Adiponectina: cos’è? Adipochina, Resistina e in Farmacia

Ilenia Zelin
Ilenia Zelin
Indice

Adiponectina, di che cosa si tratta? Stiamo parlando di una proteina della famiglia delle citochine che, nel genere umano, è codificata dal gene ADIPOQ. In altre parole, l’adiponectina può anche essere definita come ormone proteico capace di regolare la quantità di glucosio e il catabolismo degli acidi grassi, attraverso il quale si ricava energia chimica dalla demolizione delle sostanze nutritive ricche di energia. Il motivo per cui sentiamo sempre più parlare di questa proteina è che viene considerata un “ormone buono”, prodotto dal grasso addominale ed essenziale per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari e non solo.

adiponectina

Come abbiamo già detto, questo ormone proteico si trova implicato all’interno di moltissimi processi metabolici ma i più importanti riguardano la regolazione degli zuccheri e l’attività di catabolismo degli acidi grassi. Inoltre, agisce contro il rischio arteriosclerotico, quello cardiovascolare e aiuta l’insulina ad agire. Secondo alcuni studi che sono stati svolti in laboratorio, in vivo, su diverse specie di roditori l’adiponectina sembra presentare importanti proprietà anche antiaterogeniche ed anti infiammatorie. Vediamo più nel dettaglio cos’è e come funziona questo ormone proteico.

Vedi anche: che cos’è l’Irisina

Adiponectina: cos’è?

L’adiponectina è un ormone proteico, definito nel dettaglio come una proteina formata da 244 aminoacidi. A livello fisiologico, viene codificata da un gene conosciuto con il termine ADIPOQ. L’adiponectina si conosce soprattutto a causa degli effetti che provoca. Non a caso, la sua attivazione che sembrano essere correlati in modo stretto con il processo di dimagrimento. La sua popolarità è dovuta ad una curiosità, poichè l’adiponectina è considerata anche come l’ormone del cacciatore. Fin dai tempi più antichi, gli uomini primitivi, una volta che si concludeva la stagione invernale, dovevano riprendere la loro abituale attività della caccia. Questa ripresa richiedeva un movimento rapido, dunque le riserve di grasso accumulate durante l’inverno per scaldarsi dovevano essere rimosse. In questo modo, in un breve periodo, il fisico diventava, nel complesso, più atletico.

adiponectina

In questo processo, al tempo essenziale per la sopravvivenza, l’adiponectina svolgeva un ruolo particolarmente importante. Attualmente, naturalmente, la caccia non rappresenta più un’attività necessaria. Per questo motivo, per ottenere un ottimo stato di forma fisica, è necessario svolgere un’attività motoria di tipo intenso. Per questo motivo gli nuovi studi che riguardano il dimagrimento sono a favore di un allenamento di tipo HIIT, che si basa sull’alta intensità intervallata a periodi di recupero attivo. Questa formula sembra essere la migliore per riuscire a bruciare i grassi. Una relazione importante da tenere a mente è quella che riguarda il grasso addominale e l’adiponectina. Non a caso, quando il grasso in questa zona aumenta, l’adiponectina diminuisce e, di conseguenza, aumenta il rischio cardiovascolare e il malfunzionamento dell’insulina. A lungo andare, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari ma anche di diabete. Questo motivo uno stile di vita sano agisce influenza anche sul nostro stato di salute.

Adiponectina e adipochina

Qual è la relazione tra adipochina e adiponectina? Non si tratta di una vera e propria differenza, proprio perché l’ormone proteico di cui stiamo parlando all’interno di questo articolo rientra a far parte di una famiglia più ampia. Questo è il caso delle adipochine, anche note come adipocitochine, con un nome che rimanda ai termini della lingua greca adipo-, grasso; cyto-, cellula; e -kinos, movimento. Si tratta di una famiglia di citochine, definite come molecole proteiche di segnalazione tra cellula e cellula. Ogni proteina inclusa all’interno di questo gruppo viene prodotta proprio dal tessuto adiposo, come nel caso dell’adiponectina. A differenza di quello che potremmo pensare, la scoperta di questa famiglia di citochine è piuttosto recente proprio grazie ad una serie di studi che si sono dedicati all’analisi del tessuto adiposo.

adiponectina

Non a caso, un tempo il tessuto adiposo veniva considerato semplicemente come una struttura di puro deposito energetico. In realtà, il tessuto adiposo costituisce un vero e proprio organo endocrino quindi produce a tutti gli effetti ormoni. A proposito, le adipochine possono essere considerate a tutti gli effetti ormoni, cioè mezzi attraverso cui le cellule comunicano con il resto dell’organismo. Una informazione importante da tenere a mente ha proprio a che vedere con il ruolo di queste citochine all’interno del nostro corpo. Infatti, la loro struttura, funzione, regolazione può avere una correlazione anche con lo stato infiammatorio cronico tipico dell’obesità.

Adiponectina e Resistina

La relazione tra adiponectina e resistina ha che vedere con il fatto che entrambi appartengono alla famiglia delle adipochine. Come abbiamo già detto, è di fondamentale importanza considerare il tessuto adiposo come un vero e proprio organo endocrino, capace di produrre ormoni capaci di comunicare con il resto dell’organismo. Stiamo parlando, con riferimento alla resistina, di un ormone proteico prodotto dai macrofagi, in seguito ad un aumento del tessuto adiposo, codificato dal gene RETN. Si tratta di una delle adipochine con scoperta più recente, di fondamentale importanza poichè potrebbe trattarsi dell’anello di congiunzione tra infiammazione e resistenza all’insulina. Abbiamo già sottolineato che un livello di infiammazione cronica provoca un forte aumento di peso, non a caso si tratta di una condizione tipica dell’obesità.

Tra gli effetti della resistina ritroviamo anche la capacità di ridurre l’efficacia dell’insulina, oltre che di aumentare la produzione di colesterolo LDL, quello cattivo, a livello del fegato. Allo stesso tempo, la resistina è anche in grado di ridurre l’eliminazione del LDL. A differenza dell’effetto positivo della adiponectina, è importante sapere che un organismo con elevati livelli di resistina ha bisogno di produrre maggiori quantità di insulina per ottenere gli stessi risultati relativamente alla glicemia. Influenzare il funzionamento dell’insulina ricade sul funzionamento di tutto il nostro corpo, questo perchè si occupa di determinare se le calorie ingerite devono essere trasformate in energia o in scorte di grasso.

adipociti

A differenza di quello che avveniva un tempo, in cui non sempre era facile procacciarsi del cibo, ad oggi abbiamo a nostra disposizione molte più risorse alimentari di quelle di cui abbiamo bisogno. Difficilmente, nel mondo industrializzato, abbiamo a che fare con scarsità di cibo e quindi la resistina, portando a una resistenza insulinica, in una situazione di abbondanza alimentare finisce con provocare accumulo di peso. La soluzione a questa problematica è proprio quella di optare per cibi freschi, a basso contenuto di grassi oltreché ad abbondanti quantità di frutta e verdura, come suggerito dalla dieta mediterranea.

Adiponectina in Farmacia

Appurati gli effetti benefici e di fondamentale importanza per il nostro corpo della adiponectina, come possiamo aumentare i livelli di questo ormone proteico per massimizzarne l’efficacia? Partiamo dal presupposto che affidarsi a professionisti dell’alimentazione è essenziale prima di decidere di assumere integratori. Senza ricorrere a farmaci o simili, gli alimenti che potrebbero aumentare i livelli di adiponectina includono le prugne, i prodotti a base di latte e a ridotto contenuto di grassi oltre che il caffè. L’attività fisica e il movimento sono di essenziale importanza, da affiancare sempre a un regime alimentare adeguato.

D’altra parte, esistono anche integratori di adiponectina in farmacia. Questo è il caso del DHA, cioè l’acido docosaesaenoico. Stiamo parlando di un acido grasso essenziale polinsaturo, che appartiene alla famiglia degli omega-3 e che si trova in concentrazioni significative, nel pesce grasso, in altri prodotti della pesca e nelle microalghe marine. Integratori a base di DHA sono ideali non solo per gli effetti sul dimagrimento ma anche per la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, neurodegenerative e la riduzione dello stato infiammatorio cronico. Curcumina e ginseng sono due ingredienti che si trovano spesso in vari tipi di integratori, capaci di aumentare le quantità di adiponectina. La curcumina è il principio attivo della curcuma, spezia dalle molte proprietà.

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Adiponectina dosaggio

Il dosaggio di adiponectina nel nostro corpo può essere misurato attraverso un esame di valutazione del metabolismo lipidico. Come abbiamo già sottolineato, il dosaggio dell’adiponectina può interessare il clinico nel caso di obesità, alterazione del metabolismo lipidico, diabete, resistenza all’insulina e anche malattie epatiche. Secondo diversi studi e ricerche sembra che la quantità di questo ormone circolante e sintetizzato/rilasciato siano inversamente proporzionali all’indice di massa corporea in una persona di età adulta. Questa correlazione non è ancora stata verificata nei bambini. Questi sono tanto maggiori quanto più è grande la percentuale di massa magra del soggetto che viene preso in esame. L’adiponectina sembra anche esprimersi con una concentrazione dipendente dal genere, che vede la donna avere livelli superiori rispetto agli individui di sesso maschile.

Il sesso e la stazza fisica non sono gli unici due parametri che possono influenzare la quantità di questa sostanza nel sangue. Altri parametri che possono influire sul dosaggio plasmatico sono: la pressione arteriosa, i livelli monitorati di glucosio a digiuno oltre ai livelli di colesterolo e trigliceridi presenti nel torrente circolatorio.Per questo principio, la concentrazione ematica di adiponectina si trova ad alzarsi in modo direttamente proporzionale all’aumento delle HDL ed alla diminuzione del peso corporeo.

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L’adiponectina si presenta a livello plasmatico in concentrazioni molto elevate, se viene quantificata facendo un confronto con altri ormoni. Questa caratteristica la rende facilmente dosabile nel plasma, tanto che è possibile ricavare la sua concentrazione in questo liquido extracellulare anche a partire da un campione di piccole e modeste dimensioni. Monitorare il dosaggio di questa sostanza è considerato, da parte dei medici, di grande importanza sia da un punto di vista diagnostico che per le prognosi.

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