Limostatina: scoperto un ormone che blocca l’insulina

L’esistenza di questo ormone era stata teorizzata da moltissimo tempo e dopo una caccia durata quasi 150 anni, l’ormone responsabile del blocco nella produzione di insulina è stato finalmente scoperto.

L’ormone in questione è stato battezzato limostatina  (Linos era la dea della carestia). La ricerca, prodotta dai ricercatori della Stanford University School of Medicine, e pubblicata sulla rivista Cell Metabolism, si tradurrà in una grossa vittoria per i malati di diabete.

La funzionalità della limostatina è infatti quella di inibire la produzione di insulina, impedendo così all’organismo a digiuno di bruciare le ultime scorte di zucchero disponibili. Si tratta dell’ormone che switcha il metabolismo del nostro corpo da quello dei carboidrati a quello dei grassi durante le diete chetogeniche.

L’ormone, che fa parte delle Incretine (una classe di ormoni che limitano la produzione di insulina), è stato scoperto nei moscerini della frutta, ma si comporta in maniera analoga anche negli uomini.

Per trovare questo ormone Ronald Alfa e gli altri ricercatori hanno tenuto a digiuno alcuni moscerini per un periodo di 24 ore e hanno poi osservato quali geni venivano espressi in questo arco di tempo. Restringendo l’indagine ai soli geni che codificano degli ormoni, gli scienziati hanno trovato che la carenza di insulina si verificava quando c’era abbondanza dell’ormone in questione.

Inibire completamente questo ormone tuttavia ha conseguenze altrettanto negative in quanto aumenta a dismisura la produzione di insulina. Questo implica livelli di glicemia patologicamente bassi e un aumento di grassi. L’insulina (un ormone anabolizzante) da infatti il via alla trasformazione di glucosio nel sangue in acidi grassi e tessuto adiposo.

Sembra che nell’uomo la funzione della limostatina venga svolta dalla neuromedina U, essa controlla diversi stimoli involontari come la contrazione della muscolatura liscia, alcune funzioni ormonali, la pressione del sangue e l’appetito.

2 Commenti

  1. Con questa scoperta allora per le persone diabetiche e quelle obese,basterebbe una assunzione mirata di ormoni Neuromedina U.,se ho ben capito,giusto?Cone fare allora e da che dottore andare?

  2. Temo che il passaggio non sia così automatico, innanzitutto ci sono più forme di diabete, inoltre la maggior parte delle volte questi farmaci, prima dell’approvazione per l’uso sugli esseri umani, seguono un lunghissimo iter.
    Molti medici, a causa della scarsa conoscenza della lingua inglese, non leggono i paper di ricerca.
    Ad ogni modo è opportuno continuare a informarsi, negli ultimi anni si sono succedute parecchie notizie in questo ambito circa l’utilizzo di diete chetogeniche (ovvero prive di carboidrati) per ritrovare la sensibilità insulinica.
    Se l’argomento le sta particolarmente a cuore posso fare una ricerca, se vuole c’è anche la possibilità di donare una decina di euro per far scrivere un articolo più mirato su quali siano le possibilità concrete ad oggi.

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