Vegan la scelta che fa il botto

Da nicchia a fenomeno di massa

Non ci vuole molto per capire che il mondo sta cambiando, parole come ecologia, ambiente, energie rinnovabili e risparmio energetico sono diventate un mantra per ogni personalità politica e pubblica.

Che cos’ha a che fare con i vegani tutto questo? Semplice, il mondo vegan non solo ripudia la carne per l’etica, ma è anche un movimento o se vogliamo una filosofia di vita che abbraccia sostanzialmente tutte quelle belle parole di cui sopra.

Quest’atteggiamento di consapevolezza sta ammaliando milioni di persone, che evidentemente si rende conto che il modello consumistico è prima di tutto effimero e conseguentemente devastante sia per le persone sia per l’ecosistema.

Lo stile di vita vegan

Il vegano è attento non solo a quel che mangia evitando categoricamente tutto quello che è di derivazione animale, ma è anche eco-friendly, nel senso che la maggiore sensibilità verso gli animali si amplifica anche verso l’ambiente, un vegano è anche un po’ “zen” se vogliamo.

Minori consumi per le inutilità, il consumismo sfrenato è abolito dal vegano attento anche all’ambiente, il consumo dei cibi parte da quelli della terra e sempre più raramente si acquistano cibi industriali o confezionati, uno stile di vita che cambia radicalmente il rapporto con l’attuale società che si fonda sul consumo per lo più inutile.

Le corporation se ne sono accorte

Le aziende produttrici hanno colto il segnale che viene dal basso di chi per vari motivi ha deciso di andare borderline per quanto riguarda i consumi, per questo molti produttori del settore alimentare stanno cambiando filosofia produttiva strizzando l’occhio ai vegan’s!

Si tratta di un dato positivo, perché vuol dire che la “nicchia” è diventata “massa” e quindi oggi ha un peso rilevante sull’economia rispetto al passato, ma parliamo sempre di mercificazione e trasformazione di prodotti, che se pur industriali in questo caso risparmiano gli animali, che in fin dei conti è quel che ogni vegano desidera.

Il problema della mutazione

Il cambio produttivo in atto è senz’altro una bella notizia per il mondo vegan, ma sul fronte consumistico cambia poco, ci ritroviamo di nuovo in balia di multinazionali che riusciranno a fare sicuramente altri danni pur non sfruttando gli animali.

E’ chiaro che le industrie dell’agroalimentare non rinunceranno a fette di mercato, per cui possiamo già ipotizzare uno stimolo verso il vegan-food da parte delle stesse con la complicità istituzionale, questo modificherà di poco l’attuale situazione alimentare consumistica, fermo restando il punto centrale etico che risparmierà lo sfruttamento degli animali.

Futuro sempre più vegan perché lo vogliamo noi ma anche le aziende

Nei prossimi anni, diciamo tra 3/4, vegan sarà la parola “chiave” dominante sotto la quale si racchiude ambiente, salute ed etica, confermando le fasi del cambiamento scomodo; “prima t’ignorano, poi di attaccano e infine abbracciano la causa perché conveniente”.

E’ già successo in passato e succederà ancora anche con i vegani, ora siamo all’inizio della terza fase, anche se l’abbraccio delle multinazionali non è proprio entusiasmante!

Sonia Raimondi

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