Ablazione del tartaro o detartrasi: che cos’è, perché farla e come farla

La detartrasi, o ablazione del tartaro, è quell’insieme di pratiche che permettono una costante e corretta rimozione della placca batterica da quella che è la superficie dentale. Lo scopo di tali pratiche è chiaramente quello di prevenire infiammazioni gengivali, causate proprio dai batteri presenti nella placca, che con il tempo si deposita nel cavo orale e appunto sui denti. Con questi presupposti, vediamo insieme che cos’è esattamente l’ablazione del tartaro, perché farla e soprattutto come farla.

Ablazione del tartaro: cos’è

Come anticipato, l’ablazione del tartaro, definita detartrasi, è un’insieme di pratiche atte a rimuovere la placca batterica dal cavo orale. Molto spesso e volentieri infatti, una pulizia quotidiana domestica, per quanto di fondamentale importanza, risulta insufficiente. Il motivo è molto semplice: difficoltà ad eliminare davvero in profondità la placca, ovvero l’accumulo di batteri, soprattutto all’interno dei denti o comunque nei punti più nascosti.

Ablazione del tartaro: perché farla

I motivi per cui fare un’ablazione del tartaro sono molteplici. Alcuni riguardano l’aspetto della salute, altri quello estetico. Come anticipato infatti, per quanto una persona possa essere attenta e praticare una corretta igiene orale, in alcuni casi questa può non risultare sufficiente. Ciò non significa chiaramente che spazzolino, dentifricio e filo interdentale non siano importanti. Dopo ogni pasto infatti, la prima regola è sempre la stessa, ovvero la pulizia dei denti.

Se la situazione viene trascurata nel tempo, possono crearsi situazioni molto spiacevoli proprio per la salute del cavo orale stesso. Tra le principali, infiammazioni gengivali, carie e nei casi più gravi possono venire compromessi i denti stessi e la loro integrità. Oltre ad un fatto di salute però, anche sul piano puramente estetico, avere un sorriso ingiallito può essere fonte di grande imbarazzo, soprattutto in situazioni dove presentarsi sempre in forma risulta essenziale, come l’ambito lavorativo. In altre parole, una trascuratezza dell’igiene orale, senza ricorrere periodicamente all’ablazione del tartaro, può abbassare notevolmente la qualità della vita, con i colleghi, gli amici e la famiglia.

Tartaro: cos’è e principali cause

Il calcolo dentale, ovvero il tartaro, è una mineralizzazione progressiva della placca dentale, che una normale pulizia quotidiana non è purtroppo in grado di rimuovere. La placca dentale è una sostanza composta da residui di cibo, batteri e prodotti che sono scarto del loro metabolismo. Dopo 12/18 ore, la placca non rimossa comincia la sua calcificazione, dando origine appunto al tartaro.

Il tartaro può essere di due tipologie, ovvero:

  • Tartaro sopra gengivale, quando si fissa sulla superficie dei denti.
  • Tartaro sotto gengivale, quando si fissa all’interno delle gengive.

Qualsiasi sia la forma di tartaro, un normale spazzolino non è in grado di rimuovere il tartaro, e con il passare del tempo, questo comincerà ad accumularsi.

Le cause della formazione del tartaro possono essere molteplici. Alcune di queste dipendono da una scorretta igiene orale, o comunque poco assidua. Qualsiasi sia il metodo utilizzato infatti, ovvero dentifricio e spazzolino, oppure risciacqui con colluttorio e passaggio di filo interdentale, rimarranno comunque dei residui. Altre cause della formazione del tartaro invece non dipendono da un’azione diretta della persona o dalla sua volontà o meno di lavare i denti. Quando questi sono particolarmente storti infatti, tale pulizia diventa difficoltosa e in alcuni casi, anche la composizione e il PH della saliva possono contribuire alla formazione del tartaro.

Formazione del tartaro: quali conseguenze?

Come anticipato, le formazioni di tartaro possono portare a conseguenze molto gravi. Nelle situazioni più lievi, tali conseguenze possono manifestarsi con una semplice alitosi, in grado comunque di mettere in imbarazzo con le persone. Quando la situazione viene trascurata però, il tartaro e la placca all’interno delle gengive possono provocare anche infiammazioni batteriche, sia ai denti che alle gengive, come gengiviti e parodontiti.

Quando le formazioni di tartaro vengono trascurate a lungo, il tessuto infiammato delle gengive diventa di colore rosso vivo, gonfio e molle, situazione facilmente identificabile dai frequente sanguinamenti. Quando le gengive si infiammano infine, con il tempo tendono a ritirarsi, lasciando la radice dei denti scoperta, dando seguito inoltre ad un’ipersensibilità verso i cibi molto caldi o le bevande molto fredde.

Tartaro dentale: come prevenirlo

Come risaputo, molto spesso prevenire è meglio che curare. Abbiamo visto come le conseguenze di una cattiva igiene orale possano portare a conseguenze anche molto gravi. Ora capiremo quali sono quei gesti che possono contribuire attivamente ad una corretta prevenzione, ovvero:

  • Corretta pulizia dopo ogni pasto.
  • Fare un’ablazione del tartaro periodica.
  • Evitare per quanto possibile bevande e cibi zuccherati, o quantomeno effettuare una pulizia dei denti subito dopo averli consumati.
  • Consumare cibi ricche di fibre, oltre che come risaputo positivo per l’organismo, aiuta a tenere i denti puliti. Quindi consigliate le verdure crude e un’alimentazione equilibrata in generale.

Ablazione del tartaro: come farla

Chiarita l’importanza della detartrasi, ovvero l’ablazione del tartaro, ora cercheremo di capire come farla nella maniera corretta. Le scuole di pensiero in tal senso, sono due, ognuna di questi con pregi e difetti. La prima consiste nel rivolgersi ad un dentista. Sicuramente il risultato sarà quello ottimale desiderato, ma come risaputo le parcelle di questi professionisti, tutto sono fuorché economiche. Inoltre la formazione del tartaro, come spiegato è fisiologica e inevitabile anche con la dovuta igiene orale, quindi periodicamente si dovrà fare ricorso nuovamente al professionista.

La seconda scuola di pensiero riguarda le soluzioni fai da te. In alcuni casi, una pulizia dentale fatta in casa è meglio che dal dentista. Stiamo parlando di appositi strumenti domestici in grado di fornire un valido supporto e che riescono efficacemente nel loro compito, ovvero la rimozione del tartaro. Il tutto facendo risparmiare parecchi soldi. Ad ogni modo, in caso di formazioni molto estese di tartaro, è opportuno ricorrere ad una visita odontoiatrica per escludere eventuali patologie, ad esempio la piorrea.

Ablazione del tartaro: è dolorosa?

La detartrasi praticata su denti sani, è sostanzialmente indolore, quindi non è richiesta alcuna anestesia, tantomeno se la rimozione del tartaro viene effettuata in casa, come spiegato precedentemente. Durante la fase di rimozione e subito dopo, può però capitare che si avvertano dei fastidi, tanto maggiori quanto più grande sarà la quantità di tartaro depositato. Questo è uno dei motivi per cui l’ablazione deve essere fatta frequentemente, e perché può convenire la soluzione domestica.

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