Opzione Donna: Guida al Calcolo Pensione 2021 e Requisiti

Bianca Pesenti
Bianca Pesenti
Indice

Opzione donna, un sistema e trattamento pensionistico anche chiamato regime sperimentale donna. Di cosa si tratta? Stiamo parlando di un regime secondo cui, le lavoratrici di sesso femminile, possono richiedere e, di conseguenza, acquisire il diritto alla pensione di anzianità. Naturalmente, nell’opzione donna sono inclusi alcuni requisiti per poter fare la richiesta di pensionamento. Nello specifico, stiamo parlando di requisiti anagrafici che risultano meno rigidi e stringenti rispetto a quelli precedenti, entrati in vigore dal 1° gennaio 2008 in poi. In generale, l’età in cui un cittadino può decidere di andare in pensione ha subito numerose modifiche in Italia.

Teniamo presente che le norme, negli ultimi 40 anni e a partire dalla riforma Amato nel 1992, sono diventate sempre più limitanti. Basti pensare che, nel 1973, le lavoratrici della pubblica amministrazione, sposate e con figli, potevano usufruire delle cosiddette baby pensioni. Dopo 14 anni, 6 mesi e un giorno, poteva decidere di lasciare l’impiego e richiedere la pensione. Allo stesso tempo, i lavoratori statali potevano fare richiesta di pensionamento dopo 20 anni, aumentati a 25 per i lavoratori privati.

opzione donna

Ben presto, ci si rese conto che un sistema di questo tipo richiedeva costi e dispendi di denaro eccessivi, per poter essere mantenuto a lungo termine. A partire dal 1992 sono iniziati i tagli alla spesa, che hanno poi portato alla suddivisione tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata. Ad oggi, nel nostro paese, la cosiddetta età pensionabile per il 2020 è fissata a 67 anni. Si tratta di un parametro stabile rispetto al 2019, con un aumento di 5 mesi rispetto al 2018. Questo limite è fissato per tutte le categorie di lavoratori, vale a dire sia uomini che donne, dipendenti e autonomi. L’opzione donna nasce con l’obiettivo, per le donne, di accedere alla pensione anticipatamente. Vediamo cos’è, il calcolo pensione 2021 e come funziona.

Opzione Donna: Guida 2021

Opzione donna, anche definito come regime sperimentale donna, è un trattamento pensionistico riservato al genere femminile in possesso di alcuni requisiti. La storia dell’opzione donna ha inizio con la riforma Maroni del 2004, che prevedeva per le lavoratrici la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro. Naturalmente, questa decisione, implica un ricalcolo della pensione a partire dal sistema contributivo. Una premessa importante da prendere in considerazione, infatti, è che fare richiesta dell’opzione donna implica una riduzione della pensione rispetto all’ultimo stipendio percepito, nello specifico mediamente del 25-35%. Approfondiremo questo aspetto all’interno del prossimo paragrafo, dedicato al calcolo pensione 2021.

Come già accennato all’interno del primo paragrafo, l’età pensionabile nel nostro paese ha subito un grande aumento a causa dei tagli operati negli ultimi quarant’anni. Teniamo presente che, a partire dalla riforma Fornero nel 2012, l’età pensionabile è aumentata sia per gli uomini che per le donne. Ad oggi, sono necessari almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per richiedere la pensione anticipata. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, è invece richiesto aver compiuto 65 anni e sette mesi. Molte lavoratrici richiedono l’opzione donna proprio perché, con questo passaggio, è possibile andare in pensione a partire dai 57 anni di età. Inoltre, per richiedere la pensione di vecchiaia, l’INPS riconosce la pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 67 anni di età con 20 anni di contributi.

Con l’opzione donna, prorogata in primo luogo dal decreto legge 4/2019 e successivamente dalla Legge di Bilancio per il 2020, le donne possono richiedere l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. I requisiti sono principalmente due, a partire da quello anagrafico.

  • L’età richiesta è di 57 anni e mesi, 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome. L’ultima proroga consente anche alle lavoratrici che hanno compiuto gli anni nell’ultimo trimestre del 2015 di beneficiare dell’uscita anticipata, prima escluse dal provvedimento. Con l’ultimo modifica del 2016, rientrano quindi sia le lavoratrici dipendenti con età di 57 anni e 7 mesi al 31 luglio 2016 che le lavoratrici autonome, con età di 58 anni e 7 mesi al 31 luglio 2016. La Legge di Bilancio 2020 ha prorogato questa opzione fino al 2012, ma approfondiremo l’argomento più avanti.
  • Per quanto riguarda il secondo requisito, dobbiamo prendere in considerazione il pagamento dei contributi. Infatti, oltre all’età, per sfruttare l’opzione, si devono avere almeno 35 anni di contributi.opzione donna 2002

Leggi anche l’articolo dedicato alle Pensioni INPS 2021.

Opzione Donna: calcolo pensione 2021

L’opzione donna, in altre parole, è un sistema pensionistico pensato per ovviare al problema dell’aumento dell’età in cui è possibile uscire dal mondo del lavoro. Stiamo parlando di un sistema agevolato, nato con l’obiettivo di anticipare la pensione.

  • In generale, al di fuori di questa opzione, l’età minima per poter richiedere una pensione anticipata è di 41 anni e 10 mesi, del tutto indipendente dal numero di contributi versati.
  • Per quanto riguarda invece la pensione di vecchiaia, l’età anagrafica imposta è quella di 67 anni, sia per gli uomini che per le donne, con 20 anni di contributi versati.
Curiosità

La misura dell’assegno può dipendere da variabili differenti, che è importante prendere in considerazione. Partiamo dal presupposto che, richiedendo la pensione anticipata, viene implicata una riduzione della stessa mediamente del 25-35% rispetto all’ultimo stipendio percepito.

  • Prima di tutto, dobbiamo prendere in considerazione l’età in cui richiediamo l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Naturalmente, più tardi richiediamo l’opzione donna, più basso sarà l’impatto sulla pensione. Questo calcolo avviene poiché il coefficiente di trasformazione dei montanti contributivi sarà superiore se richiediamo la pensione anticipata già a 57 anni.
  • Inoltre, nel calcolo della pensione 2021, è necessario considerare e verificare se si sono maturati 18 anni di contributi entro il 1995. Questo requisito permette di mantenere il calcolo retributivo fino al 2011. Questo limite è stato imposto perché l’impatto del passaggio al sistema contributivo rischia di diminuire l’assegno in maniera eccessivamente significativa rispetto a coloro che hanno maturato i contributi entro il 1995.

opzione donna 2020

Vedi anche: pensione integrativa, una formula di risparmio da aggiungere alla pensione obbligatorio

  • Sempre all’interno del calcolo è importante valutare anche il tipo di carriera della donna che vuole richiedere la pensione anticipata. Nello specifico, ci riferiamo al tipo di stipendio. Nel caso di donne che hanno avuto una retribuzione elevata fin dall’inizio della propria carriera lavorativa, l’impatto della diminuzione della pensione è generalmente ridotto e può persino portare a un risultato positivo. L’impatto sarà invece maggiore per chi ha raggiunto un aumento dello stipendio soltanto negli ultimi anni di carriera, come peraltro accade nella maggior parte dei casi.
Curiosità

Se desideriamo simulare il calcolo, il sito INPS (www.inps.it) mette a disposizione dei cittadini un simulatore. Il servizio prende il nome di “La mia pensione futura” E offre la possibilità di calcolare l’assegno pensionistico sulla base di contributi e dati anagrafici.  

  • Vedi anche: Unisalute per l’assistenza sanitaria e la pensione integrativa

Opzione Donna: requisiti

Una informazione importante è che, a partire dalla Legge di Bilancio 2020, l’opzione donna 2020 è stata prorogata con la riforma delle pensioni anticipate. Di conseguenza, a seguito dell’emanazione della legge di Bilancio 2020, anche nel 2020 si continua a poter godere del beneficio, in presenza dei requisiti a tal fine richiesti dalla legge. Di base, i requisiti richiesti sono che le lavoratrici di genere femminile abbiano maturato, entro i limiti stabiliti dalla nuova legge, una anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni. Inoltre, conta l’età anagrafica, che deve essere pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti. Per quanto riguarda le lavoratrici autonome, pari o superiore a 59 anni di età.

Le lavoratrici possono ottenere il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dopo:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. Questo nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti.
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. In questo caso, il trattamento deve essere liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei professionisti autonomi.
Curiosità

Le lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al ricorrere dei requisiti, possono ottenere il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2020. La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque precedente al 2 gennaio 2020.

opzione donna 2020

Opzione Donna: come funziona?

Abbiamo già chiarito, il linea generale, quali sono i requisiti per cui le lavoratrici dipendenti e autonome possono richiedere l’opzione donna. Approfondiremo entrando più nello specifico nel prossimo paragrafo, ma come funziona e come può essere richiesta? 7

Coloro che possono accedere a questo sistema sono lavoratrici donne iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi esclusivi oppure sostitutivi che vantino contributi alla data del 31 dicembre 1995. Per le lavoratrici che sono iscritte alla gestione separata INPS o per coloro che vogliono utilizzare i contributi maturati in tale gestione per raggiungere le acquisito contributivo, l’opzione donna non è accessibile.

Prima di inoltrare la richiesta e poter richiedere il pensionamento con anticipo, l’INPS richiede una cessazione del rapporto di lavoro dipendente. D’altra parte, non si richiede la conclusione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma. Non si tratta della scelta più favorevole proprio perché, come abbiamo già sottolineato, richiede una decurtazione della pensione. Di fatto, possiamo scegliere se rimanere a lavoro fino a dopo i 65 anni oppure anticipare l’uscita da mondo del lavoro.

Questa ultima opzione include però una rinuncia, approssimativamente intorno al 30% della pensione. La pensione integrativa è, senza dubbio, la forma migliore di risparmio pensionistico. In questo modo, in aggiunta alla pensione già prevista, è possibile versare un contributo al fondo pensione per mantenere un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento.

opzione donna 2020

Oltre al servizio online per calcolare una simulazione di assegno pensionistico sulla base dei dati anagrafici e dei contributi, l’INPS ha attivato una sezione online dedicata all’opzione donna. Una premessa importante da fare è che, per poter creare un account sul sito INPS e accedere al servizio, è necessario essere in possesso di alcune credenziali. Nello specifico, l’opzione più utilizzata è quella dell’identità digitale SPID oppure la registrazione via carta d’identità digitale. Dopo aver presentato la domanda online, bisognerà rimanere in attesa di risposta.

Curiosità

In alternativa, è possibile fare la domanda tramite il servizio clienti, chiamando il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06164164 da rete mobile. Oppure possiamo decidere di rivolgerci direttamente agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, usando i servizi telematici offerti dagli stessi.

Opzione donna: contributi figurativi

In generale, il contributo è una tipologia di tributo che viene prelevato per finanziare la spesa pubblica. D’altra parte, il contributo costituisce una via di mezzo tra le imposte e le tasse che siamo chiamati a pagare. In questo caso, stiamo parlando di un prelievo coattivo, quindi senza alcun tipo di richiesta. Lo scopo è proprio quello di finanziare un’opera o un servizio pubblico specifico, come nel caso delle tasse.

Curiosità

Il contributo previdenziale ordinario corrisponde al al 33,00% della retribuzione lorda o del compenso. Nel totale, il 23,81% è a carico del datore di lavoro o committente. Il restante 9,19% è a carico del lavoratore.

Parlando di contributi figurativi, ci riferiamo a contributi accreditati, quindi senza alcun tipo di onere e costo a carico del lavoratore. I contributi figurativi si richiedono per quei periodi in cui il lavoratore non ha prestato attività lavorativa né dipendente né autonoma oppure ha percepito un’indennità a carico dell’INPS. Inoltre, si calcolano anche per i periodi in cui il lavoratore ha percepito retribuzioni in misura ridotta. Questo è il caso della cassa integrazione, a cui molti sono dovuti ricorrere durante il periodo coronavirus, ma anche della maternità, indennità di disoccupazione e congedi straordinari.

opzione donna 2020

Come vengono considerati i contributi figurativi dall’INPS quando si parla di opzione donna? Abbiamo già sottolineato che, con questa opzione, si riserva alle donne che desiderano lasciare anticipatamente il lavoro la possibilità di farlo senza aspettare i 67 anni di età. Allo stesso tempo, con questa alternativa, si subisce una significativa riduzione dell’assegno pensionistico. Non solo, è importante tenere a mente che il il sistema di calcolo per accedere all’opzione donna è interamente contributivo, secondo quanto indicato dalla legge.

Cosa significa e cosa cambia? Nel calcolare la pensione, l’INPS prende in considerazione solo quelle settimane coperte da contribuzione valide solo per la misura. Si intendono quindi solo i periodi per i quali vi è stato un reale accredito dei contributi per il lavoratore assicurato. In altre parole, i contributi figurativi per i periodi di disoccupazione, malattia, congedo di maternità e situazioni simili sono esclusi a priori. Si tratta di un punto importante da prendere in considerazione. D’altra parte, sono compresi i periodi coperti dai versamenti volontari e riscatto del periodo di laurea, che però prevedono dei versamenti da parte dell’assicurata.

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