pantoprazolo
Francesca Lolli
Francesca Lolli

Pantoprazolo: benefici, effetti collaterali, controindicazioni, prezzo

Indice

Il pro-farmaco pantoprazolo è un gastroprotettore appartenente alla categoria degli inibitori della pompa protonica (IPP). La sua struttura chimica è molto simile all’omeprazolo, che è il capostipite di questa classe di farmaci.

Il pantoprazolo è un protettore gastrico che ha la funzione di ridurre la secrezione di acido cloridrico nello stomaco. Il pantoprazolo è un pro-farmaco, di conseguenza agisce dopo essere stato protonato ed attivato nelle cellule parietali dello stomaco.

Farmaci da banco contenenti questo principio attivo vengono impiegati nella cura di patologie come ulcera gastrica e duodenale, malattie del reflusso gastroesofageo e non solo.

Pantoprazolo: a cosa serve

Come già detto il pantoprazolo fa parte dei farmaci inibitori della pompa proponica, ovvero una struttura che è presente sulla membrana cellulare e funziona pompando all’interno dello stomaco degli ioni H+, che acidificano l’ambiente gastrico. Il pantoprazolo inibisce in maniera irreversibile questa struttura: di conseguenza per riattivare il meccanismo, la cellula deve produrre una nuova pompa protonica.

Il pantoprazolo, come tutti gli inibitori della pompa protonica che hanno il compito di bloccare la secrezione di acido cloridrico, trova impiego nel trattamento delle seguenti patologie:

  • Malattia da reflusso gastroesofageo (ne riduce i sintomi insieme a Gaviscon e Maalox, guarisce l’esofagite e ne previene ulteriori danni)
  • Gastrite
  • Bruciori e dolori allo stomaco
  • Ulcera duodenale
  • Ulcera gastrica
  • Prevenzione dell’ulcera da FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)
  • Eradicazione di Helicobacter pylori (insieme a terapia antibiotica)
  • Sindrome di Zollinger-Ellison (che causa un’eccessiva produzione di acidi nello stomaco).

acidità pantoprazolo

Pantoprazolo formati 20 mg e 40 mg

Il pantoprazolo è acquistabile dietro prescrizione medica in compresse gastroresistenti da 20 mg o 40 mg. Le compresse vanno assunte intere e mai masticate o spezzate, altrimenti i succhi gastrici ne distruggeranno il contenuto.

Assunto per via orale, il farmaco viene assorbito rapidamente nel tratto gastrointestinale. La presenza di cibo ne rallenta l’assorbimento, per questo motivo la compressa va ingerita di mattina, a digiuno, prima di colazione. Il dosaggio ed i tempi di trattamento tuttavia variano in base alla patologia da trattare.

Posologia per alcune patologie

Vediamo i dosaggi di pantoprazolo 20 mg e 40 mg per alcune patologie gastriche. Le informazioni hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.

  • Gastrite. 40 mg una volta al giorno per 4 settimane (fino a 8 settimane, nei casi più gravi)
  • Ulcera duodenale. 40 mg una volta al giorno per 2 settimane (fino a 4 settimane, nei casi più severi).
  • Reflusso gastroesofageo. 20 mg una volta al giorno per 2-4 settimane. Nei casi più severi, la dose va aumentata fino a 40 mg prolungando il trattamento fino a 8 settimane. Nella terapia di mantenimento, il dosaggio scende a 20 mg una volta al giorno (in caso di recidiva, si raddoppia a 40 mg per, poi, ridurre di nuovo a 20 mg quando la recidiva è risolta).
  • Trattamento di Helicobacter pylori. 80 mg al giorno in due somministrazioni giornaliere, in associazione alla terapia antibiotica (claritromicina 1000 mg ed amoxicillina 2000 mg);
  • Sindrome di Zollinger-Ellison. 80 mg una sola volta al giorno.
  • Prevenzione della gastrite da uso prolungato di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Una compressa da 20 mg una volta al giorno, la mattina a digiuno (30-45 minuti prima di colazione).

Peptazol e Gastroloc: i due protettori gastrici a base di pantoprazolo più usati

Il pantoprazolo è un principio attivo ed è disponibile sia come farmaco generico, sia come marchi registrati. I due protettori gastrici a marchio registrato più usati a base di pantoprazolo sono Peptazol e Gastroloc.

Il Gastroloc è solitamente commercializzato in formato 20 mg e 40 mg ed è un prodotto utile per la sua azione antiacida e gastroprotettrice. Il Peptazol, anche questo commercializzato nei formati da 20 mg e 40 mg, svolge le stesse funzioni del Gastroloc.

C’è quindi a una vasta scelta, poiché tutti questi gastroprotettori sono di fatto identici.

pantoprazolo

Pantoprazolo: effetti collaterali

Seppure generalmente ben tollerato, il pantoprazolo come gli altri protettori gastrici può provocare effetti collaterali. Bisogna quindi distinguere effetti collaterali comuni, non comuni o rari. Ecco quali sono.

Effetti collaterali comuni

  • Diarrea
  • Nausea, vomito
  • Costipazione
  • Dolore addominale
  • Flatulenza, gas
  • Mal di testa, cefalea
  • Secchezza delle fauci
  • Sonnolenza, stanchezza
  • Insonnia
  • Agitazione, nervosismo

Effetti collaterali non comuni

  • Eruzioni cutanee
  • Dermatite
  • Prurito
  • Orticaria
  • Disturbi metabolici (come iponatriemia)

Effetti collaterali rari

  • Disturbi muscolo-scheletrici (debolezza muscolare, miopatia, rabdomiolisi)
  • Dolori alle articolazioni
  • Contrazioni muscolari involontarie
  • Convulsioni
  • Vertigini
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Fratture dell’anca, polso o colonna vertebrale
  • Osteoporosi
  • Febbre
  • Infezioni respiratorie (polmonite)
  • Eventi cardiovascolari (attacchi cardiaci, morte cardiovascolare)
  • Riduzione dei livelli di emoglobina e dell’ematocrito
  • Riduzione dei livelli ematici di vitamina B12
  • Anemia
  • Offuscamento della vista
  • Disorientamento
  • Nefrite acuta interstiziale

E’ assolutamente necessario interrompere il trattamento e contattare subito un medico se si rilevano i seguenti sintomi:

  • Vomito ricorrente (anche con presenza di sangue)
  • Involontaria riduzione di peso
  • Difficoltà a deglutire o respirare
  • Pallore e debolezza (anemia)
  • Diarrea grave (feci molli, sangue nelle feci)
  • Convulsioni
  • Spasmi muscolari
  • Tremori incontrollabili
  • Febbre
  • Battito cardiaco irregolare
  • Raucedine
  • Gonfiore del volto, lingua, labbra, gola, occhi (reazione allergica)
  • Gonfiore dei piedi, mani, polpacci, caviglie
  • Rash cutanei, orticaria, prurito
  • Vesciche, desquamazioni
  • Ingiallimento della pelle o del bianco degli occhi.

Controindicazioni

Prima di assumere il pantoprazolo, è estremamente importante accertarsi di non soffrire di ulcera maligna perché il protettore gastrico, alleviando i sintomi di questa grave malattia, renderebbe più difficile la corretta diagnosi.

Nei pazienti affetti da insufficienza epatica, è sconsigliato assumere più di 20 mg di pantoprazolo al giorno.

Da studi clinici in vivo, non è emerso alcun effetto avverso sul feto o tossicità peri/post natale in caso di gravidanza: comunque sia, una donna in dolce attesa o in fase di allattamento dovrebbe chiedere il parere del medico prima di assumere questo farmaco antiacido.

Il pantoprazolo è controindicato a pazienti affetti da:

  • ipersensibilità/allergia al principio attivo ed ai suoi eccipienti
  • ipersensibilità/allergia a tutti gli altri inibitori della pompa protonica (esomeprazolo, omeprazolo, lansoprazolo, dexlansoprazolo, rabeprazolo)
  • malattie epatiche
  • malattie ai reni
  • bassi livelli ematici di magnesio
  • intolleranza alla lecitina di soia, al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di sucrasi-isomaltasi.

Pantoprazolo: interazione con altri farmaci

Il pantoprazolo, come tutti gli inibitori della pompa protonica, può interferire con diversi farmaci, integratori e fitoterapici compromettendone l’efficacia: per questo motivo si consiglia di comunicare al medico se si sta seguendo una terapia farmacologica.

Pantoprazolo ad esempio interagisce con:

  • Clopidogrel, principio attivo antiaggregante utilizzato per la cura di malattie cardiovascolari
  • Azatanavir, farmaco antivirale usato per trattare l’infezione da HIV
  • Diazepam (benzodiazepina usata per trattare disturbi d’ansia)
  • Warfarin ed altri farmaci anticoagulanti
  • Erlotinib impiegato per alcuni tipi di cancro
  • Farmaci antifungini come ketoconazolo, itraconazolo e posaconazolo
  • Fenitoina (antiepilettico)
  • Saquinavir
  • Cilostazolo
  • Ciclosporina
  • Metotrexato
  • Farmaci impiegati contro l’ipertensione
  • Nelfinavir (usato per il trattamento dell’HIV)
  • Integratori di ferro
  • Digossina
  • Erba di San Giovanni
  • Benzodiazepine
  • Disulfiram
  • Rifampicina

Pantoprazolo prezzo

Il pantoprazolo viene prodotto da diverse case farmaceutiche tra cui Teva. Il farmaco generico viene venduto con lo stesso nome del principio attivo, che si trova in commercio anche con altri nomi come Pantecta, Pantopan, Pantorc, Peptazol, Pireflux.

Il prezzo del pantoprazolo Teva varia a seconda del dosaggio: 3,94 euro per 14 capsule da 20 mg, 7,79 euro per 14 compresse da 40 mg.

Altri protettori gastrici

Tabella comparativa dei vari protettori gastrici:

Principio attivoNome commercialeClassificazionePicco plasmaticoUtilizziCaratteristiche
LansoprazoloLimpidex, Lansox, EugastranInibitori della pompa protonica (IPP)2hTrattamento del reflusso gastroesofageo anche complicato ed atipico, dell'ulcera gastrica e duodenale, della sindrome di Zollinger-EllisonEfficacia superiore rispetto ad altri IPP nel trattamento del reflusso gastroesofageo
PantoprazoloPantorc, Pantopan, pantecta, PirefluxInibitori della pompa protonica (IPP)2hTrattamento della gastrite e dell'ulcera duodenale, trattamento della sindrome di Zollinger-EllisonProvoca meno effetti collaterali del lansoprazolo ma più dell'omeprazolo
e risulta migliore dell’omeprazolo in termini di efficacia nella terapia dell'ulcera duodenale
EsomeprazoloNexium, Lucen, Esopral, AxagonInibitori della pompa protonica (IPP)2hTrattamento del reflusso gastroesofageo, dell'esofagite, della sindrome di Zollinger-EllisonRispetto agli altri gastroprotettori agisce più rapidamente
OmeoprazoloMepral, Omeprazen, Xantrazol, Antra, Omolin Inibitori della pompa protonica (IPP)2hTrattamento per la gastrite, per l’eradicazione di Helicobacter Pylori, prevenzione di lesioni gastriche derivanti da FANSE’ il capostipite della classe degli IPP. Riduce il rischio di effetti collaterali come nausea, vomito e cefalea rispetto a lanzoprazolo e pantoprazolo
DexlansoprazoloDixilant, GladexaInibitori della pompa protonica (IPP)2-5hTrattamento esofagite da reflusso erosiva, bruciore gastrico e rigurgito acido associato a malattia da reflusso gastroesofageo
RabeprazoloParietInibitori della pompa protonica (IPP)2hTrattamento della gastrite, del reflusso gastroesofageo, dell'esofagite, della sindrome di Zollinger-Ellison
Idrossidi di magnesio ed allumino, dimeticoneMaalox, Maalox RefluRAPIDAntiacidi e citoprotettori-Trattamento del bruciore di stomaco e dell’iperacidità, trattamento del reflusso gastro-esofageo
Alginato di sodio, bicarbonato di sodio e carbonato di calcioGaviscon, Gaviscon Bruciore e Indigestione, Gaviscon Advance Antiacidi e citoprotettori-Trattamento del bruciore di stomaco e dell’iperacidità, trattamento del reflusso gastro-esofageo

Oltre al pantoprazolo, ricordiamo quali sono gli altri inibitori della pompa protonica:

Da una parte, l’efficacia clinica di questi farmaci antiacido risulta molto simile, dall’altra però l’efficacia varia anche da soggetto a soggetto.

L‘omeprazolo, in particolare, è il migliore inibitore per quel che riguarda l’eradicazione di Helicobacter pylori ed il meno rischioso in relazione ad effetti collaterali come ad esempio cefalea, nausea, vomito. Difatti, da uno studio comparativo effettuato sull’uso di lansoprazolo, omeprazolo e pantoprazolo, è risultato che il pantoprazolo provoca meno effetti collaterali del lansoprazolo ma più dell’omeprazolo.

Il pantoprazolo a pH neutro risulta 3 volte più debole dell’omeprazolo, mentre a pH acido il suo potere inibitorio è maggiore rispetto a quello dell’omeprazolo e del lansoprazolo.

Nel trattamento della gastrite il pantoprazolo risulta efficace quanto l’omeprazolo in termini di cicatrizzazione dell’ulcera gastrica, mentre per la cicatrizzazione dell’ulcera duodenale il pantoprazolo risulta essere più efficace dell’omeprazolo.

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