Consigli per dimagrire: 8 trucchi per dimagrire velocemente

Dimagrire: tra forza di volontà e obiettivi troppo rapidi e ambiziosi

Quando ci si domanda come fare per dimagrire, bisogna innanzitutto considerare che per bruciare un kilo di grasso dobbiamo produrre un deficit di 7000 Calorie. Per dimagrire correndo e perdere un chilo servono ben 11 ore di corsa, puntando invece ad una dieta per dimagrimento servono l’equivalente di 4 giorni di digiuno totale (questi esempi danno un’idea numerica ma non intendono in alcun modo suggerire di stare a digiuno per giorni, esistono regimi dietetici come le diete ipocaloriche VLCD, le diete chetogeniche o il digiuno intermittente)  

Dimagrire velocemente

Se per dimagrire si intende dimagrire velocemente di 5 kg – 10 kg, più che di forza di volontà parliamo di un semi digiuno prolungato. Quella non è forza di volontà, bensì una piccola violenza che si fa su sé stessi. Anche se a molti piace l’idea di ottenere tutto e subito e quindi sarebbero ben felici di prefiggerselo come obiettivo, non c’è nulla di cui incolparsi se non ci riuscite e non è neppure una buona idea quella di provarci. 

[quote]“L’anno scorso sono riuscita/o a perdere il peso che volevo nel giro di un mese, perché adesso non riesco a farlo?”[/quote]

Guardi la foto di quel periodo, ti senti triste e ti chiedi perché. Tu sai che puoi dimagrire, l’hai fatto e potresti perdere di nuovo quei chili di troppo.

La risposta è semplice: non riesci perché non vuoi dimagrire davvero, non in quel modo. Quella vita di rinunce estreme non fa per te, non faceva per te e forse non farà mai per te.

Gli allenamenti estenuanti (che rasentano la vigoressia), il controllo totale dell’alimentazione (tipico di chi tende a tratti di personalità ossessivi), il ridurre la vita sociale e privarsi dei piaceri della vita è qualcosa che si può fare per un breve periodo di tempo e non per sempre. Ed è proprio questa la causa dell’Effetto YoYo: la strategia di cambiamento invece dev’essere sostenibile.

Dimagrire: o tutto di botta o nulla?

A volte quando scopriamo di non piacerci, facciamo il punto della situazione e intuiamo di aver mancato di disciplina, proviamo a compensare e a motivarci usando le emozioni negative, arrivando persino al disprezzo per noi stessi. Ci riempiamo di “doverizzazioni” (io “devo” essere magro, “devo” andare in palestra tutti i giorni, “devo” stare a digiuno). E… dopo qualche ora / giorno passato a seguire i buoni propositi siamo punto e a capo. Gli psicologi conoscono molto bene il pensiero tutto o nulla. E ci insegnano che conviene piuttosto puntare su obiettivi intermedi, accettare che piccole accortezze e la costanza non daranno effetti immediati sul peso, ma daranno molti risultati nel giro di qualche mese e che questi saranno duraturi.

Cambiare leggermente la nostra strategia alimentare ci permette di essere felici durante il dimagrimento e nella fase di mantenimento, senza grossi sacrifici e tagli nella vita sociale. Importantissimo prendere atto che dimagrire ed essere magri richiedono una quantità di sforzi e sacrifici decisamente diverse. Mantenere il peso è decisamente più facile ed è sufficiente una certa consapevolezza ed un po’ di autocontrollo.

Non riuscire a dimagrire

Se ci rendessimo conto che ci piace la nostra vita e la nostra routine, potremmo dissipare un’emozione che Dyer, uno psicologo di fama mondiale, definisce inutile: i sensi di colpa (vedi Le vostre zone erronee). Per dimagrire la via giusta non è ammazzarsi di sensi di colpa.

Va quindi compreso che dimagrire non è facile (ma nemmeno impossibile) per diverse ragioni. Che dimagrire vuol dire innanzitutto partire, senza massacrarsi, senza sopravvalutarsi, senza chiedere troppo a se stessi e nemmeno al proprio io futuro. Dimagrire è facile se si prende in considerazione di cambiare un po’ le proprie abitudini e uscire dalla nostra zona di comfort. Dimagrire inoltre quasi sempre interferisce un po’ con le aspettative della nostra cerchia di amici, genitori, partner. Pensate, ad esempio, alle cene romantiche o con i colleghi. E’ impensabile dimagrire velocemente senza rinunciare a tutto questo. Per ottenere risultati veloci sul peso bisogna rinunciare un po’ a tutto, ma siamo davvero disposti a farlo? E’ questo il modo in cui vogliamo dimagrire? Beh, se non lo abbiamo fatto finora o se non riusciamo a rifarlo, la risposta è evidentemente NO.

Ma questo non è un problema e non ci impedirà di perdere peso nel modo giusto.

Stile di vita corretto

Possiamo ottenere risultati e sicuramente dobbiamo cambiare lo stile di vita, ma più lentamente e con costanza, facendo le giuste rinunce e non eliminando qualunque sgarro dalla nostra vita.

Fare questo non è semplice; ci si può affidare a delle app per contare le calorie o andare da un nutrizionista e farsi dare una dieta, ma è importante capire che è importante anche trovare dei piccoli trucchi per aiutarsi. Le calorie si contano le prime settimane, mesi forse, ma poi si finisce solo per rimuginare su quanti dolci settimanali ci siamo concessi come se quelli fossero l’ora d’aria da quella prigione di vita.

Attenzione a vivere la dieta come una rinuncia e una restrizione della libertà

Inoltre il cibo per molti viene visto come una gratificazione (per via dei circuiti cerebrali innati) e privarsene, come ogni altra restrizione della libertà, fa scattare in noi un istinto chiamato “reattanza“. La vita spesso è stressante. Il capo che urla, il collega che ti stressa e la pettegola di turno che ti giudica appena metti piede fuori casa. 

L’importanza di motivarsi e come farlo

Credo che prima di cominciare bisognerebbe farsi delle domande e chiedersi cosa si vuole davvero, quali vantaggi si otterrebbero con il perdere peso (sicuramente tanti altrimenti non staresti leggendo questo articolo) e quali svantaggi ci porterebbe un regime alimentare sano ed uno stile di vita diverso. A cosa hai paura di rinunciare per perdere peso?

Compreso che le emozioni negative e i sensi di colpa non sono un sostituto efficace della disciplina, e che imposizioni eccessive / tutto e subito non funzionano. La base di partenza è sospendere il giudizio troppo negativo verso se stessi e accettare il fatto che ottenere progressi velocemente non vuol dire essere davvero felici ed è per questo che non riusciamo a perdere peso.

Se si considera la perdita di peso un’imposizione che si fa a sè stessi come conseguenza del fatto che non ci si accetta, ogni tipo di tentativo risulterà sempre una violenza verso il proprio corpo e la propria psiche.

La base è accettarsi. Sì, sempre la solita storia starai dicendo. No!

Per accettarsi intendo guardarsi allo specchio senza autocommiserarsi o colpevolizzarsi, semplicemente dirsi “ok, sono arrivato/a fino a questo punto e va bene! Perchè se l’ho fatto c’era una ragione”. E non puoi fermarti lì, puoi lavorarci su sapendo che non è la perdita di peso a renderti felice perché perdere peso e rimettersi in forma è solo la diretta conseguenza della tua felicità.

A questo proposito citiamo una frase di uno psicologo:

[quote]l’ipotesi dell’automedicazione (self-medication hypothesis) estendendola al di là del campo in cui è nata.
In breve, si mettono in atto comportamenti che nel breve termine possono avere conseguenze positive (per gestire magari situazioni estreme, altrimenti ingestibili) risultando paradossalmente adattivi. Nonostante questi comportamenti non vadano bene nel lungo termine, almeno si sostituisce una sofferenza che non si capisce e controlla con una sofferenza che si capisce e controlla.
Insomma, si tratta di comportamenti messi in atto nel tentativo di padroneggiare certi vissuti che – nel qui e ora – sono intollerabili, anche a costo di pagarne le conseguenze in un secondo momento.[/quote]
Il senso è che se non siamo riusciti a dimagrire finora è perché non eravamo pronti.
In certi casi bisogna rendersi conto – senza vergognarsi minimamente – di avere bisogno di un aiuto psicologico. La psicoterapia è un lusso, non qualcosa di cui vergognarsi, tanto che oggi non si parla più di pazienti bensì di clienti.

Disturbo da Alimentazione Incontrollata – Binge Eating Disorder (BED)

Mangi normalmente, ma almeno due volte a settimana fai una mega abbuffata? Potresti soffrire del Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Che sia a causa dello stress o della tristezza, il Binge Eating Disorder porta a fare delle mega abbuffate in cui non si riesce a controllare o non ci si rende conto della quantità di cibo ingerita e spesso non si tratta di cibi sani. Quando ci si rende conto di quanto si sia mangiato, ci si sente in colpa fino al punto di odiarsi. Non si vomita, non si usano lassativi, ci si odia soltanto. A volte si cerca di recuperare con allenamenti estenuanti. Questo non rende comunque più salutare le abbuffate di dolci che ci sono state prima e che ci saranno dopo. Questa può essere la causa del nostro sovrappeso o della nostra obesità. Non è bulimia, non era anoressia, ma BED (Disturbo da Alimentazione Incontrollata).

Decidere di chiedere un consulto psicologico

Quando si decide di andare da uno psicologo per i propri problemi alimentari, ci si rende conto di quanto sia importante la relazione che si ha con il cibo e il bisogno di gratificazione che si ha nei periodi di stress. Con lo psicologo si lavora sulla propria vita e sulla propria felicità, non sulla dieta. Eppure, con il tempo, verrà spontaneo ridurre le abbuffate fino al punto in cui non se ne avrà più bisogno.

Non si smette da un giorno all’altro e non è scritto da nessuna parte che non si potrà mangiare più la cioccolata. Con il giusto lavoro psicologico sull’alimentazione si introduce nella propria vita un nuovo modo di vedere le situazioni ed affrontarle e questo ha grandi riscontri sul rapporto con il cibo, senza diete impraticabili e allenamenti estenuanti.

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