Dieta del gruppo sanguigno: come funziona

Abbiamo scritto un nuovo articolo di approfondimento sulla dieta del gruppo sanguigno potete considerare questo come un’introduzione.

Alcuni di noi sembrano rimpinzarsi di cereali (carboidrati) e non mettere su un grammo, altri si direbbero immuni alle calorie provenienti da cibi di origine animale e, in generale, agli effetti dei macronutrienti contenuti in essi.

Poi ci sono coloro che cercano da tempo di perdere peso, senza successo, e non sanno più che pesci pigliare: orientarsi verso una dieta di tipo mediterraneo, ricca, sì, di frutta e verdura, ma con buone dosi di cereali e legumi, che non apportano grassi, ma sono ricche fonti di carboidrati, o una – diciamo così – anglosassone, più abbondante di proteine di origine animale, e pertanto più saziante e con minori effetti sulla glicemia, ma anche più ricca di grassi? Qual è, insomma, la chiave per dimagrire?
Ciascuno, si sa, è fatto a modo suo e ciò che fa perdere peso e raggiungere il benessere a un individuo può essere inefficace, o addirittura controproducente, per un altro.

Una risposta al problema di individuare la dieta più adatta a sé, senza sottoporsi a troppi, magari improduttivi, esperimenti, verrebbe dalla dieta del gruppo sanguigno, sulla quale la comunità scientifica ha opinioni discordanti.

A ciascuno il suo menu

La dieta del gruppo sanguigno si basa sull’assunto che ciascuno di noi appartenga a un macrogruppo di individui con caratteristiche simili, anche a livello metabolico, la cui espressione più evidente è il gruppo sanguigno.
Tale relazione viene spiegata da un punto di vista evoluzionistico. Secondo gli esperti, infatti, i primi umani avrebbero avuto un solo gruppo sanguigno, il gruppo classificato come 0, tutt’ora il più diffuso. Tale gruppo sanguigno faceva parte di un complessivo sviluppo dell’organismo umano per adattarsi allo “stile di vita” dei nostri progenitori. Con l’evoluzione della specie e i relativi mutamenti di comportamento, anche il metabolismo umano si è gradatamente evoluto, adattandosi a elaborare nuovi cibi (i cereali, ad esempio, o i latticini, comparsi nelle diete solo dopo che l’uomo aveva iniziato a praticare agricoltura e pastorizia) e a funzionare con nuovi regimi alimentari. Più o meno contestualmente a queste pietre miliari dell’evoluzione si sono differenziati i gruppi sanguigni (A, B e AB, tutti apparsi dopo il summenzionato 0).

La dieta del gruppo sanguigno è stata messa a punto da Peter D’Adamo – un naturopata americano, mentre in Italia è promossa dal dottor Piero Mozzi – osservando che i cibi meno tollerati dagli individui erano proprio quelli che esulavano dalla dieta “originale” delle popolazioni entro le quali quel gruppo sanguigno si era formato.
Per dimagrire e ritrovare il peso forma, e, più in generale, per risolvere molti disturbi, allora, la dieta del gruppo sanguigno propone di eliminare – o comunque limitare molto – l’assunzione dei cibi non compresi nelle “diete originali” dei rispettivi gruppi.
Gli esempi chiariranno il concetto.

Dieta per il gruppo sanguigno 0

Essendo quello più antico è il gruppo sanguigno degli uomini preistorici, che si alimentavano principalmente della carne degli animali cacciati e di frutta e verdure spontanee, e che ancora non conoscevano agricoltura e allevamenti. Per ritrovare il benessere, dunque, chi appartiene al gruppo zero dovrebbe limitare al massimo cereali e latticini. Allo stesso tempo, però, a causa dell’alimentazione molto proteica e nutriente e di un corpo “progettato” per inseguire e fuggire, a coloro che hanno il gruppo sanguigno 0 è raccomandato molto movimento.

Dieta per il gruppo sanguigno A

Secondo gli studiosi, il gruppo A è comparso massicciamente nella popolazione dopo l’invenzione dell’agricoltura. I cibi più indicati per coloro che appartengono a questo gruppo sanguigno sono, dunque, i vegetali, la frutta, nonché uova e pesce, mentre le carni risultano difficili da metabolizzare, così come i latticini.

Dieta per il gruppo sanguigno B

Sembra che questo gruppo sanguigno si sia sviluppato nelle popolazioni che si sono stanziate in Asia migliaia di anni fa e che si sono dovute adattare a un nuovo clima e a nuove condizioni.
La peculiarità di questo gruppo sanguigno, quindi, è la capacità di adattamento, che fa sì che possa beneficiare di una dieta varia, poiché il suo organismo tollera bene diversi alimenti. Anche i latticini possono essere consumati, pur con moderazione, mentre gli alimenti meno facilmente assimilabili sono frutta secca e legumi.

Dieta per il gruppo sanguigno AB

Il gruppo sanguigno più raro è anche il più complicato. È ritenuto essere il prodotto della mescolanza dei gruppi A e B e pertanto presenta caratteristiche di entrambi; la dieta suggerita non fa eccezione. Le carni più comuni sono sconsigliate, mentre si possono consumare quelle di montone, agnello e coniglio. Via libera, invece, alla maggior parte degli ortaggi, ma carciofi e peperoni andrebbero evitati. Anche sui cereali ci sono molte restrizioni e i soli consigliati per chi ha il gruppo sanguigno AB sono miglio e riso.

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