Naspi Dicembre 2020: Pagamenti, Calendario e Soldi dell’Importo

Isabella Capretti
Isabella Capretti
Indice

Naspi Dicembre 2020: la NASpI è il nome tecnico dato all’indennità mensile di disoccupazione, l’acronimo sta per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti che sono stati licenziati con o senza giusta causa o che comunque sono disoccupati non per loro volontà. Possono ottenere la NASpI anche coloro che si sono dimessi per giusta causa o in seguito a conciliazione con il datore di lavoro. Non ne hanno diritto invece tutti i lavoratori dipendenti che si licenziano, senza addurre motivazioni o concordare le dimissioni con il datore di lavoro.

Esistono poi vari requisiti che danno diritto all’indennità è necessario aver versato contributi per almeno 13 mesi nei 4 anni precedenti al licenziamento. Inoltre è necessario aver lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti al licenziamento. Chi si trova senza lavoro quindi deve inoltrare domanda per la NASpI, che non necessariamente sarà accolta.

Si ricorda che, a causa dell’emergenza correlata alla diffusione del Coronavirus il Governo ha stabilito una proroga del pagamento della NASpI, per tutti i disoccupati per i quali la misura era in scadenza durante la pandemia. Sono molti i disoccupati che hanno goduto della proroga e che hanno dichiarato di aver ricevuto il pagamento solo nel corso dell’ultima settimana del mese. Chi si trova in questa situazione può quindi dover attendere i giorni che vanno dal 23 al 27 Dicembre prima di notare l’accredito dell’assegno sul proprio conto corrente.

(Per lavoratori subordinati con rapporto di lavoro cessato involontariamente dal 1° maggio 2015)

NASpI Dicembre 2020

La NASpI viene pagata calcolando i giorni lavorativi del mese precedente. Nel caso di novembre 2020 dal 1° al 30, stiamo parlando quindi di un trattamento nella media, senza grosse differenze rispetto ad altri mesi dell’anno. L’INPS indica come data per il pagamento dell’assegno NASpI un giorno vicino al 10 di ogni mese. Per quanto riguarda Dicembre 2020 la data stabilita per il pagamento è il 9 Dicembre; un ritardo di alcuni giorni è possibile per alcuni tra coloro che beneficiano di questa misura.

Da notare che sono normali alcuni giorni di scarto, di solito in ritardo, rispetto alla data indicata dall’INPS. I giorni 9 o 10 del mese sono infatti indicati come primo giorno utile per il pagamento, il quale potrà però essere effettuato successivamente. Per cui se un lavoratore non ha ancora ricevuto il versamento della NASpI entro il 15 del mese di Dicembre non si deve in alcun modo preoccupare, si tratta della normale procedura, che porta l’INPS a versare le indennità a scaglioni, spesso del tutto casuali. Se invece il ritardo permane, è importante rivolgersi all’INPS, tramite il sito dell’istituto o attraverso un CAAF. L’inps si occupa anche del pagamento delle pensioni.

Vista la particolare situazione di emergenza in cui ci troviamo, a causa del Coronavirus, è possibile che l’INPS ritardi leggermente il giorno del pagamento. Le voci che parlano di possibili diminuzioni dell’assegno sono invece del tutto infondate. Sono invece numerosi i disoccupati che godono della NASpI che hanno ricevuto il pagamento in ritardo nel mese di novembre 2020; tali ritardi potrebbero presentarsi anche a Dicembre.

Curiosità

Il Decreto Rilancio del 17 maggio 2020 ha previsto una proroga di 2 mesi per i percettori della NaSpi in scadenza entro il mese di giugno. Le indennità in scadenza a Settembre saranno prolungate di ulteriori 2 mesi; questo è infatti previsto dal Decreto Legge di agosto 2020. Il medesimo decreto prevede anche la possibilità per chi viene licenziato ed aderisce ad accordi collettivi in caso di licenziamento. In questo modo l’indennità è allargata a un ampio numero di lavoratori. Questa norma transitoria è nata a causa del ritiro del divieto di licenziamento, presente in Italia da marzo 2020 fino ad agosto 2020.

Naspi Dicembre 2020: Pagamenti calendario

Come abbiamo detto, il pagamento della NASpI avviene in giorni diversi per ogni avente diritto. Qualche giorno di ritardo è quindi del tutto normale, anche se solitamente ogni mese si riceve il pagamento dell’indennità di disoccupazione il medesimo giorno; questo a parte il primo versamento. Infatti lo scarto maggiore si ha per il primo assegno, che è per altro calcolato a partire dal nono giorno successivo al licenziamento. Spesso quindi il primo importo è inferiore all’assegno che si percepirà nei mesi successivi. Si deve inoltre notare che dal secondo mese in poi solitamente ogni singolo avente diritto riceve la NASpI il medesimo giorno del mese, in alcuni casi molto rari in anticipo rispetto alla data stabilita dall’INPS per i pagamenti. Vedi anche: Calendario pensioni INPS 2020 e Coronavirus

Verificare l’avvenuto pagamento

Il portale dell’INPS si occupa anche delle domande di coloro che intendono ottenere la NASpI. Tutti i dati che riguardano i pagamenti, eventuali problematiche, l’ammontare dell’assegno, sono disponibili su tale portale.
Per accedere è necessario avere a disposizione apposito PIN, ottenibile facendone richiesta sul sito dell’INPS. Chi è in possesso di SPID o di Carta Nazionale dei Servizi può utilizzare tale credenziali per accedere alla sezione personale del sito dell’INPS.

Negli anni passati alcuni percettori della NASpI non hanno ricevuto il pagamento a partire dal mese di gennaio e per tutti i mesi successivi. Si tratta di una problematica che riguarda tutti coloro che nel corso del 2017 o del 2018 hanno svolto prestazioni occasionali. Indipendentemente dal fatto che tale evento si sia verificato anche nel corso del 2019 è importante comunicare all’INPS, tramite apposita modulistica, una previsione di massima per quanto riguarda eventuali emolumenti (Diversi dalla NASpI) ottenuti nel corso dell’anno.

Nel caso in cui non si sia ottenuto alcun tipo di lavoro occasionale o temporaneo la cifra da indicare sarà pari a zero. In questo modo si evitano eventuali sospensioni del trattamento, che dipendono dalla mancata comunicazione degli emolumenti percepiti da lavoro occasionale. In caso contrario l’INPS potrebbe effettuare una sospensione della NASpI, in attesa di informazioni su eventuali prestazioni lavorative saltuarie svolte dal lavoratore. In caso di blocco della NASpI il disoccupato ha comunque facoltà di ottenere nuovamente il pagamento, con eventuali arretrati, consegnando all’INPS tutta la documentazione necessaria.

Naspi Dicembre 2020: Soldi e Importo

La NASpI ha un tetto massimo, pari a 1.334 euro, e un importo minimo, pari a 1.226,32 euro; queste cifre sono quelle aggiornate per l’anno 2020. Ogni anno l’INPS prevede un piccolo aumento, inferiore al singolo punto percentuale. Il calcolo dell’assegno che effettivamente si percepirà dipende però dall’effettivo stipendio ottenuto nei 4 anni precedenti all’accesso allo stato di disoccupato.

Il concetto non è così complesso, serve però avere a disposizione le buste paga degli ultimi 4 anni. La somma totale percepita va suddivisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33. Se la cifra ottenuta è inferiore o uguale al tetto minimo della NASpI, si riceverà un assegno pari al 75% di tale cifra. Se invece la cifra è superiore al tetto minimo di 1.226,32 euro all’assegno mensile si deve aggiungere il 25% della cifra risultante dalla differenza tra retribuzione mensile e la cifra sopra riportata. Il risultato non potrà però mai superare i 1.334 euro.

Oltre a questo calcolo è importante anche sapere che la cifra risultante si percepisce solo per i primi 3 mesi di sussidio; successivamente la cifra sarà diminuita di un 3% per ogni mese trascorso fino al termine della godibilità del sussidio.

NASpI e Reddito di Cittadinanza: sono cumulabili?

Le due misure che sono volte a superare periodi di inattività lavorativa, con conseguente carenza di entrate, possono essere cumulate. Considerando comunque che la NASpI deve essere dichiarata all’interno dell’ISEE familiare al momento della richiesta del reddito di cittadinanza. Percepire una indennità di disoccupazione di una certa consistenza può ridurre in modo drastico l’importo percepito con il reddito di cittadinanza, sino anche ad azzerarlo.

Bonus Renzi e NASpI Dicembre 2020

Il cosiddetto Bonus Renzi è stato istituito come rimborso fiscale per tutti i redditi bassi. La NASpI deve essere considerata a tutti gli effetti come un reddito, per questo motivo la percezione di tale sussidio non preclude alla possibilità di ottenere il bonus IRPEF ai sensi dell’articolo 1 del d.l.n. 66/2014. Come avviene per qualsiasi altro tipo di stipendio, anche per quanto riguarda il Bonus Renzi l’importo viene calcolato considerando le entrate annuali lorde. Se sono comprese tra 8.200 e 26.600 euro si ha diritto al bonus, che va poi calcolato considerando la fascia di reddito all’interno dell’intervallo sopra citato.

Chi percepisce la NASpI quindi può ottenere il bonus, in quale misura dipende però dalla singola situazione.
Se non si trova il bonus Renzi all’interno della busta paga non ci si deve preoccupare, in quanto tale cifra sarà versata entro la fine del mese, tra 23 e il 27 Dicembre 2020; questo per quanto riguarda il primo pagamento della Naspi. Per tutte le mensilità successive il Bonus Renzi dovrebbe essere compreso nell’assegno versato dall’INPS per la NASpi,  ma una difformità da quanto detto è del tutto normale. Questo credito d’imposta è automatico, per ottenerlo non è quindi necessario presentare domanda all’INPS.

Come richiedere la NASpI

La NASpI è una misura volta a salvaguardare le entrate di quei lavoratori che perdono il lavoro involontariamente, o in seguito a dimissioni per giusta causa. Quindi non tutti i disoccupati possono ottenere tale sussidio, che deve essere richiesto direttamente all’INPS. La richiesta si può effettuare sul portale dell’Istituto, anche se volendo si può chiedere aiuto a un CAAF, presso il quale è possibile anche verificare la propria situazione contributiva o anche la disponibilità di altre misure di sostegno al reddito. Esistono situazioni in cui un disoccupato può perdere il diritto alla NASpI, conviene quindi informarsi sul sito dell’INPS, per non incorrere in questo tipo di misura, che può ovviamente causare non pochi problemi ad una famiglia.

Come calcolare NASpI

Il calcolo della NASpI è abbastanza semplice da eseguire, in quanto si effettua sugli stipendi medi lordi percepiti dal lavoratore che perde l’impiego per cause non dovute alla sua volontarietà. All’atto pratico è lo Stato che effettua il calcolo per il disoccupato, versandogli quanto dovuto. È però importante prevedere in anticipo l’importo dell’assegno, per sapere prima quanto si prenderà e anche per controllare che i conteggi siano stati fatti in modo corretto. Una buona percentuale dei disoccupati che hanno diritto alla NASpI ne fanno richiesta attraverso un intermediario, che effettua in genere tutti i controlli del caso.

Importo massimo, calcolo della retribuzione media

La NASpI è in vigore dal 2015, in effetti però all’inizio di ogni anno l’INPS introduce nuovi limiti e tetti massimi.
Nello specifico per il 2020 la NASpI non può superare i 1334 euro. Il calcolo si basa sulla retribuzione lorda ricevuta dal lavoratore nei 4 anni precedenti al licenziamento, considerando anche eventuali bonus, assegni familiari o elementi simili. Tale contribuzione deve essere divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33.

Se il risultato di tale calcolo è inferiore alla cifra di 1.226,32 euro il disoccupato percepisce il 75% della retribuzione media; se invece l’importo è inferiore alla cifra suddetta la NASpI sarà pari al 75% più il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e la cifra suddetta.

I dati in busta paga

Questa la teoria, ma nella pratica dove possiamo trovare i dati necessari a calcolare la NASpI? È sufficiente avere a disposizione la busta paga dell’ultimo mese utile; per verificare il cosiddetto imponibile previdenziale. Tale cifra è in sostanza lo stipendio medio, ottenibile sommando tutte le voci presenti alla colonna competenze.
Si devono quindi considerare sia l’effettivo stipendio, sia tutte le competenze ottenute per malattia, maternità o eventi similari.

Il risultato di questo conteggio equivale all’assegno NASpI che si otterrà ogni mese dall’INPS, per i primi 3 mesi. A partire dal quarto mese l’assegno è ridotto progressivamente del 3% per ogni mese successivo, fino ad arrivare al termine naturale del sussidio. (Vedi anche: codici tributi IRPEF)

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FAQ

Domande frequenti

Cos’è e come funziona la Naspi?

La NASPI, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 – che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a partire dal 1° maggio 2015.

Quanti giorni bisogna lavorare per avere la disoccupazione?

La Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione, può essere erogata anche a chi abbia lavorato soltanto per due mesi in un anno, sempre che si possa dimostrare di avere nei quattro anni precedenti almeno 13 settimane (ossia 3 mesi) di contributi.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

Le dimissioni per giusta causa avvengono quando il lavoratore si trova in uno stato di disoccupazione involontaria causata dall’inadempimento del datore di lavoro, e per questa ragione ha diritto all’indennità di ASpI e all’esclusione dalla penale per mancato preavviso.

Cosa significa percettore di Naspi?

Il percettore di NASPI è anche conosciuto come disoccupato privo di impiego ovvero colui che è idoneo al riscuotere la prestazione di sostegno al reddito mensile erogata da INPS, iniziativa a favore dei lavoratori dipendenti che hanno perduto involontariamente l’occupazione.

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