Pensioni INPS Marzo 2020: Pagamento, Importo e Aumento

Pensioni INPS di marzo 2020: quando vengono pagate, importo ed eventuali aumenti del mese. L’INPS, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, è il maggiore ente previdenziale presente nel nostro Paese. Si occupa di gestire i contributi della stragrande maggioranza dei lavoratori, e di calcolare e pagare i loro trattamenti pensionistici. In pratica tutti i lavoratori dipendenti versano mensilmente i propri contributi previdenziali proprio all’INPS; forse non tutti sanno che anche buona parte dei lavoratori autonomi fanno lo stesso.

Oltre all’INPS sono presenti nel nostro Paese delle casse previdenziali particolari, come ad esempio quella dei Geometri o dei Notai. Nella maggior parte dei casi queste casse previdenziali sono dedicate a specifiche figure correlate alla libera professione. Le regole che valgono per queste casse previdenziali sono simili a quelle dell’INPS, ma non è sempre così. L’INPS si occupa di gestire anche le pensioni di invalidità e gli assegni per il sostegno del reddito, così come l’indennità di disoccupazione, la NASpI.

Quando si percepisce la pensione

Evitiamo in questa sede di parlare di quale sia l’età minima per poter percepire il trattamento pensionistico oggi in Italia. Vogliamo infatti trattare soltanto tutto ciò che concerne il giorno in cui l’INPS versa l’emolumento mensile ai soggetti di cui si occupa.
Si tratta di un argomento abbastanza interessante, che negli ultimi anni ha subito delle variazioni importanti.
Nel corso degli anni infatti questo argomento è stato più volte toccato; fino al 2017 il pagamento delle pensioni avveniva in modo abbastanza caotico. A causa del fatto che molti soggetti percepivano la pensione in contanti, presso gli uffici postali, si era reso necessario il ricorso al pagamento a scaglioni: a seconda della lettera iniziale l proprio cognome il pensionato percepiva la pensione un differente giorno del mese.
In passato il governo ha dapprima stabilito che la pensione debba essere saldata tramite accredito bancario, di fatto obbligando un elevato numero di soggetti a munirsi di conto corrente, postale o bancario.

Dapprima si è considerata l’eventualità di pagare tutte le pensioni INPS il giorno 10 del mese, come dichiarato all’interno della Legge di Stabilità del 2017.
Con il cosiddetto decreto Mille proroghe del dicembre 2017 tale data doveva essere spostata al secondo giorno del mese.
La Legge di Bilancio del 2018 ha però modificato ancora i precedenti suggerimenti, spostando il pagamento delle pensioni INPS, e anche degli assegni previdenziali, al 1° giorno del mese.

Quando l’INPS paga la pensione

Di fatto ad oggi vige questa norma, quindi di fatto il primo giorno cosiddetto bancabile del mese; in sostanza il primo giorno di ogni mese durante il quale le banche sono aperte.
Esistono però delle eccezioni; la prima è gennaio: nel corso di questo mese la pensione INPS è pagata il secondo giorno del mese, visto che il 2 gennaio sono già presenti numerose altre incombenze fiscali e legali.
Inoltre sono presenti anche delle variazioni a seconda che il pensionato possieda un conto corrente bancario o invece postale.
Nel primo caso se il primo giorno del mese cade di sabato o di domenica, il giorno utile per il pagamento della pensione è spostato in avanti, fino al lunedì.
Se invece il pensionato ha un conto corrente postale, se il primo giorno del mese cade di sabato il pagamento può essere effettuato, in quanto gli uffici di Poste Italiane sono aperti in tutta Italia.

Pagamento Marzo 2020

Ogni anno, verso il mese di dicembre o di novembre, l’INPS pubblica un calendario che riguarda i pagamenti delle pensioni, e degli emolumenti per i percettori di assegno di invalidità, di accompagnamento e le rendite vitalizie. Per quanto riguarda marzo 2020 il primo giorno del mese è domenica ; quindi i pensionati che hanno un conto corrente in posta riceveranno la pensione insieme a tutti gli altri. Stiamo parlando del giorno successivo, il 2 Marzo, primo giorno utile del mese.

La medesima considerazione si può fare per tutti i seguenti mesi; basta guardare il calendario dell’anno in corso per capire quali saranno i mesi in cui ci sarà un breve ritardo nel pagamento della pensione.

Pensioni INPS: Importo, Aumento e Tassazione

L’importo dell’assegno pensionistico comporta un complicato calcolo, che viene effettuato dagli addetti dell’INPS nel momento in cui un lavoratore decide di ritirarsi, se ne ha ovviamente diritto. Tale importo dipende da una serie di fattori, tra cui ovviamente il numero di anni lavorativi e l’ammontare totale dei contributi versati.
Nel nostro Paese sono ancora presenti lavoratori che percepiscono una pensione calcolata in modo retributivo; per la gran parte dei lavoratori vige invece il sistema contributivo, introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 2012.
Una volta effettuato il calcolo si ottiene sempre il medesimo assegno, salvo modifiche nella situazione familiare del singolo pensionato.
Sono previste però delle rivalutazioni, da calcolare a seconda dell’inflazione verificatasi nel corso dell’anno precedente a quello in corso.
La Legge di Bilancio dello scorso anno ha previsto un aumento perequativo pari allo 0,4% dell’assegno pensionistico. È la cosiddetta rivalutazione ISTAT, che vale sia per i pensionati INPS, sia per gli invalidi civili.
L’aumento è però calcolato secondo diverse aliquote e diminuisce in percentuale all’aumentare dell’assegno percepito.

Il tasso effettivo dello 0,4% sarà sommato alla pensione di coloro che percepiscono un trattamento che sia al massimo pari a 4 volte la pensione cosiddetta minima, che è di 513 euro. Quindi stiamo parlando di coloro che percepiscono al massimo 2.052 euro di pensione. Otterranno solo il 77% dell’aumento coloro che percepiscono una pensione compresa tra 4 e 5 volte la pensione minima, e così via fino ad arrivare ai pensionati che hanno un trattamento pensionistico che supera 9 volte la pensione minima.

Questi scaglioni nel 2022 saranno ridotti a 3.

Nel corso del mese di marzo si ottengono eventuali crediti con il fisco relativi al conguaglio IRPEF effettuato a Febbraio. Inoltre sempre dall’assegno di marzo l’INPS preleva eventuali debiti, correlati al conguaglio del trattamento pensionistico, che si effettua a novembre. Per questi motivi è importante verificare il cedolino, online con un certo anticipo, per verificare eventuali irregolarità.

Informarsi sulla pensione

L’INPS mette a disposizione di tutti i pensionati di cui si occupa la possibilità di verificare i cedolini delle pensioni. Tutta la documentazione, compresi i CUD, è disponibile sul sito dell’Ente. Per quanto riguarda i lavoratori pubblici, che durante il periodo lavorativo possono trovare i cedolini sul sito NoiPA, con le dimissioni e la conseguente pensione accedono anch’essi alla documentazione sul sito dell’INPS.

Per visionare cedolini e documenti vari è necessario avere le corrette credenziali di accesso al sito dell’INPS. Tali credenziali possono essere: PIN che si ottiene tramite richiesta sul sito stesso; SPID, da richiedere presso Poste Italiane o altri gestori accreditati; CIE, la nuova Carta di identità rilasciata dai comuni; CNS, la carta nazionale dei servizi. Negli ultimi due casi è necessario avere un lettore di smart card collegato al terminale da cui si intende effettuare l’accesso.

Il cedolino della pensione contiene tutte le informazioni che riguardano l’ammontare della pensione, i dati personali correlati, anche quelli che riguardano i pagamenti, la certificazione unica. Il pensionato può modificare i dati che lo riguardano, ad esempio quelli per il versamento della pensione, direttamente dalle pagine per la visualizzazione del cedolino.

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