
La richiesta si può effettuare sul portale dell’Istituto, anche se volendo si può chiedere aiuto a un CAAF, presso il quale è possibile anche verificare la propria situazione contributiva o anche la disponibilità di altre misure di sostegno al reddito.
Esistono situazioni in cui un disoccupato può perdere il diritto alla NASpI, conviene quindi informarsi sul sito dell’INPS, per non incorrere in questo tipo di misura, che può ovviamente causare non pochi problemi ad una famiglia.

Come calcolare NASpI

Il calcolo della NASpI è abbastanza semplice da eseguire, in quanto si effettua sugli stipendi medi lordi percepiti dal lavoratore che perde l’impiego per cause non dovute alla sua volontarietà. All’atto pratico è lo Stato che effettua il calcolo per il disoccupato, versandogli quanto dovuto.

È però importante prevedere in anticipo l’importo dell’assegno, per sapere prima quanto si prenderà e anche per controllare che i conteggi siano stati fatti in modo corretto.
Una buona percentuale dei disoccupati che hanno diritto alla NASpI ne fanno richiesta attraverso un intermediario, che effettua in genere tutti i controlli del caso.

Importo massimo, calcolo della retribuzione media

La NASpI è in vigore dal 2015, in effetti però all’inizio di ogni anno l’INPS introduce nuovi limiti e tetti massimi.
Nello specifico per il 2019 la NASpI non può superare i 1328,76 euro.
Il calcolo si basa sulla retribuzione lorda ricevuta dal lavoratore nei 4 anni precedenti al licenziamento, considerando anche eventuali bonus, assegni familiari o elementi simili. Tale contribuzione deve essere divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33.

Se il risultato di tale calcolo è inferiore alla cifra di 1.221,24 euro il disoccupato percepisce il 75% della retribuzione media; se invece l’importo è inferiore alla cifra suddetta la NASpI sarà pari al 75% più il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e la cifra suddetta.

I dati in busta paga

Questa la teoria, ma nella pratica dove possiamo trovare i dati necessari a calcolare la NASpI? È sufficiente avere a disposizione la busta paga dell’ultimo mese utile; per verificare il cosiddetto imponibile previdenziale. Tale cifra è in sostanza lo stipendio medio, ottenibile sommando tutte le voci presenti alla colonna competenze.
Si devono quindi considerare sia l’effettivo stipendio, sia tutte le competenze ottenute per malattia, maternità o eventi similari.

Il risultato di questo conteggio equivale all’assegno NASpI che si otterrà ogni mese dall’INPS, per i primi 3 mesi. A partire dal quarto mese l’assegno è ridotto progressivamente del 3% per ogni mese successivo, fino ad arrivare al termine naturale del sussidio.

Domande frequenti

Cos’è e come funziona la Naspi?

La NASPI, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 – che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a partire dal 1° maggio 2015.

Quanti giorni bisogna lavorare per avere la disoccupazione?

La Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione, può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere nei quattro anni precedenti almeno 13 settimane (ossia 3 mesi) di contributi.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

Le dimissioni per giusta causa avvengono quando il lavoratore si trova in uno stato di disoccupazione involontaria causata dall’inadempimento del datore di lavoro, e per questa ragione ha diritto all’indennità di ASpI e all’esclusione dalla penale per mancato preavviso.

Cos’è la Naspi 2017?

La Naspi 2017 è la nuova indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori subordinati, nel caso in cui perdano involontariamente il lavoro a causa di un licenziamento singolo o collettivo.

Cosa significa percettore di Naspi?

Il percettore di NASPI è anche conosciuto come disoccupato privo di impiego ovvero colui che è idoneo al riscuotere la prestazione di sostegno al reddito mensile erogata da INPS, iniziativa a favore dei lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente l’occupazione.

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