Farmaci e Integratori per dimagrire velocemente: tipologie, pro e contro

Dimagrire velocemente è il sogno di tutti. In aiuto, come sappiamo, possono raggiungerci i farmaci per dimagrire, che non sono certo una novità. Già da molti decenni vengono pubblicizzati nelle riviste e in televisione, spesso rivolgendosi a un pubblico femminile e mostrando affascinanti immagini del “prima” e del “dopo”. Molto spesso si tratta di semplici integratori, in alcuni casi, però, ad essere pubblicizzati e talvolta venduti senza ricetta sono veri e propri farmaci per la cura dell’obesità. Questi presentano forti effetti collaterali e non devono essere usati senza un reale bisogno e una prescrizione medica.

Se sei interessato a informarti circa tutti gli integratori per dimagrire puoi continuare la lettura su questo articolo. Differentemente puoi leggere sui termogenici (la maggior parte dei quali sono anch’essi integratori).

dimagrire velocemente
dimagrire con i farmaci

Farmaci per dimagrire velocemente

Bisogna innanzitutto considerare il fatto che non esiste ancora il farmaco “perfetto” per dimagrire velocemente. L’equilibrio del nostro corpo, infatti, si basa su una lunga serie di meccanismi e, andare a disturbare uno di essi, spesso porta a effetti collaterali anche seri sopratutto se state cercando di dimagrire in menopausa.

Prendiamo ad esempio i farmaci che causano malassorbimento: sebbene facilitino la perdita di peso, hanno anche come effetto collaterale anche la malnutrizione, perché il malassorbimento riguarda anche le vitamine. Naturalmente vi sono dei casi in cui, sotto stretto controllo medico, il rapporto costo/beneficio sia a favore dell’uso di questi farmaci. Si tratta in ogni caso di farmaci per il trattamento dell’obesità e non del sovrappeso. Utilizzarli senza reale bisogno può portare a gravi alterazioni del metabolismo, che potrebbero in seguito causare un effetto opposto a quello desiderato. (Leggi anche: Come Dimagrire articolo di approfondimento).

Tipologie di Farmaci

I farmaci per dimagrire possono essere distinti in base alla loro azione, ovvero in base all’effetto con il quale aiutano a controllare il peso corporeo:

  • Farmaci anoressizzanti: sono tutti quei farmaci che agiscono sui recettori che regolano il senso di sazietà.
  • Medicinali che agiscono sul metabolismo basale: sono tutti quei farmaci, come gli ormoni tiroidei, che aumentano il metabolismo basale consentendo un maggiore dispendio energetico.
  • Farmaci che causano malassorbimento: sono quei farmaci che agiscono sul metabolismo di zuccheri o lipidi, causandone un minore assorbimento a livello intestinale.

anfetamine

Appare dunque evidente come la scelta di un farmaco debba essere fatta considerando le cause dell’obesità del paziente e la sua situazione clinica generale. Vediamo adesso, nel dettaglio, quali sono i tipi di farmaci comunemente usati, sia adesso che in passato, nel trattamento dell’obesità.

Amfetamine e derivati

Si tratta di farmaci illegali in Italia, che però possono essere reperiti su Internet come droga stimolante. Sebbene fossero regolarmente prescritti fino a qualche decennio fa, infatti, sono stati banditi a causa dei loro effetti collaterali. I rischi di assorbimento di un’amfetamina, infatti, sono: ansia, irritabilità, euforia, depressione, confusione, insonnia, palpitazioni e tachicardia.

Agiscono a livello del sistema nervoso centrale con azione contemporaneamente anoressizzante e stimolante del metabolismo. Si tratta, però, di vere e proprie droghe, che causano una forte dipendenza e il cui uso è stato collegato a una maggiore incidenza di ictus e di alterazioni delle valvole cardiache.

Farmaci serotoninergici

Si tratta di farmaci utilizzati comunemente come antidepressivi, i quali agiscono impedendo il riassorbimento della serotonina a livello delle sinapsi cerebrali, aumentandone il livello.

serotoninergiciHanno azione anoressizzante: quindi favoriscono il senso di sazietà e diminuiscono l’assunzione di cibo. Molti di questi farmaci, però, sono stati ritirati dal mercato a causa dei forti effetti collaterali. Tra i farmaci serotoninergici troviamo la fenfluramina e la dexfenfluramina il cui uso provocava una maggiore incidenza di ipertensione polmonare e alterazione delle valvole cardiache.

Più recentemente, si ricorda la sibutramina, tra i cui effetti collaterali vi erano ictus e infarto. Fluoxetina e Sertralina sono invece utilizzati ancora oggi, ma la loro indicazione principale è il trattamento della depressione.

Antagonisti dei recettori dei cannabinoidi

cannabinoidiSi tratta di farmaci che agiscono legandosi con i recettori dei cannabinoidi, presenti sia a livello cerebrale che negli adipociti. Hanno, dunque, un effetto anoressizzante ma contribuiscono anche a migliorare il quadro clinico nel suo complesso. Perfezionano, infatti, la lipidemia, cioè i livelli di lipidi nel sangue.

Purtroppo anche in questo caso molti farmaci sono stati ritirati dal mercato a causa dei forti effetti collaterali: tra di essi ad esempio vi è il rimonabant, associato a gravi effetti neurologici e ad un aumentato rischio di suicidio.

Ormoni tiroidei

I due ormoni prodotti dalla tiroide sono il T3 e il T4: tra le loro altre azioni, essi controllano soprattutto il metabolismo basale e l’anabolismo proteico. Dal momento che è possibile sintetizzarli in laboratorio, vengono utilizzati per trattare le disfunzioni della tiroide, sia in caso di ipotiroidismo che in caso di ipertiroidismo.

Sebbene vengano talvolta utilizzati dagli sportivi per perdere veloormoni-tiroideicemente peso e si siano dimostrati efficaci e relativamente sicuri, possono comunque avere effetti collaterali molto importanti. La loro assunzione cronica, infatti, provoca un calo della secrezione di TSH, un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione degli ormoni tiroidei.

Si instaurerebbe così un circolo vizioso per cui, interrompendo la cura con il farmaco, si avrebbe un effetto di ipotiroidismo perché la tiroide non riuscirebbe a produrre abbastanza T3 e T4 da sola. Si tratta dunque di farmaci potenti e da utilizzare sotto stretto controllo medico e in caso di effettiva necessità.

Inibitori delle lipasi e delle alfa-glucosidasi

Raggruppiamo in questo paragrafo due tipologie di farmaci dall’azione diversa: si tratta di farmaci che, agendo su enzimi presenti nell’intestino, diminuiscono l’assorbimento rispettivamente di lipidi o zuccheri. Provocano quindi una situazione di malassorbimento che coincide con un minore introito calorico, favorendo un calo ponderale.

Acarbosio

Si tratta di una farmaci-antidiabeticimolecola che dal punto di vista chimico è un oligosaccaride complesso, cioè ha una composizione molto vicina a quella dei carboidrati assunti con l’alimentazione. Per questo motivo è in grado di legarsi all’alfa glucosidasi, impedendo che siano i carboidrati a effettuare il legame e dunque diminuendone l’assorbimento.

Questo farmaco nasce come trattamento per il diabete di tipo II, per il quale è indicato in concomitanza e NON in sostituzione a dieta ed esercizio fisico. Come tutti i farmaci che causano malassorbimento, tra gli effetti collaterali ritroviamo diarrea, flatulenza e meteorismo. La presenza di diarrea può a sua volta causare un minore assorbimento di eventuali altri farmaci assunti per via orale. Le eventuali comorbidità sono, dunque, da tenere in considerazione prima di intraprendere una terapia.

Orlistat

L’Orlistat, commelipasircializzato con il nome di Xenical o Alli, è uno dei farmaci per dimagrire velocemente più diffuso sul mercato e può essere acquistato anche senza ricetta medica. Ha un’azione analoga all’acarbosio, che però riguarda i lipidi e non gli zuccheri. Per tale motivo, tra gli effetti collaterali, oltre alla diarrea, al meteorismo e alla flatulenza già citate, troviamo la steatorrea (presenza di feci oleose) e la possibilità di incorrere in una carenza di vitamine.

Sebbene sia un farmaco da banco, bisogna sempre tenere presente che potrebbe interferire con altre terapie farmacologiche già in atto.

Lassativi

Talvolta utilizzati come metodo “casalingo” per dimagrire, i lassativi non sono assolutamente indicati come farmaco per dimagrire velocemente. La perdita di peso che si osserva grazie ad essi è, infatti, momentanea e principalmente causata da una deplezione delle riserve idriche dell’organismo. Per quanto possano avere un piccolo effetto malassorbitivo dovuto a un minor tempo di transito dei nutrienti dell’intestino, infatti, non hanno un reale effetto dimagrante e possono invece portare gravi effetti collaterali come la disidratazione.

Integratori di origine naturale

Secondo la normativa italiana, per immettere sul mercato un integratore è necessario dimostrare che non sia dannoso per la salute; non è assolutamente necessario dimostrare che sia anche efficace. Per questo motivo si trovano spesso moltissimi integratori che promettono miracolose perdite di peso, ma non tutti sono efficaci. Inoltre bisogna considerare il fatto che, pur non essendo farmaci, gli integratori potrebbero avere delle interazioni con eventuali altre terapie farmacologiche seguite dal paziente.

Molto spesso neguaranagli integratori si usano precursori naturali di sostanze vietate, che hanno un effetto più blando della molecola a cui sono affini. Ad esempio l’efedrina, estratta dalle piante del genere Ephedra, è il naturale precursore delle amfetamine e condivide con esse molti dei suoi effetti, sebbene essi siano espressi in maniera più blanda e con minori effetti collaterali.

Tra i principi più comunemente utilizzati negli integratori dimagranti troviamo:

  • Bromelina (contenuta nel gambo d’ananas) e papaina, che facilitano la digestione delle proteine.
  • Efedrina, pseudoefedrina, caffeina e teobromina che stimolano la termogenesi.
  • Guaranà, tè verde e cola: stimolano anch’essi la termogenesi ma in modo più blando.
  • Fucus e iodio: stimolano la tiroide, possono causare disfunzioni della funzionalità tiroidea.
  • Gomma di guar, glucomannani e altre mucillagini: stimolano il senso di sazietà e rallentano la digestione, possono essere utilizzati anche nel trattamento delle dislipidemie e della stitichezza.

Bisogna comunque tenere presente che l’azione dei farmaci per dimagrire, che siano essi integratori o farmaci veri e propri, è anche basata sull’effetto placebo e sull’effetto “educativo” del farmaco. Nel primo caso infatti, i pazienti saranno naturalmente portati a mangiare in modo più salutare per non inficiare l’azione dell’integratore, mentre nel secondo caso gli effetti collaterali potrebbero essere sufficientemente fastidiosi e indesiderabili (ad esempio nei farmaci che causano malassorbimento).

Il futuro del dimagrimento

Attualmente è allo studio un nuovo farmaco per il dimagrimento, basato su un azione più complessa. Questo integratore / pillola per il dimagrimento si basa sul principio attivo della Feraxamina e, stando ai primi studi scientifici, sembra promettere davvero un effetto rivoluzionario. Lo studio infatti è stato pubblicato su Nature (una rivista tenuta in grande considerazione).

Molto interessanti anche i cerotti transdermici, praticamente privi di effetti collaterali che aiutano, con micro iniezioni sottocutanee (completamente indolore), a trasformare il tipo di grasso. Infatti nel nostro corpo sono presenti grasso bianco e grasso bruno, quest’ultimo attivamente smaltito dal nostro corpo e trasformato in energia. Il grasso bianco invece è quello che si va ad accumulare sottopelle e crea il vero a proprio grasso in eccesso. I cerotti sono in grado di aiutare la trasformazione del grasso bianco in quello bruno, portando un miglioramento netto nel percorso verso il dimagrimento.

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