La dieta a zona

La dieta a zona è una dieta dimagrante ideata dal biochimico Barry Sears. Questa dieta ha avuto molto successo negli ultimi anni, dal momento che ha conquistato molte star di hollywood che hanno così contribuito alla sua diffusione e all’attenzione dei mass media.

La “zona” è intesa come lo stato di equilibrio dell’organismo del  metabolismo che funziona in modo efficiente. Più che una dieta dimagrante infatti il suo autore Barry Sears la descrive  come un regime alimentare in grado di rendere l’organismo più attivo, più efficiente e più sano. La dieta a zona non è utile solo per chi vuole perdere peso, o ridurre gli accumuli di grasso, ma è adatta anche a chi vuole intraprendere un percorso che garantisca una forma perfetta dal punto di vista fisico e mentale.

Per questi motivi la dieta a zona si presenta adatta a tutti, certamente a chi vuole perdere peso e dimagrire, ma anche a chi non avendo problemi di linea, ha necessità di mangiare meglio e in modo più sano per garantire all’organismo la giusta energia, e adatta infine anche a tutte le persone che svolgono attività fisica, anche intensa.

Come funziona la dieta a zona?

La dieta a zona è una dieta di tipo ipoglicemico. Non è una dieta lampo e l’obiettivo primario è quello di “entrare in zona”, cioè raggiungere un certo equilibrio, prima di tutto mantenendo stabile i livelli di glicemia.  Quando mangiamo, il livello della glicemia nel sangue aumenta, e aumenta ad una velocità diversa a seconda di quello che mangiamo, gli zuccheri ad esempio fanno innalzare la glicemia molto velocemente. Si parla quindi di picco glicemico. Con l’aumento della glicemia si attiva l’ormone dell’insulina che accumula le sostanze nutritive nelle cellule e riporta il livello di glicemia alla normalità. Durante la giornata i livelli di glicemia continuano ad alzarsi e abbassarsi continuamente e mantenerla costante è fondamentale per due motivi: il primo è che più zuccheri ingeriamo più vengono accumulati sotto forma di grasso. Il secondo è che quando il livello glicemico scende provoca una sensazione di fame che ci spinge a mangiare ancora.

Quali sono le fasi della dieta a zona?

Perché la dieta a zona funzioni ci vuole pazienza, questa dieta dimagrante non promette dimagrimenti miracolosi in pochi giorni, ma punta a raggiungere uno stile di vita che sia adottabile nel lungo periodo. Le fasi della dieta a zona si svolgono nell’arco di sei settimane in modo da abituare gradualmente l’organismo:

Fase 1. La prima fase dieta a zona dura una settimana durante la quale  dobbiamo eliminare i grassi, quindi tutti i grassi della carne, e il tuorlo d’uovo. Tra i grassi ammessi sono quelli Omega 3 che si trovano nel pesce, ma che è possibile anche introdurre nella dieta sotto forma di integratori, facilmente reperibili sul mercato.  Altri grassi concessi sono l’olio d’oliva e frutta secca, da consumare comunque con moderazione. Questi grassi sono ottimi anche perché rallentano l’assorbimento dei carboidrati e quindi evitano il picco glicemico.

Fase 2. La seconda fase dura un’altra settimana durante la quale dobbiamo ridurre al massimo gli zuccheri. Quindi bando a tutte le bevande gassate e/o zuccherate compresi i succhi di frutta, tutti i dolci industriali, gelati e biscotti, cioccolato, marmellate, caramelle. Lo zucchero raffinato che mettiamo nel tè o nel caffè andrà sostituito con il fruttosio.

Fase 3. Durante la terza settimana dobbiamo concentrarci sulla frutta e la verdura. Sì perché non tutti i tipi di frutta e verdura sono adatti, in quanto alcuni hanno un indice glicemico alto, cioè fanno innalzare velocemente la glicemia, come indicato in precedenza. Vanno quindi eliminati dalla dieta le seguenti verdure: patate, carote, zucca, barbabietole, piselli e mais. Mentre possiamo consumare tranquillamente asparagi, carciofi, cavolfiori, cavoli, cetrioli, cipolle, erbette, finocchi, melanzane, peperoni, pomodori, porri, ravanelli, sedano, spinaci, zucchine.

Dobbiamo eliminare inoltre i seguenti frutti, troppo ricchi di zucchero: banane, datteri, uva, uva passa, fichi, prugne secche. Bandita  tutta la frutta sciroppata e tutti i succhi di frutta, che oltre agli zuccheri della frutta presentano zuccheri aggiunti. Spesso infatti si tende a bere succhi di frutta pensando di mangiare sano, mentre la quantità di zucchero presente è altissima. I succhi di frutta naturali, ad esempio le spremute di agrumi vanno assunte appena fatte e senza zucchero aggiunto.

Possiamo consumare tranquillamente albicocche, amarene, arance, ciliegie, fragole, lamponi, limoni, kiwi, mandarini, mele, mirtilli, pere, pesche, pompelmi, prugne fresche.

Fase 4. Nella quarta fase che dura anch’essa una settimana dobbiamo abituarci a fare 5 pasti al giorno, mangiare poco e spesso infatti è fondamentale per mantenere i livelli di glicemia costanti.

Fase 5. Nella quinta fase dobbiamo concentrarci sulle proteine che devono provenire principalmente dal pesce, dal pollame, dai formaggi magri, dall’albume dell’uovo.

Fase 6. Mentre dalla seconda fase abbiamo dato un taglio netto agli zuccheri raffinati, nella sesta fase dobbiamo ridurre al massimo i carboidrati come pasta, pane, pizza, riso.

Nella dieta a zona ci sono quantità o dosi da rispettare?

La dieta a zona prevede l’assunzione dei principi nutritivi in proporzioni precise che sono di 40% di carboidrati 30% di proteine e 30% di grassi. Questa proporzione deve essere rispettata ad ogni pasto. I carboidrati quindi verranno assimilati da frutta e verdura, (solo da quella concessa come indicato nella fase 3, a basso indice glicemico). Le proteine derivano da pesce, carni magre, pollame, albume d’uovo, yogurt, formaggi magri, latte parzialmente scremato. I grassi derivano da pesce, olio d’oliva, olive, frutta secca.

Conclusioni

La dieta a zona sembra abbastanza equilibrata rispetto a molte diete e ci permette di avere un’alimentazione variegata. Probabilmente il punto più difficile è rinunciare a pane, pasta e pizza, ma volendo si può saltuariamente rinunciare alla frutta e sostituirla con lo stesso quantitativo di farinacei, ovviamente mantenendo la proporzione 40-30-30. La dieta a zona non è una dieta lampo quindi ci permette di abituarci in modo graduale ad un nuovo stile di vita e mantenere costante l’indice glicemico evita gli attacchi di fame che spesso inducono a mangiare fuori pasto, rovinando così i sacrifici della dieta.

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