Rosacea: i cibi da evitare per dire addio alla couperose

La rosacea (detta anche couperose) non è solo  conseguenza emotiva a un’emozione, il classico arrossire in una situazione imbarazzante che è naturale.
Arrossire dopo un pasto è meno automatico e dovrebbe far sorgere in coloro a cui capita qualche sospetto: forse è sintomo di rosacea. Anche durante gli sbalzi di temperatura la rosacea si presenta prepotentemente in tutta la sua forza andando a colorare le gote.

Rosacea: cosa è

La rosacea è una dermatosi, ossia una malattia della pelle, che si manifesta sul viso e che comporta l’arrossamento – anche acuto e cronico – della zona di naso, guance e fronte, ma che può manifestarsi anche con sintomi più evidenti come papule e pustole, che fanno sì che venga confusa con una forma di acne. Comunemente è nota anche con il termine couperose.

Nelle sue manifestazioni più lievi viene spesso trascurata, proprio perché non comporta grossi disagi a chi ne è affetto, che spesso lo scopre quasi casualmente. Se non si interviene, però, può degenerare in manifestazioni più sgradevoli di un semplice rossore, provocando imbarazzo e disagio emotivo, con ripercussioni psicologiche considerevoli. Diagnosticare la rosacea non è sempre facile, sia perché inizialmente i sintomi possono non essere ben evidenti, sia perché le sue manifestazioni possono essere confuse con quelle di altre patologie.

Le cause di questa malattia, inoltre, non sono del tutto chiare agli studiosi: è quasi certa una componente ereditaria e sembrano esserci relazioni con l’ambiente e lo stile di vita, ma la molteplicità di fattori cui è correlata lascia ampie zone d’ombra.

Gestire e ridurre i sintomi della rosacea con la dieta

Per questo, attualmente, non si può “guarire” dalla rosacea, ma se ne possono controllare efficacemente i sintomi e rallentarne l’evoluzione.

Sebbene esistano terapie farmacologiche che vengono – anche a seconda della gravità del caso – associate alla dieta, uno dei primi e più diffusi metodi per contrastare questa patologia consiste proprio nel modificare il proprio stile di vita, a cominciare dall’alimentazione. Chi è affetto da rosacea già saprà – se non altro per esperienza – di dover evitare gli sbalzi di temperatura, e ciò è valido anche, e soprattutto, quando si tratta di cibo: non solo vanno evitati cibi di temperatura troppo elevata, ma anche quelli “caldi” in senso organolettico, cioè quelli troppo speziati e piccanti.

Anche i cibi fermentati stimolano troppo l’attività gastrica, con conseguente “riflesso” sul viso, perciò occorre limitare drasticamente l’assunzione di formaggi, tofu, miele, vino, birra…

Poiché, poi, sembra esserci una correlazione fra rosacea e popolazione dei batteri intestinali, ridurre considerevolmente l’apporto di carboidrati aiuta a tenere sotto controllo la proliferazione dei ceppi responsabili di questa dermatosi, contrastandola.

couperose

Quali cibi evitare se si è affetti da rosacea

L’elenco degli alimenti da non assumere che il medico consegna al paziente con couperose potrebbe quasi essere definito da alcuni “spaventoso” e comprende, fra l’altro:

Alcol, per ovvie ragioni di vasodilatazione;

Spezie, in particolare quelle più piccanti come peperoncino e pepe, ma anche quelle dal sapore più delicato, come noce moscata e cannella;

Caffè e tè, a meno che non vengano consumati a temperatura ambiente;

– Zuppe e minestre di qualsiasi tipo, se a temperatura troppo alta, così come cibi solidi troppo caldi;

Formaggi e latticini, tranne, con moderazione, la ricotta;

– Tofu, tempeh, salsa di soia e altri prodotti di origine vegetale fermentati (incluso l’aceto);

Agrumi;

– Pomodori, melanzane e solanacee in genere;

Banane;

– Pietanze ricche di carboidrati, come pasta, pane, pizza e, a maggior ragione, dolci;

Cioccolato;

– Molti legumi, come fagioli e piselli;

Lievito.

L’elenco non è completo, ma dà l’idea di quanto complesso sia il trattamento della rosacea.

Oltre a seguire una dieta che non la acuisca, chi è affetto da rosacea dovrà prestare particolare attenzione anche al proprio stile di vita, evitando il più possibile gli sbalzi di temperatura nel passare da un ambiente all’altro (specie se sono molto elevati, come facendo la sauna o uscendo da piscine, palestre, scuole o ospedali in inverno), l’uso di cosmetici aggressivi, temperature “estreme” dell’acqua per lavarsi (rinunciando a bagni caldi d’inverno e docce fredde d’estate) e prestando addirittura attenzione a non sollecitare troppo i capillari del viso con gli sforzi fisici.

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