Partita IVA
Gianluigi Salvi
Gianluigi Salvi

Partita IVA: Come aprirla, Comunitaria, per azienda, Esempio e Costi

Indice
La partita IVA è una serie composta da 11 numeri che serve all’Agenzia delle entrate per identificarne il titolare. Può coincidere con il codice fiscale ma questo avviene solo se l’attività è rappresentata da una persona fisica. Sono tenuti ad aprire partita IVA tutti i lavoratori autonomi che hanno entrate superiori ai 5000 euro all’anno, soglia sotto la quale la registrazione non è obbligatoria. È obbligatoria anche per coloro che svolgono un’ attività continuativa, come ad esempio la collaborazione con un’azienda superiore ai 30 giorni. La partita IVA è necessaria per ogni soggetto che voglia emettere fattura per un bene venduto o un servizio prestato ed è uno dei passi fondamentali che dovrete fare se vorrete avviare un’attività.

Come aprire una Partita IVA

L’apertura di partita IVA per un libero professionista è un’operazione abbastanza semplice. Come prima cosa, devi individuare il tuo profilo fiscale e il codice ATECO di cui abbiamo parlato in precedenza. Sul sito dell’ISTAT potrai trovare l’elenco completo dei codici ATECO tra cui scegliere quello maggiormente pertinente ai servizi che offri. A questo punto non ti resta che compilare il modello per l’apertura della partita IVA che meglio si adatta alle tue esigenze:
  • il modello AA9 per le persone fisiche
  • il modello AA7 per soggetti diversi dalle persone fisiche
  • il modello ANR3 per soggetti residenti all’estero
Tutti i modelli sono reperibili in modo gratuito sul sito dell’Agenzia delle Entrate oppure in una delle sue sedi fisiche. Una volta compilato il tuo modello puoi consegnarlo a mano, scegliere di compilare il tutto tramite il sito o spedirlo con posta raccomandata.
  • Le ditte individuali, prima di poter aprire la partita IVA, devono necessariamente iscriversi al Registro delle Imprese presentando il modello ComUnica alla Camera di Commercio competente. Anche questa procedura può essere svolta per via telematica.
  • Le società di persone e di capitali devono, infine, seguire un iter molto più complesso ed è quindi consigliabile farsi assistere dal commercialista di fiducia.

Partita IVA comunitaria

Per i Paesi che intendono intrattenere transazioni commerciali con i Paesi della Comunità Europea serve possedere una partita IVA comunitaria che esula da quella nazionale. Questo tipo di partita IVA consente di avere, con i Paesi appartenenti alla CE, interazioni finalizzate alla vendita, all’acquisto o ad entrambe le operazioni. Per ottenerla è necessario presentare la domanda all’ Agenzia delle Entrate seguendo un apposito iter grazie al quale sarete in grado di fatturare o ricevere fatture da paesi appartenenti all’ Unione Europea. Se si è già in possesso di una partita IVA italiana occorre richiedere semplicemente l’iscrizione al Vies (Vat Information Exchange System) che è un sistema elettronico per la convalida del numero di partita IVA degli operatori economici registrati riguardanti le transazioni di beni e servizi tra stati limitrofi. Il Vies agisce, in pratica, come una grossa banca dati dove sono censite tutte le partite IVA che hanno l’autorizzazione ad effettuare transazioni intracomunitarie.

Partita Iva per azienda

La partita Iva è obbligatoria per tutte quelle persone fisiche che possiedono una ditta individuale, ovvero un’ entità creata allo scopo di avviare un’ attività economica professionale che produce beni o servizi destinati alla vendita. In questo caso si tratta di persone fisiche che aprono una ditta a capo della quale c’è un’unica figura in grado di svolgere direttamente l’attività e di rispondere di eventuali fallimenti. Un qualsiasi libero professionista rientra in questa categoria ed è obbligato ad aprire la partita Iva. Anche le persone giuridiche come le società, le associazioni e le cooperative, sono obbligate ad avere una partita Iva sia che si tratti di persone giuridiche pubbliche che private ovvero che conseguano un interesse pubblico o esclusivamente il proprio interesse.

Partita Iva per privati

Ci sono una serie di variabili che influenzano l’esatto momento in cui diventa obbligatorio esercitare un’attività in modo professionale. Per alcuni soggetti questo momento può arrivare in periodi diversi rispetto ad altri. Non tutte le attività richiedono, infatti, l’apertura di una partita IVA. Questo è il caso di prestazioni di lavoro autonomo occasionale, cioè attività lavorative a carattere professionale svolte in modo non continuativo. In questo caso si valuterà l’aspetto intellettuale della prestazione. Se sei un hobbista e ti diletti nella creazione di oggetti con l’obiettivo di venderli in qualche mercatino e monetizzare, puoi operare come privato. In tal caso si parla quindi di un soggetto che crea un prodotto con le proprie mani per il suo diletto, senza alcun fine commerciale. Se frequenti qualche mercatino saltuariamente ti basterà produrre una ricevuta non fiscale ma se, invece, l’attività di vendita diventa continuativa nel tempo, magari perché si partecipa e si vendono oggetti in tutti i mercatini organizzati nella provincia o regione di appartenenza, allora l’attività diventa artigianale. Anche nel caso in cui si vendano oggetti di produzione propria su un portale web in modo continuativo nel tempo saremo di fronte ad una attività commerciale e aprire Partita Iva diventerebbe obbligatorio.

Esempio Partita IVA

La partita IVA, come già detto in precedenza, è un numero di 11 cifre che viene assegnato ad ogni soggetto che intraprende un’ attività soggetta all’IVA , l’Imposta al Valore Aggiunto. Questo numero servirà quindi per identificare univocamente ogni soggetto ai fini fiscali. Il numero di partita IVA si divide in 3 parti diverse:
  • la prima, costituita dai primi 7 caratteri identifica il contribuente
  • la seconda, formata dai successivi 3 caratteri identifica la provincia dell’ufficio di appartenenza
  • infine la terza, caratterizzata dall’ultimo numero funge da carattere di controllo per verificarne la correttezza.

Partita IVA: costi

Il consiglio è di aprire una partita IVA per regolarizzare la propria posizione fiscale se i nostri introiti superano i 5.000 euro annui, cosa da valutare attentamente al di sotto di questa soglia poiché le spese di gestione potrebbero incidere pesantemente sui guadagni. Aprire una partita IVA è molto semplice e gratuito ma bisogna obbligatoriamente considerare le spese di mantenimento che possono esser anche molto onerose. Chi deve iscrivere una ditta alla Camera di Commercio dovrà pagare una quota sugli 80-100 euro annui a cui va sommato il costo del commercialista e i contributi INPS. Da non sottovalutare anche il pagamento delle imposte come Irpef e Irap che vanno calcolate rispettivamente sul reddito e sul valore aggiunto prodotto. Il costo annuale di una partita IVA può variare a seconda del regime fiscale prescelto. Per la partita IVA in regime agevolato forfettario si va dai 200 agli 800 euro più IVA annui a seconda della tipologia di consulenza di cui il contribuente ha bisogno. Ovviamente il negozio il cui limite di fatturato alto è 50.000 euro all’anno avrà costi di gestione più alti del piccolo professionista che emette poche fatture al mese. Riguardo alla partita IVA in regime contabile semplificato, per ditte individuali e società di persone, il prezzo aumenta e può andare dai 1000 fino ai 5.000 euro all’ anno a seconda del volume dell’attività svolta. Esiste infine anche la partita IVA in regime contabile ordinario e qui la gestione richiede più adempimenti e si va dai 3.000 ai 10.000 euro l’ anno.

Partita IVA online

Da diverso tempo ormai è possibile aggirare i vari problemi relativi all’ apertura della partita IVA svolgendo l’intera procedura online e velocizzando di gran lunga il procedimento. Innanzitutto, per procedere con l’apertura di una partita IVA online, bisogna scaricare e compilare due moduli: il modello AA9/12 e il modello AA7/10. Entrambi possono essere compilati anche da PC ma è bene sempre conservare il cartaceo per una eventuale successiva verifica. Una volta fatto, bisogna procedere con la registrazione sul portale Fisconline seguendo una procedura guidata. La piattaforma chiederà poi all’utente di allegare alla richiesta i due modelli indicati precedentemente unitamente ad altri documenti. In questi moduli vanno inseriti i vari dati fiscali dell’interessato compreso il luogo in cui si trova l’attività, la residenza, il regime fiscale, le informazioni di base utili all’Agenzia delle Entrate e anche il codice ATECO, una combinazione alfanumerica che identifica il tipo di attività svolta. Una volta inviata la domanda all’Agenzia delle Entrate bisognerà aspettare un po’ affinché la domanda venga accettata e venga assegnato il numero della partita IVA. Potete anche avvalervi dell’aiuto del commercialista per sbrigare le varie pratiche. Ti potrebbe interessare anche…

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