Processionaria: una piccola farfalla che può fare grandi danni

Non tutti conoscono la processionaria, anche se si tratta di un lepidottero molto diffuso in Italia. Stiamo parlando di una minuscola farfallina, che produce le sue uova sui germogli delle conifere, soprattutto pini, larici ed abeti. In primavera dalle uova fuoriescono le larve, dei bruchi molto tipici: sono di colore bruno e cosparsi da lunghi peli. La loro azione nociva è diretta contro gli alberi, di cui divorano i germogli e i rametti più sottili. Infestazioni di importante dimensione possono arrivare a portare un albero alla morte. Gli adulti di processionaria sopravvivono ai rigori invernali, anche nei boschi del nord Italia. Lo fanno dando vita ad ampi nidi costituiti da una seta biancastra. I nidi sono particolarmente visibili a inizio primavera, quando si ingrandiscono per fare posto alle uova.

I danni da processionaria

La processionaria è principalmente un insetto dannoso per le piante. Sono in grado di spostarsi per lunghi tragitti, strisciando sul terreno, volando quando sono in forma adulta, o anche facendosi trasportare dal vento, sfruttando per questo la tela sericea che sono in grado di produrre. Questo significa che se in un quartiere un albero viene colpito dalla processionaria, è probabile che l’infestazione si diffonda con una certa rapidità anche agli alberi del resto del quartiere. Nei boschi e nei grandi parchi le infestazioni, ovviamente, si diffondono con maggiore rapidità. Per quanto riguarda le processionarie disinfestazione è obbligatoria in alcune Regioni italiane, in quanto la presenza di questi insetti può accusare seri danni alla popolazione arboricola, con conseguenze poi sull’ecosistema, sia nei boschi, sia negli agglomerati urbani. Gli alberi, indeboliti dalla presenza degli insetti, possono anche cadere, o si possono verificare cadute di rami con maggiore probabilità, particolare preoccupante soprattutto nei centri abitati.

I danni all’uomo

Le processionarie possono risultare dannose anche per l’uomo. I peli sul loro corpo sono infatti fortemente urticanti e in alcuni casi gli insetti possono lasciarli cadere per difendersi, o anche semplicemente perché disturbati. Se toccano la pelle creano un forte effetto urticante; la situazione peggiore si verifica nel caso in cui i peli siano inalati attraverso la respirazione, con gravi problemi alla bocca, all’esofago e ai polmoni. Visto che i nidi sono posti in alto sulla chioma degli alberi, quando le processionarie fanno cadere i peli possono causare una vera e propria pioggia di minuscoli aghi urticanti, che colpisce chiunque si trovi sotto l’albero in questione. Chi soffre di sensibilità alle sostanze presenti su questi peli o di particolari allergie può avere fastidi maggiori.

Come debellare le processionarie

Il modo migliore per liberarsi dalle processionarie consiste nel rimuovere direttamente i nidi, quando sono ancora pieni di uova e non di larve. Questo tipo di operazione va svolto esclusivamente da personale specializzato, che per l’occasione indosserà particolari abiti, in grado di evitare il contatto e l’inalazione eventuale dei sottili peli urticanti. Non è così facile capire ilo stato di sviluppo dei nidi, anche per questo è meglio lasciar fare agli esperti. In questo modo si eviterà anche di rompere i nidi quando le larve sono già attive e mobili.

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