Visite fiscali: Dipendenti Pubblici e Privati Orari 2020 ed Esclusioni

Si dicono generalmente visite fiscali, anche se la dicitura corretta sarebbe “visita medica di controllo domiciliare”. Nel corso degli anni sono state fatte numerose modifiche ai regolamenti di suddette visite, ma la sostanza non cambia.

Si tratta di visite mediche effettuate per accertare che un lavoratore assente per motivi medici soffra effettivamente della malattia dichiarata nel certificato medico consegnato all’INPS e al datore di lavoro.

Lo scopo è quello di evitare che il lavoratore subordinato, pubblico o privato, si assenti dal lavoro per malattia in modo fraudolento. Nel corso delle visite mediche di controllo quindi si verifica che il lavoratore sia effettivamente affetto dalla patologia indicata, ma anche che sia reperibile presso la sua abitazione, o altro domicilio che va previamente specificato.

Visite fiscali: gli orari

Tutti i lavoratori sanno che le visite fiscali possono essere svolte esclusivamente all’interno di specifiche fasce orarie.

Tali fasce variano a seconda del contratto di lavoro cui è assoggettato il singolo dipendente, anche se parte della normativa che regolamenta le fasce orarie è presente all’interno dello Statuto dei lavoratori.

Per capire quali siano gli orari entro cui è possibile ricevere una visita fiscale è quindi importante verificarli secondo lo specifico contratto collettivo.

Ciò che non tutti sanno è che la visita medica domiciliare può essere effettuata sia nel corso dei giorni lavorativi, sia durante il fine settimana o i festivi, per i quali sono previste le medesime fasce orarie.

Visite fiscali per i dipendenti pubblici

Per quanto riguarda i lavoratori pubblici le fasce orarie in cui è possibile ricevere una visita fiscale sono variate di molto negli ultimi tempi. In particolare si è passati da fasce orarie di poche ore all’intera giornata lavorativa, dalle 8 alle 20, per poi modificare ulteriormente la durata di tale periodo.

Secondo le vigenti leggi il lavoratore che opera per una qualsiasi azienda o ente pubblico deve essere presente presso il proprio domicilio dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, tutti i giorni della settimana, compresi i festivi e nel corso del weekend.

Questo regolamento è valido sin dal primo giorno della malattia, come indicato dal certificato medico obbligatorio. Il lavoratore deve avvisare l’azienda pubblica o l’ente per cui lavora. Nel caso in cui il lavoratore sia costretto ad assentarsi dal proprio domicilio, ha l’obbligo di comunicarlo al proprio datore di lavoro.

In base al cosiddetto decreto Madia è possibile che siano effettuate due visite nell’arco del medesimo periodo di congedo per malattia.

Inoltre il decreto chiarisce che maggiore attenzione sarà posta nei confronti dei lavoratori pubblici che si assentano dal lavoro per malattia in modo frequente i giorni precedenti e successivi al fine settimana.
Ad oggi è l’INPS che si occupa di verificare la presenza a casa del lavoratore malato e di controllarne l’effettiva impossibilità a lavorare.

Da notare che la visita fiscale per il lavoratore pubblico si attiva solo quando il singolo datore di lavoro, quindi l’amministrazione pubblica per cui presta servizio, la richiede.

Visite fiscali per i dipendenti privati

I dipendenti privati possono godere di fasce orarie meno restrittive e anche nel loro caso è l’INPS che si preoccupa delle visite fiscali. In questo caso però l’INPS può decidere di effettuare un controllo a campione, oppure su sollecitazione del medico in sede, che può decidere di verificare specifiche situazioni, evidenziate dai certificati medici presentati dal lavoratore.

Proprio come avviene per i lavoratori pubblici anche nel privato il datore di lavoro può richiedere una visita fiscale per un dipendente, da notare però che in un caso simile il datore di lavoro dovrà contribuire al pagamento del servizio fornito dall’INPS.

Le fasce orarie durante le quali è obbligatorio esser presenti in casa, o presso un domicilio opportunamente indicato sul certificato medico, vanno dalle 10 alle 12, e dalle 17 alle 19.
Anche in questo caso tali fasce orarie valgono per tutti i giorni della settimana, sabato, domenica e festivi compresi.

Nel caso in cui si abbia la necessità di recarsi dal medico, o di sottoporsi a una visita urgente, durante l’orario in cui sarebbe obbligatorio essere presenti in casa, è possibile presentare apposito certificato medico, da richiedere presso il proprio medico di famiglia, o anche dal medico presso cui ci si deve recare per una visita o la somministrazione di una terapia.

Eventuali esclusioni dalle visite fiscali

Un tempo le esclusioni dalle visite fiscali differivano per i lavoratori pubblici e privati. Il decreto Madia ha invece unificato le due categorie, prevedendo esclusioni solo per motivazioni gravi o per tutti i dipendenti che si assentano per malattie dovute a cause di servizio.

Le patologie che non sono sottoposte a visite fiscali sono quelle correlate a:

  • malattie che necessitano di terapie salvavita.
  • infortuni sul lavoro
  • malattie correlate ad una situazione di invalidità pari o superiore al 67%.

Lavoratore non presente in casa

Come abbiamo detto, durante la visita fiscale il lavoratore deve trovarsi presso il proprio domicilio, o all’interno di una struttura preventivamente indicata.
Nel caso in cui il medico fiscale inviato dall’INPS, o anche dall’ASL, non trovi il dipendente dove dovrebbe essere nell’arco delle fasce orarie sopra indicate si incorre in un’assenza ingiustificata dal lavoro. Questo avviene anche nel caso in cui il medico fiscale non riesca a rintracciare il lavoratore, ad esempio per un guasto al campanello o perché il lavoratore si trovava dal vicino nell’appartamento adiacente.

L’assenza ingiustificata può motivare un’ammonizione, scritta o verbale, così come eventuale multa. Si possono utilizzare una o più assenze ingiustificate anche per la sospensione dal lavoro, il licenziamento per giusta causa o trasferimento presso altra sede lavorativa, senza che il lavoratore vi si possa opporre.

Solitamente tali procedure devono essere comminate al lavoratore solo dopo avergli dato possibilità di presentare eventuali motivazioni che lo hanno spinto all’assenza ingiustificata.

Può capitare che il lavoratore sia assente dal proprio domicilio per una visita urgente, non preventivamente comunicata al datore di lavoro, o per ottenere delle cure. In questi casi si può evitare la procedura disciplinare solo dimostrando che non vi era possibilità di avvisare il datore di lavoro e neppure di effettuare cure o visite in altri orari, quindi lontano dalle fasce orari indicate per le visite fiscali.

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