Protesi ginocchio monocompartimentale: la scelta che fa la differenza

Quanti di voi che soffrono di artrosi ginocchio invalidante hanno mai sentito parlare di protesi ginocchio monocompartimentale?

Quanti vengono correttamente orientati negli ospedali verso la chirurgia protesica mini invasiva che ha, ormai, messo in ombra la chirurgia ortopedica tradizionale?

Sapete quali vantaggi offre questa tecnica avanzata sia per la gonartrosi (artrosi ginocchio) sia per la coxartrosi (artrosi anca)? Possiamo esordire così, prima di entrare nei dettagli: si tratta del metodo meno aggressivo e più sicuro, l’unica soluzione che può restituirvi una qualità della vita normale al minimo rischio.

In riferimento all’artrosi ginocchio, poter scegliere tra protesi totale e parziale (detta anche monocompartimentale) può fare la differenza. Vi spiegheremo perché non senza prima avervi fornito  qualche dato importante sulla patologia di cui soffrono molti italiani. 

Che cos’è l’artrosi ginocchio

L’artrosi ginocchio è la patologia che colpisce le articolazioni più diffusa e comune, soprattutto nei pazienti tra i 70 ed i 79 anni. La degenerazione della cartilagine e/o dell’osso subcondrale è la causa principale in età avanzata: limita pesantemente i movimenti e provoca forti dolori. Il dolore non proviene dalla cartilagine ma dall’osso subcondrale che, consumandosi, può causare lesioni del menisco, infiammazione della membrana sinoviale, danni periostali.

L’artrosi può colpire uno o più compartimenti del ginocchio che sono, complessivamente, tre:

  • femoro-tibiale mediale (zona interna);
  • laterale (esterna);
  • femoro-rotuleo (tra femore e rotula).

Nell’88% dei casi, il terzo è il più colpito.

Oltre alla degenerazione di osso e cartilagine in età avanzata, le cause possono essere lesioni articolari provocate da attività sportive o incidenti stradali, obesità, alterazioni dell’asse della gamba (ginocchio valgo, varo e flesso).

Protesi ginocchio monocompartimentale: il diritto di essere informati

Chi soffre di una qualsiasi patologia ha il diritto di essere informato, di scegliere la strada migliore solo dopo essere venuto a conoscenza dei pro e contro che ogni terapia (farmacologica o chirurgica) comporta. Questo vale anche e, soprattutto, nel caso di una patologia importante come l’artrosi.

Il chirurgo ortopedico specialista valuterà la possibilità di impiantare una protesi ginocchio compartimentale o totale in caso di artrosi avanzata, quando l’esercizio fisico oppure i rimedi farmacologici (paracetamolo, FANS, infiltrazioni di corticosteroidi o di acido ialuronico, condroprotettori) non bastano più neanche per alleviare il dolore.

Protesi ginocchio monocompartimentale: la chance per i più fortunati

Danno strutturale, consumo eccessivo di osso e cartilagine, limitazione dell’articolazione compromessa e rigidità invalidante. Queste conseguenze estreme dell’artrosi ginocchio rendono necessario l’intervento più risolutivo attualmente esistente: l’impianto di una protesi ginocchio monocompartimentale che andrà a sostituire osso e cartilagine consumati ripristinando, così, la corretta funzionalità delle articolazioni compromesse e riducendo il dolore.

Solo i più fortunati possono scegliere tra protesi mini invasiva totale e parziale (monocompartimentale): potranno optare per la seconda chance se è danneggiato soltanto un compartimento del ginocchio (mediale, laterale o femoro-rotuleo). Se il danno è generale, sarà invece necessaria la protesi totale che riveste e ricostruisce tutto il ginocchio.

Se rispetto alla chirurgia tradizionale quella mini invasiva è meno aggressiva e traumatica, ha massimo rispetto per il corpo umano e presenta grandi vantaggi (tempi ridotti di intervento, riabilitazione e recupero, minore incisione e quindi perdita ematica, meno traumi come dolore e gonfiore, risparmio osseo e muscolare, ecc.), con la protesi monocompartimentale del ginocchio (rispetto a quella totale) i vantaggi aumentano. Ci spieghiamo meglio.

Protesi ginocchio monocompartimentale VS totale: le differenze

Il fortunato che ha necessità di una ricostruzione parziale, con la protesi ginocchio monocompartimentale realizzata in titanio, ceramica e polietilene potrà farsi sostituire uno dei 3 compartimenti del ginocchio e fin qui ci siamo. Questo vuol dire che osso e cartilagine della zona sana verranno risparmiati mentre, nell’area compromessa, i componenti in metallo verranno fissati all’osso con cemento speciale e l’inserto in plastica sarà inserito tra le due parti metalliche allo scopo di rendere liscia la superficie di scorrimento.

Confrontata con la totale, la protesi parziale presenta diversi vantaggi:

  • Possibilità di impiantare componenti più piccole in minor tempo (40-60 minuti);
  • Riduzione dell’incisione chirurgica (circa 8 cm)
  • Legamenti crociati anteriore e posteriore preservati (se risultano sani);
  • La perdita di sangue durante e dopo l’operazione si riduce;
  • E’ meno traumatica (dolore, gonfiore);
  • Il recupero è più rapido.

Può sottoporsi a questo tipo di intervento chi ha legamenti sani, non affetti da osteoporosi, artrite reumatoide oppure accentuate deviazioni assiali (ginocchio valgo o varo).

Dopo il recupero, il movimento del ginocchio risulterà fisiologico, più naturale rispetto a chi ha una protesi totale.

Il paziente, dopo l’intervento, riprende le normali attività quotidiane in 6 settimane.

La protesi parziale (come quella totale) può durare dai 20 ai 25 anni.

Una volta consumato l’inserto in polietilene (l’unico elemento soggetto ad usura), l’intervento per la sostituzione presenta meno rischi ed è più semplice da eseguire rispetto alla protesi totale.

Interventi del genere si rivelano di sicuro successo soltanto se il paziente si affida ad uno specialista del settore.

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