Non riesco a dimagrire: il perchè nella cause fisiche e psicologiche

Perché non riesco a dimagrire? Come dimagrisco? Questa è la domanda che molte persone si pongono quando approcciano a una dieta dimagrante o tentano di tenere sotto controllo il proprio peso con attività fisica, alimentazione o qualche rinuncia. Le motivazioni per cui non si riesce a dimagrire sono diverse, le abbiamo studiate per potervi fornire una risposta esauriente a quella che sembra essere una domanda che molte persone si pongono.

Non riesco a dimagrire

Ci sono diversi tipi di cause sul perché non riuscite a dimagrire: sono cause di tipo fisico, ereditario e psicologico. Che ve ne rendiate conto o meno una o più di queste cause esistono nella vostra vita. Le avete provate tutte: rinunciare ai dolci serali, bere due litri di acqua al giorno e persino seguire la dieta che vi ha consigliato la dietologa della vostra amica. Vi scavate in viso, magari la bilancia segna anche un paio di chili di meno, ma la pancia e le cosce non vogliono saperne di perdere centimetri. Come mai non riesco a dimagrire? Ecco quali sono le cause più comuni che si dividono in tre categorie: cause di tipo fisico (dove dobbiamo combattere contro il nostro corpo), cause di tipo ereditario (dove dobbiamo combattere con la genetica) e cause di tipo psicologico (dove dobbiamo combattere contro noi stessi).

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Cause di tipo fisico

  • Le cellule di grasso non si possono eliminare

C’è una grossa differenza tra essere magri e dimagrire. Infatti il numero delle cellule grasse (adipociti) si stabilizza già a 8 – 10 anni e rimane poi costante per tutta la vita. Se rimanere magri è relativamente facile, perdere peso assolutamente non lo è.

  • Dimagrimento localizzato

C’è una ragione se il dimagrimento localizzato è tanto complesso: come evidenziato da recenti scoperte scientifiche il grasso è un’infiammazione permanente che inibisce le sostanze che lo dovrebbero eliminare.
Per questo è difficile perdere peso dove vorremmo, perché i depositi di grasso diventano automaticamente resistenti. Quando si inizia a dimagrire la gente spesso constata che ci scaviamo in viso e al contempo non si ottengono gli effetti che vorremmo su pancia, fianchi e glutei.

  • Dimagrire richiede tempo e costanza

Per perdere 1 solo kg di grasso occorre bruciare 7000 Cal. Richiede una costanza notevole.
In un mese si riescono a perdere 2 kg andando in palestra tutti i giorni e con esercizio intenso oppure 3 con una dieta molto stringente, ma molto spesso, al termine della dieta, si rischia un effetto rebound. Non è qualcosa che accade raramente, è estremamente frequente riprendere almeno un po’ di peso.

  • Girano informazioni errate sul dimagrimento.

Correre a frequenza lipolitica (leggi anche correre per dimagrire e programma per correre), ad esempio, massimizza la percentuale di grasso bruciato, ma si è dimostrato molto inefficace per perdere peso. Questo perché l’aspetto essenziale è che le calorie bruciate siano più di quelle assunte con la dieta e per rimanere a frequenza lipolitica si deve praticamente camminare.. va da solo che il dimagrimento sia decisamente lento. Oggi infatti si consiglia la corsa HIIT (High Intensity Interval Training) e nuovamente

  • I dietologi sono molto cauti

Consigliano infatti di calcolare il metabolismo basale (BMR) o il TDEE (metabolismo + consumo per attività fisica) e fare un taglio molto blando di calorie (del 10 – 15%).infografica metabolismo basale e tdee

Quello che tuttavia dimenticano è che tenere un diario alimentare così preciso da non fare errori richiede di essere quasi ossessivi, e se invece si commettono errori anche del 10% si rischia di non dimagrire affatto. La ragione per cui molti dietologi sconsigliano restrizioni caloriche nette è la paura che cali il metabolismo, ma gli esperimenti scientifici dimostrano che le diete ferree Very Low Caloric Diet (VLCD) non funzionano affatto male e che il calo di metabolismo è solo temporaneo.

Tuttavia, il timore dei dietologi potrebbe essere giustificato dai risultati di una nuova ricerca che mette in evidenza come le diete estreme possano rivelarsi inefficaci in quanto, sebbene si perda peso, si rischi di tornare velocemente a ingrassare. Come mai? Perché se in una dieta molto rigida un individuo apprende a non mangiare quando ha fame, automaticamente apprenderà a cibarsi nel caso opposto, cioè quando non ha fame, portandolo a continuare a mangiare anche se si è sazi.

  • Metabolismo lento?

Il dispendio calorico legato al metabolismo dipende dalla massa muscolare e dalla quantità di mitocondri. Dimagrire è un po’ come un cambio di rotta, è qualcosa che somiglia più allo spazio percorso che alla velocità. Non basta uno scatto per ottenere il risultato. Esistono sensori come quelli della polar che permettono di misurare il running index o test come quello di Cooper o Conconi che ci dicono se stiamo migliorando. Ma il concetto è che ci vuole tempo per vedere il miglioramento sulla bilancia.

  • Affaticamento

Bruciare 7000 calorie per perdere un solo kg di grasso non è una passeggiata. Bisogna stare attenti a non strafare, a non affaticarsi tanto da perdere entusiasmo e motivazione, ma al contempo bisogna impegnarsi e tanto. Perché anche considerando l’EPOC in un’ora di corsa si bruciano appena 500 calorie.

Inoltre molti sintomi fisici possono ostacolare l’inizio (prurito durante la corsa, dolore alle gambe, difficoltà a dormire, stanchezza e sonnolenza estrema, e chi più ne ha più ne metta) e l’inizio è SEMPRE la cosa più difficile. Quindi il primo grosso, immenso, problema è che

  • Dimagrire richiede molti sforzi e tantissima costanza

Questo perché le informazioni in giro sono non solo parziali, ma anche errate, ma anche per quanto dettagliato sopra. Per farla breve perché il nostro corpo cerca di rimanere com’è, di fatto tentando di sabotarci o di rendere più difficile intraprendere un percorso diverso dall’abitudine. E’ qui che viene richiesta tutta la vostra forza di volontà!

Cause di tipo ereditario

C’è una correlazione fortissima tra i figli obesi e i genitori obesi. Se un solo genitore è obeso c’è una probabilità del 40% che anche il figlio sviluppi obesità, ma questa percentuale tuttavia sale al 80% se entrambi i genitori sono obesi. Non dipende solo da noi. La meritocrazia è in parte vera ma non è assoluta. Tanto di noi dipende da come veniamo programmati da fuori o per meglio dire da madre natura ! E’ importante, se si hanno delle cause genetiche per le quali non si tende ad ingrassare, curare sin da subito l’alimentazione e l’attività fisica (anche in casa con la cyclette o con il total crunch). Se non si riesce a dimagrire e si hanno delle cause genetiche in atto invece il consiglio è quello di darsi più tempo: il metabolismo per reagire avrà bisogno del doppio del tempo per potersi attivare rispetto a persone predisposte.

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Cause di tipo psicologico

[quote]Freud disse: «C’è una storia dietro ogni persona. C’è una ragione per cui loro sono quel che sono. Loro non sono così solo perché lo vogliono. Qualcosa nel passato li ha resi tali»[/quote]

A ostacolare il dimagrimento, oltre alle già citate cause fisiche e genetiche, intervengono anche fattori di natura psicologica. Basti pensare alle difficoltà che una madre può avere nel collaborare con il proprio figlio o la propria figlia. Infatti, per una madre, preparare i pasti per i propri figli equivale a una dimostrazione d’affetto e nel momento in cui le si chiede di diminuire la quantità o non di non preparare determinate pietanze, questo può generare delle resistenze dovute alle premure di accudimento materne.

Un altro fattore psicologico che può contrastare il nostro dimagrimento può risiedere nell’errore fondamentale di attribuzione. Questo errore consiste nella tendenza a spiegare le azioni altrui tenendo in considerazione solamente la loro personalità, ignorando l’influenza dei fattori situazionali. Al tempo stesso, i propri comportamenti vengono spiegati chiamando in causa i fattori situazionali e tralasciando le proprie caratteristiche di personalità. In che modo questo errore può ostacolare il nostro dimagrimento? Da un lato, perché si finirà per attribuire il successo del dimagrimento altrui a fattori contestuali, diminuendo il ruolo che il loro impegno ha avuto nel dimagrimento, e dall’altro, si sminuiranno le proprie mancanze relative alle proprie abitudini alimentari, sportive, ecc.

Altro elemento da considerare è senz’altro il locus of control (LoC), cioè il modo in cui attribuiamo le cause dei nostri fallimenti o successi a fattori interni o esterni. Possiamo immaginare il locus of control come un continuum dove agli estremi si trovano il LoC interno (LoCI) e esterno (LoCE). Si parla di LoCE quanti questi vengono attribuiti a elementi sui quali non abbiamo alcun controllo (“ho preso un brutto voto perché il professore mi odia”, “sono riuscito a passare il test solo perché ho avuto fortuna”) e di LoCI quando successi e fallimenti sono attribuiti alle nostre capacità (“sono arrivato primo nella gara di nuoto perché mi sono allenato più degli altri”, “quella ragazza mi ha rifiutato perché non l’ho corteggiata come si deve”). Dunque, in ottica dimagrimento (ma più in generale), è bene non posizionarsi su nessuno dei due estremi, ma avere prevalentemente un LoCI, quel tanto che ci permetta di capire che l’impegno e l’assunzione di responsabilità sono necessari per raggiungere il nostro obiettivo, ma che tenga conto anche dei fattori esterni che possono influenzare i nostri risultati (come i fattori ereditari o fisici, come abbiamo già visto), evitando dunque di illudersi di avere il controllo totale su ogni avvenimento della nostra vita.

Esistono, infine, tutta una serie di altri fattori psicologici che possono renderci più difficile dimagrire per i più svariati motivi, ma comunque non restituirebbero comunque un quadro esaustivo del perché (psicologicamente) non riusciamo a dimagrire.

Ci sono decine di fattori psicologici per cui dimagrire è difficile e se ne possono dare analisi più superficiali o profonde (entrambe interessanti).

  • Si può rifiutare di adeguarsi ai consigli che ci danno per un rifiuto dell’autorità o dell’omologazione.
  • Carenze emotive compensate con introduzione di piacere fisico proiettata a una soddisfazione a breve termine con successiva frustrazione.
  • Giustificazionismo per senso di colpa.
  • Ignoranza
  • carenze psicologiche che ricadono sulla trasformazione fisica.
  • Le persone non vogliono ammettere i problemi, perchè non vogliono problemi.

Ciò che è importante tenere a mente, piuttosto, è che non esiste mai una sola causa in grado di spiegare perché non stiamo riuscendo a dimagrire. Quello che dunque possiamo fare è lavorare su noi stessi (magari con l’aiuto di un professionista) per capire quali sono questi aspetti e lavorarci singolarmente.

Vi consigliamo anche di leggere il nostro approfondimento su come dimagrire e sulle diete dimagranti più efficaci che potrete intraprendere.

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