Vegani: analisi di un fenomeno crescente

L’etica e lo spirito a tutela degli animali

Vegano è chi sceglie di alimentarsi di soli vegetali, il rifiuto sistematico di mangiare qualunque essere vivente sia di terra sia di acqua, è la filosofia di questa scelta che è motivata principalmente dalla consapevolezza che mangiare un essere senziente è un atroce errore che va contro la stessa natura dell’uomo.

La motivazione etica è forte quanto più l’empatia di un individuo si manifesta in atteggiamenti di amore e comprensione verso ogni forma di vita, questo è il significato principale della parola, ma può avere diverse interpretazioni, non ultima quella salutista non sempre bene accetta da chi ha scelto di non cibarsi di animali per motivi etici.

Vegani in aumento e problemi per le produzioni alimentari tradizionali

Molte persone e analisti hanno fatto l’errore di valutare il fenomeno come una “moda”, qualche anno fa definirono questa “rivoluzione” etico-alimentare in questo modo, sbagliando clamorosamente e i dati del crescente aumento dei vegani ne sono la conferma più solida.

La scelta vegan nella maggior parte dei casi è etica, quindi non ha nulla a che fare con le mode, oggi i vegani sono milioni (circa 6 in Italia tra vegetariani e vegani) e quindi sono massa critica in grado di condizionare media e business, è la dimostrazione è che oggi non c’è Radio, Tv o carta stampata che non abbia una rubrica vegan o parli dell’argomento, una non moda che diventa tale solo per opportunità di fare affari.

Molti ne approfittano generando business per soddisfare queste nuove esigenze, che ovvio, trovano il favore dei vegani, mentre per altri il fenomeno è un drammatico incubo. Basti pensare al settore delle carni con macellerie che chiudono, minori consumi di latte e latticini, che inevitabilmente creano una condizione di crisi crescente a queste realtà produttive, l’unica alternava la conversione a produzioni etiche pena la chiusura di ogni attività o la notevole riduzione produttiva.

Chi vince e chi perde

In questa situazione chi sta perdendo sono le aziende che non hanno una visione del futuro, ben precisa e magari cerca anche di contrastarlo, un errore grossolano che può costare molto, da notare come grandi gruppi alimentari stanno strizzando l’occhio ai vegani proponendo cibi etici, facendo più attenzione alle produzioni rispettando non solo gli animali ma anche i lavoratori.

In ultima analisi perde chi ovviamente non ha possibilità di convertire il proprio business nell’immediato, anche solo per una produzione parziale, insieme a quelle realtà che in parte stanno già ridimensionandosi, tra queste la pastorizia, la macellazione, gli allevatori in generale aiutati anche dai molti scandali emersi negli ultimi mesi.

Vince chi punta sulla natura, sul biologico e su tutte quelle particolarità alimentari senza derivati animali, vincono anche tutti quei ristoranti che adeguano i menù realizzando piatti dedicati, solo fino a un paio di anni fa del tutto impensabile, per contro bilanciare la perdita di vecchie produzioni si creano nuove realtà, nel campo dell’abbigliamento e delle calzature, con prodotti che usano materiali sintetici o naturali, per esempio le scarpe fatte in sughero o capi di abbigliamento in fibre di canapa.

Un cambiamento storico che non può essere fermato

Che si sia d’accordo o meno questo fenomeno non può e non sarà fermato da nulla, può solo crescere come sta facendo da almeno dieci anni con un’impennata negli ultimi quattro, tutto sta cambiando è chi non è favorevole si troverà in ogni caso coinvolto, coloro che lo contrasteranno saranno i primi a scomparire.

L’unica moda che oggi riguarda il fenomeno vegan, è quella di chi attacca e prova e delegittimare questo stile di vita e scelta, ma essendo appunto solo una moda scomparirà con i suoi protagonisti!

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