In collaborazione con Rimautonoleggio.it
Guidare le auto elettriche equivale più o meno a mettersi in sella ad un computer a pedali. E qual è il rischio n.1 di avere un computer? Quello, purtroppo, di vederselo hackerato, violato da malintenzionati, alla ricerca di dati sensibili e password per accedere ai nostri conti bancari. Alla stregua di un McBook qualunque, anche l’auto elettrica può essere hackerata, addirittura financo bloccata.
Con l’aumento delle auto connesse online, gli esperti di informatica e i sostenitori della privacy sono sempre più preoccupati per le minacce alla sicurezza informatica, in particolare dalla Cina. Le vulnerabilità nel software dei veicoli e persino nelle applicazioni di terze parti aggravano ulteriormente i rischi. La natura dinamica delle minacce informatiche rappresenta anche una sfida significativa per l’industria automobilistica; con l’evoluzione della tecnologia, si evolvono anche i metodi e le tattiche dei più farabutti tra i criminali virtuali. Per nostra fortuna, le prime istituzioni si stanno incominciando a muovere. A tal proposito, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato che avrebbe indagato sulla tecnologia dei veicoli connessi sviluppata da aziende con legami con la Cina, analizzando se questa ponesse rischi per la sicurezza nazionale (si sa, tra cina e america non corre buon sangue). Un primo passo fondamentale verso un futuro più sicuro da un punto di vista tecnologico?
A partire dal 2021, l’Europa ha richiesto ai produttori di automobili di identificare, valutare e limitare i rischi di sicurezza informatica durante tutto il ciclo di vita del veicolo. Da luglio, le case automobilistiche sono inoltre tenute a garantire che gli aggiornamenti software dei veicoli e i relativi sistemi di gestione siano protetti dalle vulnerabilità informatiche, ma è davvero possibile ottenere la totale sicurezza da questi computer ambulanti? Le normative combinate richiedono essenzialmente che le case automobilistiche adottino un approccio “secure by design” alla sicurezza informatica.
Le case automobilistiche e i fornitori dovrebbero adottare un approccio di gestione del rischio aziendale progettato debellare tutti i potenziali danni causati dall’iperconnettività nei modelli di veicoli più moderni. La sicurezza delle auto, da oggi, non riguarda solo la resistenza agli incidenti! Ci sono altre componenti fondamentali. Ad esempio, lo sviluppo di contromisure adeguate contro gli attacchi ransomware può aiutare a mitigare i rischi informatici.
L’integrazione della connettività Internet nei veicoli elettrici apre un mondo di comodità per guidatori e passeggeri… davvero indispensabili! I veicoli elettrici includono possono contare su sistemi di infotainment personalizzati che consentono ai passeggeri di accedere a notizie in tempo reale, musica e altre opzioni di intrattenimento o servizi di streaming (tutte misure volte a far trascorrere i viaggi e renderli più sopportabili…).
Inoltre, questi veicoli offrono sistemi di navigazione avanzati con comandi vocali, rendendo l’arrivo a destinazione più semplice e senza problemi che mai. La connettività consente inoltre ai conducenti di effettuare chiamate in vivavoce, inviare messaggi e persino accedere comodamente ai propri dispositivi intelligenti da remoto. Tutte le funzioni sono davvero utili!
Una fase critica è quella della ricarica. Mentre ricarichi serenamente il tuo veicolo nella stazione fuori casa, gli hacker possono entrare e rubare gli account utente, impedendo la ricarica e persino ottenendo l’accesso alle reti Wi-Fi domestiche. Questa cosa è già successa molte volte negli USA.
Tuttavia, non si può ancora prescindere da un veicolo elettrico connesso al web. L’immensa quantità di dati generati dai veicoli elettrici offre preziose informazioni per la pianificazione e lo sviluppo dei trasporti. Questo approccio basato sui dati può portare a reti di trasporto più efficienti, tempi di percorrenza ridotti e una migliore pianificazione urbana.
