Colite: Sintomi, Cause, Cosa mangiare e cosa non, Cura

Gianluigi Salvi
Gianluigi Salvi

La colite è una situazione di infiammazione, che si può manifestare in modo acuto oppure interessando in modo cronico del tratto intestinale. Come facilmente intuibile dal nome la zona maggiormente colpita è quella del colon, il tratto terminale dell’apparato digerente. Questa zona, a differenza dell’intestino tenue non ha un ruolo principale nell’assorbimento delle varie tipologie di nutrienti ma di quello di acqua e sale; in più, grazie alla presenza del ricco microbiota umano, in questa zona possono essere sintetizzate alcune vitamine liposolubili essenziali per le regolari attività dell’organismo.

La colite, come ben sappiamo, fa parte dei disturbi gastrointestinali e indica una serie di situazioni che possono essere anche molto differenti tra loro tanto che questa definizione viene utilizzata sia per indicare una causa di infiammazione indeterminata che una determinata e ben precisa come potrebbe essere il caso della colite ulcerosa diagnosticata.

Ma come diagnosticare la colite? Il medico si basa sulla storia medica del singolo soggetto che si trova di fronte. Oltre a questa analisi è possibile affiancare degli esami clinici ed eventualmente alcuni test che possono essere eseguiti in laboratorio analisi (coltura e ricerca dei parassiti nei campioni di feci, ad esempio). Ulteriori test coinvolgono esami quali tomografia computerizzata addominale oppure radiografie addominali o colonscopia.

Colite: sintomi

Abbiamo visto che la colite indica un ampio parco di situazioni per cui come è possibile etichettarne i sintomi? Cosa hanno in comune?

Ovviamente, come è logico pensare i sintomi sono variabili e dipendono sia dalla situazione sottostante che dalla variabilità individuale. Solitamente sono presenti:

  • dolori addominali che possono avere diversa intensità
  • diarrea emorragica
  • incontinenza fecale
  • flatulenza e meteorismo
  • affaticamento
  • perdita di appetito e di peso

Altri sintomi che però non interessano in modo diretto il sistema gastro intestinale riguardano la fatica a respirare, la tachicardia ed eventualmente la presenza di sintomi febbrili ma anche artrite, formazioni ulcerose a livello della mucosa della bocca ed irritazione oculare.

Colite: cause

Le varie tipologie di colite, oltre ai modi ed alla sintomatologia con cui questa si presenta può essere classificata anche in base alla causa, o alle cause, scatenanti. Tra le principali tipologie di colite vanno ricordate le tipologie autoimmuni oppure quelle conseguenti ad un particolare trattamento come, ad esempio, la colite da diversione o la colite chimica oppure quella conseguente ad un trattamento chemioterapico o ad alcune radiazioni.

Oltre a queste tipologie di colite è importante sottolineare che alcune tipologie possono avere alla base un’infezione sottostante causata, ad esempio da patogeni quali il Clostridium difficile oppure da Escherichia coli.

Ci possono anche essere dei casi in cui i medici parlano di colite atipica che è una definizione che spesso viene utilizzata per indicare tutte quelle situazioni che non si conformano ai criteri per i tipi conclamati.

Colite: cosa mangiare e cosa non

Per quanto riguarda l’alimentazione è importante precisare che ogni persona è diversa e che, pertanto, ognuno può reagire in modo diverso ai vari cibi per questo è importante andare a sperimentare soprattutto in modo di non andare ad escludere a priori alcune tipologie di alimenti.

Un ruolo importante le hanno sicuramente le fibre che possono andare ad alleviare alcune manifestazioni sintomatiche quali la costipazione (non hanno però un ruolo attivo nel contrasto del dolore e della diarrea). Per questo motivo è consigliata l’assunzione di alimenti integrali ma anche alcune tipologie di frutta, soprattutto se viene cotta, e verdura.

Più nel dettaglio sono consigliati cereali quali:

  • avena
  • orzo
  • riso
  • patate o carote con cotture semplici (lesse)
  • carne e pesce bianchi
  • yogurt
  • frutta cotta

Importanti sono anche i condimenti che devono essere il più possibile leggeri.

Colite: cura

La cura della colite dipende dalla gravità con cui si manifesta ed il trattamento può essere veramente eterogeneo in quanto può andare dal ricovero ospedaliero (che può avvenire anche subito dopo aver effettuato una colonscopia) all’assunzione di farmaci antinfiammatori di tipo steroideo utilissimi per riuscire ad accelerare la guarigione del tratto del colon interessato.

Andiamo a vedere più nel dettaglio quali farmaci solitamente vengono impiegati nei diversi casi di colite facendo una prima distinzione tra colite ulcerosa e colite spastica (conosciuta anche come sindrome del colon irritabile).

Tra i farmaci impiegati nel trattamento della colite ulcerosa, importante da trattare perché può essere considerata una prima causa di cancro al colon o al retto, ci sono gli immunosoppressori (azatioprina e metotrexate), gli aminosalicilati (come la mesazalina) oppure i corticosteroidi o glucocorticoidi conosciuti anche come farmaci antinfiammatori di tipo steroideo a causa della loro particolare struttura chimica (tra questi impossibile non citare il prednisone e l’idrocortisone).

Come tutti i trattamenti farmacologici è importante ricordare che tutti questi farmaci non sono assolutamente privi di effetti collaterali che si possono manifestare in modo anche molto differente da individuo ad individuo, tra i principali ricordiamo quelli che vanno ad interessare in tratto gastrointestinale per cui nausea, vomito, aumento di peso e fenomeni diarroici.

Parliamo ora del trattamento che, invece, interessa invece la colite spastica. Si tratta di una forma che prevede, tra le cause della sua insorgenza, delle situazioni che riguardano molto da vicino l’ambito più psicologico ed in misura maggiore interessa i soggetti ansiosi o affetti da disturbi di natura depressiva. Coinvolge, a differenza della precedente, soprattutto la motilità gastrica a livello del tratto gastro intestinale.

In questo caso i farmaci più indicati sono gli inibitori di pompa protonica (come omeprazolo ed esomeprazolo), gli antispastici (buscopan), antidiarroici oppure alcuni procinetici (tra questi ultimi il più utilizzato è senza dubbio il domperidone).

In questo caso gli effetti collaterali sono differenti rispetto alle classi di sostanze citate precedentemente e generalmente si manifestano con sonnolenza e secchezza delle fauci.

Colite: tipologie

Abbiamo già accennato precedentemente le varie tipologie di colite in diverse parti di questo articolo, per fare un breve riassunto possiamo ricordare:

  • Colite di origine infettiva
  • Colite causata da Escherichia coli
  • Colite provocata da shigella
  • Colite da salmonella
  • Colite ulcerosa
  • Colite spastica
  • Colite ischemica
  • Colite pseudomembranosa
  • Colite indeterminata
  • Colite provocata dall’utilizzo di lassativi
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